Perché ho votato Marino e Martina

Ho trovato, viceversa, una piena coerenza con la “strategia del Lingotto”, e anche molte consonanze con le mie idee e proposte, sia sul versante della riforma del diritto del lavoro, sia su quello della riforma delle amministrazioni pubbliche, nella mozione Marino e nelle prese di posizione dei suoi principali sostenitori. Se nelle settimane scorse non le ho dato il mio appoggio militante è perché – forse sbagliando – ho avuto qualche riserva iniziale sulla capacità del suo portabandiera di proporsi come leader politico a tutto campo; ho avuto, inoltre, l’impressione che i suoi sostenitori pongano troppo selettivamente l’accento su alcuni altri temi, certo importanti, ma che non possono essere quelli decisivi per conquistare la maggioranza tra quaranta milioni di elettori.
Detto questo, comunque, al congresso una scelta va compiuta. E, tutto considerato, in una situazione che vede la contesa per la leadership di fatto ristretta a Franceschini e Bersani, non mi pare affatto male per il PD che il terzo contendente concluda la corsa con un risultato di rilievo: ciò condizionerà comunque positivamente il vincitore. Per questo, stamattina, al congresso del mio circolo, ho votato la mozione Marino.

Pietro Ichino

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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2 Commenti

  1. Cristiano De Lucrezia.

    L’accento “selettivo” su certi temi è un pochino una illusione ottica. Ma proprio per questo bisogna tenere conto della tua osservazione. Cose di cui in genere si parla poco, argomenti tenuti “opportunamente” tra le quinte diventano un pugno in un occhio se, d’untratto, si inizia a parlarne. Vedremo se ci sarà la capacità di essere più scaltri via via che il campo di battaglia diventa più vasto, allargandosi dai Circoli al Congresso, alle Primarie e infine alle campagne elettorali.

  2. Moreno Puiatti

    Ma sarà vero? E’ bene fidarsi delle dichairazioni di un tipico rappresentante dei “perpetui” come li definiva Ivan?

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