La sconfitta

di Corrado Truffi

agony-of-defeatL’ho capito leggendo questa osservazione di Francesco Costa su tutt’altro argomento, e ascoltando in questi giorni in più occasioni, nelle assemblee precongruessali, più o meno lo stesso discorso da parte dei sostenitori della mozione Bersani: il limite, direi forse il dramma dei nostri amici e compagni bersaniani, è che partono con la sconfitta ben conficcata nel cervello. Ed è per questo che spesso ci appaiono, tra l’altro, così acidi financo nel loro periodare, nel modo di guardare, nell’astio che ogni tanto non riescono a nascondere, oppure nella vaga depressione che aleggia su di loro.

In fondo, il succo della posizione politica di quella mozione è la convinzione che la struttura profonda, l’assetto sociale di lungo periodo della società italiana sia stabilmente di destra, e che quindi la sinistra non possa ancora – e forse non potrà mai – ambire ad essere maggioranza nel paese. Da qui, l’idea di fare una solida ma consapevolmente più piccola forza di sinistra, disposta ad allearsi con una diversa forza centrista nel tentativo di giungere al governo per questa via e non per la via maestra della “vocazione maggioritaria”, non a caso indicata sistematicamente come causa di tutti i mali e di tutte le sconfitte, in quanto idea velleitaria.
Ma, come nota Francesco Costa in altro contesto, questo atteggiamento purtroppo non è un atteggiamento “di sinistra”, perché rinuncia in partenza alla possibilità di trasformare il mondo, ne accetta vincoli e limiti come dati ed immodificabili.

Ora, lo sappiamo tutti che l’Italia è un paese per vecchi, e che davvero ogni tanto c’è da sentirsi disperati per come vanno le cose dalle nostre parti. E tuttavia, cari compagni ed amici della mozione Bersani, se siamo qui a far politica non è – non dovrebbe essere – per limitare un po’ i danni, ma per uscire dal vicolo cieco del declino. E per farlo, non basta il misero realismo del “tanto l’Italia è un paese di destra”.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

Tags:

21 Commenti

  1. Gianni

    Sapevo che la mozione Marino sta andando piuttosto male nei congressi dei circoli che si sono svolti finora. Ma prima di leggere questo articolo non immaginavo fossero addiritura disperati.
    Meglio cosi’.

  2. Ohibò, Gianni, che tu lo creda o no non sono affatto disperato, anzi sono molto tranquillo. Ti dirò pure che se il 25 ottobre vincesse Bersani (o Franceschini) prenderò tranquillamente atto e continuerò a stare in questo partito, che è il MIO partito.
    Volevo solo segnalare la tristezza che vedo in certi sostenitori di Bersani, tristezza che mi preoccupa e mi fa provare dispiacere per loro…
    (Incidentalmente, le ultime notizie danno Marino piuttosto ben messo, ma questo non ha molta importanza, nel nostro discorso).

  3. Gianni

    Non so come tu possa stare in un partito composto circa al 55% di persone acide e astiose. Essere disperati non e’ una colpa, io ti sono solidale.
    Incidentalmente Marino si ferma ad una cifra sola. Se questo e’ essere ben messi ne prendo atto, e mi preparo alla alleanza con Casini.

  4. Non credo sia il momento per iniziare a bastonrci,per insinuare che la via maestra sia la vocazione maggioritaria.Non credo nella possibiltà di ripetere una scelta che tanto seppe di ancora di salvataggio nella scorsa occasione politica,ma accetto con serietà la tua battuta sulla necessità di cambiare il mondo,e aggiungerei un bel pò anche il “nostro” PD. Ecco perchè Fraceschini non mi risulta credibile,perchè è la riproposizione di un’assetto e di una segreteria che,dopo aver forzato sul governo Prodi,si è specchiata credendosi bella e impossibile,troppo netta nei cnfronti di tutte le forze di opposizione che stanno dentro e fuori del Parlamento…per i risultati guardiamo alla sostanza. Si è lanciato un progetto di una lungimiranza spaventosa e si sono poste le basi per un gruppo unico tra socialisti e democratici nel Parlamento europeo,ma non si è avuto il necessario coraggio per sostenere adeguatamente il referendum di Giugno scorso…ma allora non usiamo delle posizioni pretestuose e delittuose per la cooperazione più fattiva ed effciente. Sostengo Bersani,sosteniamo il PD.

