Nove punti per ripartire

L’intervento di Emidio Picariello
all’assemblea dei Mille

In questo momento a Pistoia non c’è né un segretario provinciale, né un comunale del Partito, ma solo una reggenza. Ho buttato giù due appunti che serviranno, a mio avviso per un prossimo segretario del PD e a tutta la nuova – speriamo rinnovata – classe dirigente del del Partito locale. Condivido con voi questi appunti che anche alcuni di voi nel corso del tempo hanno ispirato, perché penso che possano essere utili altrove come qui, se non del tutto, almeno in parte.

1. Parlare è un bene, pubblicare dissensi un male.
Avere diverse sensibilità è normale, capita. Una segreteria bene assortita contiene al suo interno un po’ tutti i pareri. Poi però è necessario discutere, approfondire. Quando c’è dissenso potrebbe essere necessario discutere tanto. Porebbe essere necessario convocare una segreteria che duri giorni, serate e serate. Poi si vota. E si decide. A quel punto chi esprime ancora il suo dissenso sui giornali danneggia il proprio Partito. Il Partito deve ascoltare tutti e poi esprimersi con una sola voce. Se il Segretario non ascolta tutti sbaglia, se qualcuno non parla nelle assemblee preposte e lo fa sui giornali sbaglia.

2. Essere democratici giovani o Giovani Democratici non è di per sé un bene, siamo d’accordo, ma neanche di per sé un male.
Essere giovani vuol dire soprattutto avere tutto il proprio futuro davanti, non dietro. Per un ragazzo, la programmazione delle politiche del lavoro, comporta la programmazione delle politiche del proprio lavoro e di quello dei suoi simili. Per un uomo o una donna in età di pensione, invece no. E’ il caso che qualche ragazzo stia nelle istituzione, che qualche ragazzo stia negli organismi dirigenti del partito. E’ un bene per tutti. E’ un bene che alla presenza di esperienza che oggi è tanto forte nel partito e nelle istituzioni si affianchi un po’ di freschezza e un po’ di futuro.

3. Essere presenti sul territorio vuol dire andarci, di persona, spesso.
Il prossimo segretario del partito dovrà girare per i circoli. Dovrà incontrare tutti i membri, dovrà parlare con loro, cenare con loro, convocarli una volta al mese, essere sempre disponibile alle loro necessità. Dovrà essere il primo responsabile della sua struttura.

4. Per dare incarichi sulla base delle competenze, bisogna sapere quali sono queste competenze.
Creaiamo un archivio delle competenze. Chiediamo ai nostri iscritti di dirci che cosa sanno fare. Chiediamo i loro curricula. Creiamo dei gruppi in base alle competenze di volontari che parlino del nostro territorio. Aiutaimo gli amministratori che abbiamo eletto con il materiale che da questi gruppi di lavoro emerge. Usiamo le competenze dei nostri iscritti quando si tratta di formare le istituzioni. Mettiamo nelle istituzioni persone che abbiano le conoscenze e le capacità politiche ma anche persone che a queste conoscenze affianchino almeno un po’ di professionalità.

5. Sveglia, le elezioni le abbiamo perse.
Non dimentichiamoci che prima a Pistoia erava molti di più. In Italia eravamo molti di più. Abbiamo perso centinaia, forse migliaia di elettori. Fare finta che non sia successo non renderà meno dura la sconfitta. Le soddisfazioni derivanti dai successi devono essere uno sprone a fare meglio, non una scusa per stare comodi sugli allori. Andiamo la fuori e riprendiamoci i nostri voti, tutti, uno per uno, con l’unica arma possibile: la buona politica.

6. I nemici non stanno nel PD, stanno a destra.
Se non sono d’accordo con una persona del mio stesso partito, se faccio le primarie o il congresso su posizioni diverse, nonostante questo considero il mio compagno di partito uno che sta dalla mia stessa parte. Finite le primarie, finito il congresso, siamo di nuovo uniti: se ho vinto gli chiedo il suo aiuto, se ho perso gli offro il mio.

7. I nostri avversari sono in campagna elettorale permanente. E noi? Lasciamo che facciano?
Senza arrivare alla condizione estrema di campagna elettorale continua, questo partito ha bisogno di riconoscere ai propri amministratori i meriti che essi hanno e ha il dovere di farli conoscere ai cittadini. Se un amministratore del PD è screditato durante il suo mandato, quel discredito sarà zavorra delle prossime elezioni. All’atto pratico: il PD ha bisogno di un addetto stampa (o più addetti stampa volontari) che supportino sui giornali e tramite campagne pubblicitarie le decisioni dei loro amministratori. Per renderli più forti e rafforzare l’immagine del partito fra la gente.

8. Siamo laici. Siamo LAICI.
I diritti sono per tutti, tutti devono avere gli stessi diritti. Non ce lo dimentichiamo. Gli omosessuali devono essere rappresentati da questo partito. Devono sentirsi a casa nel PD. Devono sapere che non permetteremo a nessuno di discriminarli. Così tutte le altre minoranze.

9. Ricominciamo a sognare.
Io sogno solo di andare a votare PD alle prossime elezioni, a tutte le prossime elezioni, senza un dubbio, senza una perplessità, convinto non solo che sia la migliore soluzione fra quelle in campo, ma che sia la migliore soluzione possibile, in assoluto. Questo significherebbe un mare di persone che votano un partito così. Significherebbe tornare a convincere.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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