di Gianluca Galletto
Avevo deciso di non impegnarmi piu’ come un tempo per il PD, anche perche impegnarsi civilmente e politicamente puo’ benissimo prendere altre forme. Mi sono impegnato molto nella politica americana, con le primarie e la campagna presidenziale per il Presidente Obama e per un amico State Senator, Daniel Squadron.
Ho pero’ cambiato idea da quando Ignazio Marino ha deciso di candidarsi alla leadership del PD. Ho maturato tale scelta dopo aver partecipato al’incontro di Piombino in aprile scorso e a quello del Lingotto del 27 giugno, dove, di fatto, Ignazio prese la sua decisione.
Ignazio mi ha chiesto di candidarmi come capolista per la sua mozione in Nord America e ho accettato volentieri.
Lo conosco da tempo. Si e’ formato in America e qui ha lavorato per 18 anni, conseguendo grandi successi di carriera. Chiedo pertanto a tutte le persone che hanno a cuore il futuro del paese di prendere seriamente in considerazione di votarlo alle elezioni del 25 ottobre. Si, lo so, quelle che impropriamente vengono chiamate “primarie”. Mi rivolgo a tutti, non solo agl’iscritti o chi ha sempre votato PD e dintorni. Tutti i liberali e progressisti, quelli che credono nel mercato, nella separazione fra stato e chiesa, nel rispetto dei diritti civili e nella politica onesta.
So bene che la politica italiana e’ malata. Come e’ malato tutto il paese. Ma e’ sempre il nostro paese. Lasceresti un tuo caro al suo destino? Io no. Di fronte al suo declino morale, civile e anche economico, occorre dare una risposta utilizzando i molti talenti, i tanti “bright spots” di cui il paese ancora dispone per riportarlo fuori dalle secche in cui è finito.
Marino per me rappresenta un investimento nel futuro. Un investimento su nuove generazioni di persone, un nuovo “breed” formatosi all’estero come tanti di noi. Persone che non sono cresciute dentro apparati di partito senza conoscere “il mondo”, che hanno conseguito successi personali nei loro campi grazie al duro lavoro e alla propria determinazione, senza “aiuti” di vario tipo. Marino si è formato a pane e meritocrazia e vuole affermare la cultura del merito nel PD e in Italia. Una cultura che versa in stato comatoso.
Marino e’ un cattolico che crede fermamente nella separazione fra stato e chiesa e nella laicità come metodo: un approccio alla risoluzione dei problemi non dogmatico e rispettoso delle pluralità di vedute. Marino e’ anche uno che vuole posizioni chiare e nette una volta che si e’ discusso. Per me è pazzesco che in Italia non riusciamo ancora ad affermare i diritti civili di molte minoranze.
La legge che inaspriva le pene contro l’omofobia non e’ passata perche’ molti dello stesso PD hanno votato contro. Qualcuno sa spiegarmi perche’ si e’ contro una legge che semplicemente reprime la violenza contro altre persone? Dov’e la cristianita’ in un atto di opposizione a chi vuol semplicemente punire chi fa violenza, contro chiunque, a prescindere dalle motivazioni. Anche contro gli animali.
Si, sento dire che Marino non ha ne l’esperienza ne’ il carisma, ne’ lo stomaco per farsi valere in un’arena piena di furboni. Oppure che un voto a Marino e’ un voto sprecato perche perde le elezioni.Intanto, per lo stomaco, sono solo contento se non ce l’ha. Sono stufo di furbastri e manovratori che comunque non producono nulla di buono. Almeno facessero delle policy valide.
Mi si dice che Bersani e’ il migliore leader possibile in questo momento. Appunto, rispondo, in questo momento.
Conosco Bersani personalmente ed è sicuramente stato uno dei migliori ministri che il centrosinistra abbia mai avuto. Conosco bene anche alcuni suoi collaboratori piu’ stretti. Preparati. E sinceramente appassionati. Mi sentirei ben rappresentato da loro. Ma Bersani purtroppo non e’ il futuro. E’ parte di un gruppo dirigente che ha gia’ avuto piu’ di una chance ed e’ stato sconfitto.
E’ un gruppo dirigente che e’ corresponsabile dello stato in cui versa l’Italia. Non era su Marte negli ultimi 17 anni. E’ stato al governo 2 volte. Non m’nteressa vincere o temperare la sconfitta alle regionali, o alle prossime politiche, magari per manterenre quqlche posizione di potere. Non m’interessa un voto contro “le destre” o “Berlusconi” o contro chicchesssia. E basta con la cultura dell’emergenza, cosi’ tipica di noi: se ti va bene pari qualche colpo e tiri avanti, ma certamente non eviti il formarsene di nuove.
Invece, investiamo per il futuro. Costruiamo un partito nuovo, anzi, un’Italia nuova, moderna, laica, rispettosa dei diritti civili, economicamente forte e politicamente prestigiosa, con una scuola e un’universita’ all’altezza della sua storia, senza immigrati messi a fuoco o gay picchiati, senza poverta’ e con opportunita’ uguali per tutti. Voglio un’italia dove il figlio di un operaio possa aspirare serenamente e realisticamente ad essere un grande chirurgo, un avvocato, un imprenditore di successo.
Il congresso e le cosiddette “primarie” rischiano di segnare solo gradazioni di sconfitte. La vittoria va preparata invece attraverso un grande sforzo culturale e di rinnovamento della classe dirigente di lungo periodo.
Con Marino abbiamo l’opportunità di fare sul serio. Partecipare è una scelta di libertà. Condividere. Come in una “normale” democrazia competitiva.
Con Marino, dicevo, e’ sceso in campo un nuovo “breed” di persone mai attive in un partito, persone che vivono di “meritocrazia” ma credono in un cammino diverso da quello attuale dell’Italia.Noi siamo degli outlier e solo lui se n’è accorto. È un ottimo motivo di per impegnarsi in una nuova battaglia e continuare a lavorare guardando al futuro del paese, invece che al prossimo appuntamento elettorale.iMille.org – Direttore Raoul Minetti




