Se è vero che lo stato di salute di una democrazia si misura da come tratta le sue minoranze, la democrazia in Italia è in stato comatoso.
Ieri sera il nostro Parlamento ha, per l’ennesima volta, affermato che le persone GLBT (almeno il 5% della popolazione, secondo le stime più prudenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) in questo paese sono persone di serie B. La bocciatura della Legge Concia e la sua aberrante pretesa incostituzionalità sono la conseguenza logica di un sistema che ha rinunciato in partenza all’aspirazione all’uguaglianza propria di ogni democrazia degna di tal nome. Come ho provato a dire ieri a Exit a Castelli e Franceschini, l’odio omofobico è l’effetto di un messaggio molto chiaro che il sistema politico dà al Paese: che i cittadini GLBT sono cittadini di serie B. Questo legittima chiunque (specie qualche testa calda) a comportarsi di conseguenza.
Se si vuole eradicare l’omofobia, quindi, bisogna che cambino il linguaggio e la pratica della politica: le cose pazzesche che Berlusconi, Castelli e i loro accoliti dicono nell’indifferenza generale (come è successo anche alla Bindi a “Porta a porta” pure ieri da studio non mi è parso di sentire grandi parole in mia difesa mentre Castelli abbaiava) li costringerebbero all’esilio in qualsiasi altra parte d’Europa. Il Parlamento faccia poi leggi che equiparino completamente gli omosessuali e i transessuali agli eterosessuali, e lo stesso valga per tutte le altre minoranze e per le donne, che minoranza non sono ma soffrono ugualmente. Certo, se il PD non abbraccerà questa causa presto e totalmente, questo non accadrà mai. Ma che partito di sinistra è un partito che non si schiera con compattezza e convinzione per la parità e per l’uguaglianza?
E’ per questo che appoggio Ignazio Marino ed è per questo che credo che la laicità di Dario Franceschini sia un bluff: perché quando si parla di uguaglianza ci sono solo due opzioni: essere uguali o disuguali. Se Franceschini, come candidamente ha ammesso, non è favorevole ad approvare una legge che dia alle coppie gay il matrimonio o altra forma giuridica equipollente (come le civil partnership britanniche a cui Marino si ispira), questo vuol dire che Franceschini pensa e pratica che una coppia di due uomini o di due donne non abbia la medesima dignità di una coppia eterosessuale. Questo, per il Segretario di un Partito progressista socialista e democratico europeo è inconcepibile: chiedere a Zapatero, Brown, Papandreu. La logica è così stringente che ieri Dario per zittirmi ha dovuto ricorrerre all’autorità (”Ivan, sono il tuo segretario!”) che questo Partito non ha mai avuto utilizzare con nessuno, a partire da quella Paola Binetti che oggi Franceschini vuol cacciare dal Partito. Una delle tante cose che Franceschini vuole fare oggi e che non si capisce perché non abbia fatto ieri.
Se volete rinfrescarvi la memoria, la puntata di Exit è qui sotto (cliccare qui per la seconda parte e qui per la terza parte):
iMille.org – Direttore Raoul Minetti







“onorevole scalfarotto” … occhio che porta male
Non conosco i dettagli della legge quindi la mia è solo una considerazione generale. Ma onestamente non sarebbe giuridicamente più sensato gravare processi di questo tipo dell’aggravante dei futili motivi, della ferocia gratuita o qualcosa del genere. Che differenza c’è se il pretesto che ha scatenato l’aggressione è il colore della pelle, la squadra di calcio, l’orientamento sessuale o semplicemente il non voler offrire una sigaretta (come successo a Verona)?
Gradirei una risposta.
C’è che l’omofobia o l’orientamento sessuale non sono “futili motivi”, come non voler offrire una sigaretta. Sono motivi molto gravi, anche ma non solo per il loro valore simbolico ed emulativo. C’è una ragione per cui è stata creata l’aggravante per reati a sfondo razziale, ed è diversa da quella per futili motivi. Per la stessa ragione ha senso un’aggravante per reati connessi a omofobia.
Il punto è che una legge del genere non avrebbe nessun vantaggio. Potrebbe avere un senso solo nel caso di un’aggressione da parte di un gruppo organizzato che va in giro per la città a fare pestaggi “selettivi”. Ai due baristi milanesi che hanno ammazzato quel ragazzo di origini africane è stata data l’aggravante dei futili motivi, non del delitto a sfondo razziale.
Non è che ogni volta che si picchia un negro ci dev’essere l’aggravante per reato a sfondo razziale. Però a volte c’è, e in quei casi si dà. In questo caso, per dire:
l’aggravante di omofobia sarebbe praticamente automatica. E non è un “gruppo organizzato che fa pestaggi selettivi”. Dài, non ci prendiamo in giro. Non è vero che non avrebbe alcun effetti: l’aggravante determina una pena superiore a quella senza aggravante. Oltre ad avere un valore “educativo”, nello stigmatizzare atteggiamenti violenti di questo tipo.
L’aggravante in un gesto del genere ci deve essere, non c’è dubbio. Il punto è che secondo me picchiare uno col pretesto di farlo perchè gay ha la stessa gravità del picchiare uno senza un motivo specifico, solo perchè mi piace spaccare la testa alla gente. Ripeto il discorso sarebbe diverso se parliamo di reati di tipo associativo.
Non è la stessa cosa se io picchio uno perché sono un matto o uno squilibrato, o perché penso che Tizio meriti di essere picchiato (lui e tutti quelli come lui) a causa di una sua condizione fisica. Non riesco a metterla più chiara di così.
Capisco benissimo quello che intendi dire. Credo che una legge del genere avrebbe delle implicazioni che devono essere considerate con attenzione.
Mattia Pascal, naturalmente ciò che dici non ha senso. Un conto è se io accoltello uno sconosciuto alla fermata dell’autobus perché sono preda di un raptus di follia. Un altro conto (più grave) è se architetto un’imboscata contro un tizio alla fermata dell’autobus premeditando il tutto. Ancora più grave è se io accoltello un tizio alla fermata perché penso che sia ebreo o gay, e in quanto ebreo o gay: lì entra in gioco una logica perversa di odio verso una categoria, a prescindere addirittura dalla identità della vittima. Sono tutti reati, ma di peso differente.
Non ho mai parlato di raptus di follia. Ho fatto due esempi. I baristi che uccidono afroitaliano per pacco di biscotti (hanno dato loro i futili motivi), e l’omicidio Tommaselli a Verona. Inoltre resta il fatto che un aggravante di questo tipo si deve provare in tribunale, mentre per dare l’aggravante dei futili motivi basta che l’aggressore non dia una spiegazione convincente del suo gesto.