L’altro male del Sud

di Giuseppe Veltri (per l’Unità)

L’altro grande male oscuro del Meridione d’Italia ha un nome pre­ciso che non viene nominato con la stessa frequenza delle varie forme di criminalità organizzata: la mas­soneria. Nonostante proclami pseudo illuministi e stravaganti vocazioni per il progresso, la mas­soneria meridionale è essenzialmente egoista e interes­sata soltanto all’affarismo più gretto. Essa è parte di quel contesto che rende difficile la costruzione di quel capitale sociale neces­sario ad uno sviluppo economico del territorio. Rappresenta il tes­suto connettore dei mali locali, il punto di riferimento per la mala politica locale e la criminalità organizzata.

Per Francesco Forgione, ex pre­sidente della commis­sione parlamentare anti­mafia ed autore del libro ‘Ndragheta’ questa entità è uno dei motivi dell’apparente invincibilità della criminalità calabrese. La ‘Ndragheta si giova dell’alto livello di infiltrazione nella politica e nella pre­senza di un potere occulto come la mas­soneria che in Calabria ha una pervasività che non esiste in nes­suna altra parte di Italia. E’ un sistema clientelare glorificato come anti­tesi della meritocrazia e dello sviluppo sociale ed economico. E’ il vertice della piramide costruita sul sottosviluppo e sul ‘familismo amorale’ (da Banfield fino a Putnam) che ha reso il Mezzogiorno d’Italia un caso da manuale su come determinati valori culturali siano portatori di perenne sottosviluppo.

La mas­soneria meridionale continua la sua opera nell’ombra senza essere mai stata intaccata veramente da inchieste giudiziarie o dall’attenzione mediatica. La pre­senza della mas­soneria nel meridione impedisce la crescita di una nuova e responsabile classe dirigente che abbia un peso nel partecipare nelle decisioni sulla sorte nazionale e propria. Secondo lo studioso Carlo Carboni, le élite italiane sono centro-settentrionali e metropolitane, infatti nel Sud è nato solo poco più di un quinto dei top leader italiani (22,7 per cento) e vi risiede attualmente solo un sesto delle elite (17,4 per cento), mentre nel solo Nord Ovest è nato o risiede circa il 30 per cento dei personaggi coinvolti nel governare il paese. Invischiati nel malcostume e nella mas­soneria locale, le classi dirigenti del Sud sono totalmente auto-referenziali. L’attenzione sulla mas­soneria nel Sud è scarsa, tranne che per pochi coraggiosi giornalisti e magistrati, in generale questo oscuro territorio rimane inesplorato. All’attuale attenzione sulla criminalità organizzata sarebbe opportuno affiancare il ruolo di questo impalpabile ma potente attore delle sorti del Meridione d’Italia.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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