Le occupazioni a Roma vengono fatte anche dove magari sarebbe meglio non farle, e non sono tutte uguali: ci sono posti in cui funzionano meglio e altri in cui funzionano peggio. A volte vengono fatte in modo rozzo e noncurante delle ingiustizie (più o meno grandi) che generano e badando solo a quelle che sanano. Vengono fatte un po’ per chi la casa non ce l’ha, un po’ contro i palazzinari, come se le due cose fossero direttamente collegate. Soprattutto, mi sembra, vengono fatte nella convinzione legittima che la casa sia un diritto, ma attraverso l’utilizzo della prepotente strategia del fatto compiuto per affermare le proprie legittime convinzioni.
Il punto finale, però, è che non importa. Come ho scritto più volte, una cosa è il giudizio delle azioni e delle loro conseguenze, un’altra il giudizio delle intenzioni. Vale per i neocon, vale per Action (eresia!). Finché in questa città ci saranno centinaia di persone senza un letto, un tetto, un bagno, ben vengano le occupazioni, con tutti i loro innumerevoli difetti. Ne avessero qualcuno in meno, secondo me, per moltissime persone sarebbe più facile stare dalla loro parte. In ogni caso, la toppa è molto meglio del buco.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti






