Governo britannico: sorry, Mister Turing

Le scuse del governo britannico non sono arrivate spontaneamente: sono il risultato di una petizione, avviata dal programmatore britannico John Graham-Cumming, che in pochi mesi ha raccolto migliaia di adesioni prestigiose. Da qui la scelta del primo ministro Gordon Brown di porgere le scuse ufficiali per il trattamento “raccapricciante” (come lo definisce Brown) al quale fu sottoposto.
Per quelli fra noi che sono nati dopo il 1945, in un’Europa unita, democratica e in pace, è difficile immaginare che il nostro continente fu un tempo teatro del momento più buio dell’umanità. E’ difficile credere che in tempi ancora alla portata della memoria di chi è ancora vivo oggi, la gente potesse essere così consumata dall’odio – dall’antisemitismo, dall’omofobia, dalla xenofobia e da altri pregiudizi assassini – da far sì che le camere a gas e i crematori diventassero parte del paesaggio europeo tanto quanto le gallerie d’arte e le università e le sale da concerto che avevano contraddistinto la civiltà europea per secoli,” scrive il primo ministro.
E’ davvero difficile da immaginare. Forse Alan Turing avrebbe dovuto porsi un altro quesito nella propria ricerca: anziché chiedersi se esista l’intelligenza artificiale, domandarsi se ve ne sia a sufficienza di quella naturale.

Paolo Attivissimo riporta la storia di Turing, padre dell’informatica, e costretto nel 1952 a subire la castrazione chimica in quanto omosessuale.
Ieri Gordon Brown ha chiesto pubblicamente scusa a Turing, 57 anni dopo.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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