  5. Corrado Truffi

    E’ divertente come Gianni continui a dire che sono disperato. Ma più me lo dice, più mi rallegro:-))
    Gli ricordo che, gli piaccia o no, il segretario si vota il 25 ottobre. Questo è il voto degli iscritti per selezionare i candidati.
    E comunque, ho parlato di tristezza (e astio e acidità) in “certi” sostenitori di Bersani, mica in tutti. Su questo blog, ad esempio, scrive spesso il buon Marco Campione che non è affatto acidello:-)).

    Seriamente. Il problema non è l’acidità o l’astio, che sono tratti caratteriali, magari di un momento. Il problema è l’idea di sconfitta preventiva, di accettazione a priori del postulato che l’Italia sia un paese di destra. Su questo postulato, non su altro mi piacerebbe discutere.

  6. marco Piaggesi

    mi sento tirato in ballo : io un po’ d’astio ce l’ho, in effetti.
    ho 38 anni, sono iscritto al partito da quando ne avevo 14, e mi sono S-T-U-F-A-T-O di sentirmi trattare da trinariciuto incapace di pensare con la sua testa, da parte di “alcuni” mariniani…che non si capisce che ci stanno a fare in un partito che considerano poco più di un’associazione a delinquere.
    speriamo che il 26 ottobre il partito riparta unito…ma se i toni sono quelli che si riscontrano in certi blog-questo blog in particolare non lo so, sono arrivato ora- mi sembra difficile….certo : se nei congressi che nominano gli organismi territoriali esce un risultato e le primarie ne fanno un altro non so come può andare a finire…

    io penso questo : in italia, la vittoria alle elezioni la fanno le alleanze : dal ’94 a ora, chi era alleato ha vinto, chi non era alleato ha perso…quando nel 2006 il bipolarismo è stato completo, c’è stato il pareggio.

    loro hanno preso il 47% alle politiche, confermato l’anno dopo alle europee…quindi sono battibili, non sono maggioranza nel paese, sono solo la minoranza più grossa. ma ci vuole un’alleanza larga, se no si perde, punto.
    a me sembra ovvio, sbaglierò….

  7. StefanoDS

    da esterno: “per fare che cosa” ci si allea da una parte o da un’altra?. Berlusconi lo ha detto chiaramente, che cosa voleva fare, e lo stanno facendo. Il PD CHE COSA VUOLE FARE?

  8. Va da sè che l’UDC fa un’alleanza con il PD solo se l’UDC comanda. Ossia se candidate Casini come primo ministro e mettete Cuffaro al nuovo ministero del Mezzogiorno. E va da sè che un qualunque uomo o donna di Sinistra, se deve scegliere tra una Destra originale oppure un centro-centrosinistra con Casini leader, o non vota, o vota la Destra originale, per punire i propri “geniali” leader.

    E non dite che non è così: la candidatura a sindaco di Rutelli dovrebbe aver fatto scuola. L’elettorato romano ha plasticamente scelto l’uomo di Sinistra alla Provincia e non ha scelto, oppure ha scelto l’uomo di Destra al Comune.

    Io stesso, davanti a una scelta futura Casini (sostenuto da Bersani e il PD) contro Fini, penso che voterò il meno clericale dei due. Indovinate un po’ chi è?

  9. Corrado ha proprio colto nel segno, c’è rassegnazione alla sconfitta nell’idea che solo con un’alleanza – con “qualunque” alleanza – si possa tentare di arrivare al governo. Arrivare al governo, dico, e non governare. Chi continua a sistenere che in questo modo si sono vinte le elezioni, poi dimentica di precisare che non si è mai riusciti a governare per un’intera legislatura, né ad innescare quei cambiamenti che sarebbero indispensabili al paese.
    Governare non significa solo occupare poltrone di governo e di sottogoverno, ma mettere in atto meccanismi di cambiamento virtuoso nella società; e, per la mia esperienza in questi congressi, l’unico cambiamento che i bersaniani sanno citare, è l’eliminazione della quota fissa per la ricarica al telefonino: encomiabile, certo, ma un po’ scarsino come risultato.
    Questo partito sembra non imparare nulla dall’esperienza passata, e gli iscritti si fanno incantare da promesse di governo che – semmai fossero confermate, e non è detto, perché Anellidifumo ha ragione da vendere, saranno sempre meno gli elettori di un “centrosinistra” che è caricatura del “centrodestra” – non hanno nessuna possibilità di durare e, men che meno, di cambiare in meglio la società.
    La domanda di Stefano è dirimente: governare, sì, ma per fare cosa?

