Valori cattolici e propaganda

di Andrea Ballabeni

I cinque anni della legge 40 sulla riproduzione medicalmente assistita sono stati recentemente analizzati in un articolo pubblicato sulla rivista internazionale Human Fertility dai professori Andrea Boggio, del dipartimento di storia e scienze sociali alla Bryant University statunitense, e Gilberto Corbellini, docente di storia della medicina alla Universita’ la Sapienza.
La legge 40, entrata in vigore nel 2004, vieta la fecondazione eterologa e vieta la produzione di più di tre embrioni per ogni ciclo ormonale e il congelamento degli embrioni per successivi impianti: tutti gli embrioni prodotti devono essere impiantati. Nei frequenti casi in cui l’impianto non porta a una gravidanza la donna è quindi costretta a sottoporsi a un ulteriore ciclo ormonale per la produzione di nuovi ovociti. Com’è noto, la stimolazione ormonale non è pratica piacevole da subire e presenta anche piccoli rischi per la salute.
I dati nell’articolo di Boggio e Corbellini aiutano a capire i reali effetti della legge. Gli autori fanno da subito notare che la maggior parte dei paesi europei possiede legislazioni in materia molto più liberali. Dopo il 2004 è quadruplicato il numero di coppie che si reca all’estero ed oggi oltre il 50 per cento delle coppie che ricorre alla fecondazione assistita esce dai confini nazionali (per andare in Spagna, Svizzera, Repubblica Ceca, Slovenia, Grecia, Turchia, Austria e Francia). Il costo medio di ogni ciclo di fertilizzazione in una clinica straniera è di circa 8000 euro. Inoltre è interessante notare che la percentuale di successo per ogni ciclo di fertilizzazione è diminuita con la legge 40, passando dal 24,8 per cento del 2003 al 18,9 per cento del 2006.
La legge 40 vieta anche l’uso degli embrioni soprannumerari per la ricerca scientifica. Gli embrioni attualmente congelati (ottenuti prima del 2004 e, in alcuni rari casi previsti dalla legge, anche dopo il 2004) non possono essere usati per ottenere le cellule staminali embrionali, importantissime per la ricerca di base e applicata. E questo nonostante un sondaggio europeo del 2005 indichi che il 66 per cento degli italiani è favorevole alla ricerca con le cellule staminali embrionali.
La legge 40 è stata voluta dall’allora maggioranza di centrodestra per tutelare l’embrione. Come già discusso precedentemente su questo blog, i concetti di inizio e fine vita sono soggettivi e appartengono alla sfera metafisica. Ogni persona ha una propria singolare e rispettabile opinione sull’inizio della vita umana. Per alcune persone l’embrione è vita umana e per altre no. La legge 40 sicuramente è riuscita a tutelare gli embrioni ma ha complicato le procedure per arrivare alla maternità e aumentato i rischi per la salute della donna, oltre ad aver impedito importanti ricerche medico-scientifiche con embrioni inutilizzati e quindi destinati comunque al deperimento.
In Italia, una parte di chi si proclama cattolico vota col sincero intento di difendere alcuni valori cristiani. Queste persone sono esposte, come il resto del Paese, a una informazione poco libera e poco plurale. Come noto, la situazione dell’informazione televisiva italiana non ha eguali nel mondo democratico e sappiamo quanto il mezzo televisivo sia il più efficace per la propaganda politica, soprattutto in un Paese dove si leggono pochi giornali e si usa poco internet. La destra di governo italiana vuole apparire, per scopi elettorali e per accordi col Vaticano, il vero difensore dei valori cattolici. Ha i mezzi mediatici per buttare negli occhi degli italiani spot elettorali come quello del ‘family day’ o quello della legge 40 per la difesa ‘dei piu’ deboli: gli embrioni’. Ovviamente sugli stessi mezzi mediatici poco si parla dei danni causati da questa legge. Ovvio che la legge 40 non è l’unico esempio di politica poco vicina ai valori cristiani. Poco cristiani sono sicuramente alcuni provvedimenti su immigrati disperati. Così come lo sono molti comportamenti del Presidente del Consiglio e del suo entourage (evasione fiscale e corruzione di giudici, guardia di finanza e avvocati sono ad esempio tutti comportamenti sicuramente molto poco cristiani dinnanzi ai quali il peccato stesso di un divorzio impallidisce).
È quindi fondamentale saper usare i pochi mezzi a disposizione per comunicare in modo efficace a quella parte del mondo cattolico genuinamente interessata alla difesa di alcuni valori. Bisogna far capire che con la legge 40 è diminuita la facilità di concepire e sono aumentati i rischi per la salute della donna. Per il Partito Democratico sarà importante comunicare bene questi punti, visto che parte non trascurabile dell’elettorato cattolico è affine alle politiche riformiste e di sinistra del PD. Va in particolare presentato un piano serio di riforma della legge 40 in modo da tutelare la salute della donna e in modo da poter usare per la ricerca medico-scientifica quegli embrioni che sarebbero comunque destinati alla morte. Alcuni punti della legge 40 sono stati già considerati incostituzionali dalla Consulta ma la legge sarà ancora in vigore per molto tempo. Visto che siamo in epoca di primarie, va detto che dei tre contendenti alla guida del PD Ignazio Marino è forse quello che più degli altri potrebbe avere possibilità ed energie per agire sulla legislazione sulla fecondazione assistita vista la maggior omogeneità di vedute in materia all’interno della sua mozione.
Bisogna augurarsi che presto possa essere risolto il gigantesco problema democratico del controllo delle televisioni e che anche l’Italia possa avere una destra più seria, civile, istituzionale e magari anche laica. E laicità ovviamente vuol dire non dimenticare mai che l’Italia è anche fatta da milioni di persone che cattoliche non lo sono.

I cinque anni della legge 40 sulla riproduzione medicalmente assistita sono stati recentemente analizzati in un articolo pubblicato sulla rivista internazionale Human Fertility dai professori Andrea Boggio, del dipartimento di storia e scienze sociali alla Bryant University statunitense, e Gilberto Corbellini, docente di storia della medicina alla Università la Sapienza.

La legge 40, entrata in vigore nel 2004, vieta la fecondazione eterologa e vieta la produzione di più di tre embrioni per ogni ciclo ormonale e il congelamento degli embrioni per successivi impianti: tutti gli embrioni prodotti devono essere impiantati. Nei frequenti casi in cui l’impianto non porta a una gravidanza la donna è quindi costretta a sottoporsi a un ulteriore ciclo ormonale per la produzione di nuovi ovociti. Com’è noto, la stimolazione ormonale non è pratica piacevole da subire e presenta anche piccoli rischi per la salute.

I dati nell’articolo di Boggio e Corbellini aiutano a capire i reali effetti della legge. Gli autori fanno da subito notare che la maggior parte dei paesi europei possiede legislazioni in materia molto più liberali. Dopo il 2004 è quadruplicato il numero di coppie che si reca all’estero ed oggi oltre il 50 per cento delle coppie che ricorre alla fecondazione assistita esce dai confini nazionali (per andare in Spagna, Svizzera, Repubblica Ceca, Slovenia, Grecia, Turchia, Austria e Francia). Il costo medio di ogni ciclo di fertilizzazione in una clinica straniera è di circa 8000 euro. Inoltre è interessante notare che la percentuale di successo per ogni ciclo di fertilizzazione è diminuita con la legge 40, passando dal 24,8 per cento del 2003 al 18,9 per cento del 2006.

La legge 40 vieta anche l’uso degli embrioni soprannumerari per la ricerca scientifica. Gli embrioni attualmente congelati (ottenuti prima del 2004 e, in alcuni rari casi previsti dalla legge, anche dopo il 2004) non possono essere usati per ottenere le cellule staminali embrionali, importantissime per la ricerca di base e applicata. E questo nonostante un sondaggio europeo del 2005 indichi che il 66 per cento degli italiani è favorevole alla ricerca con le cellule staminali embrionali.

La legge 40 è stata voluta dall’allora maggioranza di centrodestra per tutelare l’embrione. Come già discusso precedentemente su questo blog, i concetti di inizio e fine vita sono soggettivi e appartengono alla sfera metafisica. Ogni persona ha una propria singolare e rispettabile opinione sull’inizio della vita umana. Per alcune persone l’embrione è vita umana e per altre no. La legge 40 sicuramente è riuscita a tutelare gli embrioni ma ha complicato le procedure per arrivare alla maternità e aumentato i rischi per la salute della donna, oltre ad aver impedito importanti ricerche medico-scientifiche con embrioni inutilizzati e quindi destinati comunque al deperimento.

In Italia, una parte di chi si proclama cattolico vota col sincero intento di difendere alcuni valori cristiani. Queste persone sono esposte, come il resto del Paese, a una informazione poco libera e poco plurale. Come noto, la situazione dell’informazione televisiva italiana non ha eguali nel mondo democratico e sappiamo quanto il mezzo televisivo sia il più efficace per la propaganda politica, soprattutto in un Paese dove si leggono pochi giornali e si usa poco internet. La destra di governo italiana vuole apparire, per scopi elettorali e per accordi col Vaticano, il vero difensore dei valori cattolici. Ha i mezzi mediatici per buttare negli occhi degli italiani spot elettorali come quello del ‘family day’ o quello della legge 40 per la difesa ‘dei piu’ deboli: gli embrioni’. Ovviamente sugli stessi mezzi mediatici poco si parla dei danni causati da questa legge. Ovvio che la legge 40 non è l’unico esempio di politica poco vicina ai valori cristiani. Poco cristiani sono sicuramente alcuni provvedimenti su immigrati disperati. Così come lo sono molti comportamenti del Presidente del Consiglio e del suo entourage (evasione fiscale e corruzione di giudici, guardia di finanza e avvocati sono ad esempio tutti comportamenti sicuramente molto poco cristiani dinnanzi ai quali il peccato stesso di un divorzio impallidisce).

È quindi fondamentale saper usare i pochi mezzi a disposizione per comunicare in modo efficace a quella parte del mondo cattolico genuinamente interessata alla difesa di alcuni valori. Bisogna far capire che con la legge 40 è diminuita la facilità di concepire e sono aumentati i rischi per la salute della donna. Per il Partito Democratico sarà importante comunicare bene questi punti, visto che parte non trascurabile dell’elettorato cattolico è affine alle politiche riformiste e di sinistra del PD. Va in particolare presentato un piano serio di riforma della legge 40 in modo da tutelare la salute della donna e in modo da poter usare per la ricerca medico-scientifica quegli embrioni che sarebbero comunque destinati alla morte. Alcuni punti della legge 40 sono stati già considerati incostituzionali dalla Consulta ma la legge sarà ancora in vigore per molto tempo. Visto che siamo in epoca di primarie, va detto che dei tre contendenti alla guida del PD Ignazio Marino è forse quello che più degli altri potrebbe avere possibilità ed energie per agire sulla legislazione sulla fecondazione assistita vista la maggior omogeneità di vedute in materia all’interno della sua mozione.

Bisogna augurarsi che presto possa essere risolto il gigantesco problema democratico del controllo delle televisioni e che anche l’Italia possa avere una destra più seria, civile, istituzionale e magari anche laica. E laicità ovviamente vuol dire non dimenticare mai che l’Italia è anche fatta da milioni di persone che cattoliche non lo sono.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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3 Commenti

  1. Oscar Nasuti

    “la legge 40 non è l’unico esempio di politica poco vicina ai valori cristiani” Spero che se vinca Marino ai cattolici che militano nel PD sia almeno lasciata la libertà di valutare da soli cosa è vicino ai valori cristiani e cosa no, capisco che ci dovete aprire gli occhi dai nostri medievali pregiudizi, ma ci vuole anche un minimo di rispetto…e a proposito di disinformazione nel Suo contributo si dimentica che alcuni attuali dirigenti del PD hanno votato quella legge e credo che la stragrande maggioranza di essi lo rifarebbe, questo è il PD purtroppo per Lei vi militano anche molti cattolici come me…Cordialmente

  2. Andrea Ballabeni

    Caro Oscar,
    Lei ha perfettamente ragione. La legge 40 e’ stata votata anche da attuali appartenenti del PD. Davo per scontato che fosse noto e ho sbagliato a non specificarlo. Mi sono limitato ad accennare alla cosa quando ho parlato della “maggior omogeneita’” di vedute all’interno della mozione Marino. Pero’ sarebbe stato giusto, come da Lei suggerito, scriverlo esplicitamente.
    Quanto al resto, mi spiace che Lei non abbia colto, forse per colpa mia, lo spirito di questo pezzo. Questo pezzo voleva essere critico verso alcuni specifici aspetti della legge 40. Forse Le e’ sfuggito il mio totale rispetto per il valore che tante persone danno all’embrione umano (e non e’ la prima volta che esprimo questo rispetto). Colgo l’occasione per sottolineare che non tutti i cattolici conferiscono all’embrione umano lo stesso valore cosi’ come ci sono non cattolici che considerano l’embrione umano come vita umana.
    Nell’articolo specifico bene che la legge 40 protegge l’embrione umano. E questo non e’ certo un aspetto negativo della legge.
    Grazie per i suggerimenti.
    Andrea B.

  3. Oscar Nasuti

    Probabilmente mi sono bloccato sul passaggio in intestazione del mio intervento e non ho sottolineato la condivisibilità in altri punti del Suo contributo e ne chiedo scusa.
    Ma io credo profondamente nella laicità in politica e ritengo che queste discussioni debbano rimanere sul piano della razionalità ( purtroppo so che molte democratiche e molti democratici credono che i cattolici in queste discussioni partecipino i loro dogmi di fede e non argomenti basati sulla razionalità, con questo inciso spero di informarli).
    Perciò penso che se andiamo a valutare quale comportamento è più cristiano dell’altro che fine facciamo?

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