L’onda anomala

di Mario Berlanda

Ci siamo, domenica si vota.
Oltre al documento di identità ed ai 2 euro, ricordatevi di portare con voi anche la tessera elettorale, perché pare che serva anche quella: un ulteriore piccolo inciampo in quell’autentico percorso di guerra che è stato il regolamento per eleggere il nuovo segretario del PD, all’insegna del “primarie sì, ma senza esagerare e senza rischio di scossoni”.
Ma soprattutto portate con voi il malessere che avete avvertito nei confronti del degrado che ci circonda nella politica, nella società, nella vita di tutti i giorni.
Portatevi intatta l’insoddisfazione maturata nel tempo per come è stato gestito, finora, il principale partito di opposizione.
Portatevi dentro, ben stampato nella memoria, il chi, il dove, il come e il quando che – al di là delle belle parole spese nelle ultime tornate congressuali e televisive – vi ha procurato le più cocenti delusioni, quelle che vengono da chi ci si aspetterebbe che fosse parte del nostro essere e, invece, …
E regolatevi quindi di conseguenza, portandovi anche i figli, i genitori, il nonno e anche la zia, ed andando ad ingrossare l’onda di coloro che già sostengono il candidato che non ci doveva essere, l’intruso (secondo Scalfari): Ignazio Marino.
Fino a farla diventare un’onda anomala, in grado di travolgere gli equilibri decisi a tavolino, di ridurre al rango di comparse i protagonisti degli ultimi 20 anni, di portare alla ribalta una nuova generazione.
Se le primarie non serviranno a questo, a cosa serviranno?
A fare da coreografia all’incoronazione plebiscitaria dell’erede designato di Veltroni?
No, grazie: per questo abbiamo già dato.
Adesso è ora di cambiare davvero.

Ci siamo, domenica si vota.

Oltre al documento di identità ed ai 2 euro, ricordatevi di portare con voi anche la tessera elettorale, perché pare che serva anche quella: un ulteriore piccolo inciampo in quell’autentico percorso di guerra che è stato il regolamento per eleggere il nuovo segretario del PD, all’insegna del “primarie sì, ma senza esagerare e senza rischio di scossoni”.

Ma soprattutto portate con voi il malessere che avete avvertito nei confronti del degrado che ci circonda nella politica, nella società, nella vita di tutti i giorni.

Portatevi intatta l’insoddisfazione maturata nel tempo per come è stato gestito, finora, il principale partito di opposizione.

Portatevi dentro, ben stampato nella memoria, il chi, il dove, il come e il quando che – al di là delle belle parole spese nelle ultime tornate congressuali e televisive – vi ha procurato le più cocenti delusioni, quelle che vengono da chi ci si aspetterebbe che fosse parte del nostro essere e, invece, …

E regolatevi quindi di conseguenza, portandovi anche i figli, i genitori, il nonno e anche la zia, ed andando ad ingrossare l’onda di coloro che già sostengono il candidato che non ci doveva essere, l’intruso (secondo Scalfari): Ignazio Marino.

Fino a farla diventare un’onda anomala, in grado di travolgere gli equilibri decisi a tavolino, di ridurre al rango di comparse i protagonisti degli ultimi 20 anni, di portare alla ribalta una nuova generazione.

Se le primarie non serviranno a questo, a cosa serviranno?

A fare da coreografia all’incoronazione plebiscitaria dell’erede designato di Veltroni?

No, grazie: per questo abbiamo già dato.

Adesso è ora di cambiare davvero.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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