  10. Pier

    Ecco. Appunto. Meno male che alla fine la vera domanda è spuntata fuori: “ma per fare che cosa?”. E’ una idea veramente curiosa questa per cui ci si allea per allearsi, perché così fan tutti, perché così si vince etc. etc. (però poi guai ad allearsi con Di Pietro, però…). Una volta, nel paese dei sani di mente, ci si alleava fra persone che avesse obiettivi comuni e progetti simili di società. Il sottoscritto non condivide in nulla il progetto di società clerico-assistenzialista-mafiose del duo Casini-Cuffaro. Tanto per essere chiari.

  11. Gianni

    Corrado, non mi riferivo certo ad una tua disperazione personale, che sono certo non esista e me ne rallegro, ma alla disperazione come sostenitore di Marini. D’ altra parte assistere impotenti (e ininfluenti) all’ incartarsi di una campagna congressuale nell’ autismo onanistico delle frigne per il confronto (come se gli iscritti al partito non fossero capaci di decidere da soli senza avere un Bruno Vespa qualsiasi che fa loro da mediatore) o al suo malinconico arenarsi sull’ ultima spiaggia dell’ inettitudine, che e’ il vittimismo callunniatore del quale fornisce buona prova anche Veltri qui sopra, e’ qualcosa che deprimerebbe il piu’ acceso sostenitore di Marini. Deprime me, figurati, che sostenitore non lo sono ma che vedo disperdersi anche degli elementi interessanti e innovativi che pure in quella mozione sono stati presenti, a questo punto devo immaginare per puro caso. Peccato.

  12. Gianni, tu spari a palle incatenate meglio sui tuoi compagni di partito in minoranza che sui tuoi avversari fuori dal partito. Segno che probabilmente la composizione del PD di oggi è qualcosa di completamente sballato. Una soluzione possibile sarà quando quelli come Gianni saranno andati nel Partito Nazionale di Casini, laddove non si parla mai di diritti civili delle minoranze, se non per negarli recisamente.

  13. Gianni

    Io difendo il mio partito dalle calunnie. Mi rendo conto sia una pratica che coloro che stanno salendo al volo sul treno del PD possano trovare bizzarra, ma credo che continuero’ a farlo.

  14. Giuliano

    Gianni, chi? Quello tanto ben conosciuto per la sua “serenità” da farsi bannare da ogni dove? Ci scommetto che Bersani, ne conoscesse l’esistenza e lo schieramento, gli chiederebbe di astenersi o lo sconfesserebbe in pubblico :P
    Curati, Gianni!!

  15. Antonio

    Francamente concordo con Corrado, di cui capisco bene lo scoramento. Ho constatato con mano come nel mio circolo, molti votino per il candidato che reputano “ci fara’ perdere di meno, con dignita’”. Nemmeno Berlusconi fosse un male irrinunciabile.

  16. Carlo M

    vorrei solamete dire che io sostengo bersani e non sono né rassegnato, né acido, e né triste. ciao

  17. di fatto è la posizione del PCI di Berlinguer dopo il golpe in Cile. Allora si diceva che in Italia non avrebbero permesso una vittoria del PCI per cui il PCI doveva puntare ad una desistenza. Fu il compromesso storico. Ammesso (e non concesso) che Berlinguer avesse ragione nel 1978, oggi sinceramente non credo proprio che si possa ancora avere questa impostazione. L’idea di D’Alema (del quale Bersani è un’emanazione) di allearsi con i moderati, costi quel che costi, è un riflesso condizionato persino oggi che non ne avremmo bisogno.

    Spiace dirlo (almeno a me), ma l’unica vera innovazione che ci ha consentito di vincere 2 volte è stata l’intuizione di Prodi di andare oltre alla desistenza e all’alleanza tattica. L’Ulivo non fu l’alleanza tra moderati e progressisti, ma fu il riconoscere che questa distinzione non esisteva più. Nel 1996 Prodi voleva il partito dell’Ulivo e lo segarono perché stavano in fissa con il ritorno della Politica (DS e Margherita), nel 2006 non se lo sono potuti permettere (anche se poi lo hanno segato lo stesso). Ora che dopo l’Ulivo e la nascita del PD la strategia sia del tutto identica a quella degli ex DS mi pare veramente ridicolo.

    D’altronde gli attacchi a Renzi hanno un senso solo secondo quest’ottica: il PD non deve rappresentare progressisti e moderati, ma solo i progressisti così da poterci alleare ai moderati. Renzi da questo punto di vista è un problema. Il problema è la rinuncia al progetto del PD e la sua trasformazione in un partito identitario (socialdemocratico) che in Italia può aspirare ad un 20%.

  18. Il 20% mi pare anche tanto, soprattutto se alleato con casini. Un PDS-S prenderebbe anche meno voti del PDS e sarebbe pure giusto.

Trackbacks / Pings

Lascia un commento

Subscribe without commenting