Ci siamo. Il Congresso del PD parte dai circoli e la vostra Alice si è finalmente recata nel suo Paese delle Meraviglie, un posto del quale ancora non capisce nulla, in pratica il Circolo PD dell’Esquilino. Carrol a parte, ho scelto per questa noticina il titolo di un divertentissimo libro di David Lodge per prendere un po’ in giro la mia abitudine di voler sempre dire la mia su qualsiasi cosa.
Il ghiaccio lo avevo rotto in alcune occasioni di assaggio: con “I Mille” al Democratic Party intorno agli eleganti tavoli di plastica apparecchiati a carta e polvere dove giovani virgulti del futuro PD tramavano la fronda mariniana intorno a patatine, birre e bruschette (per tacer del vino); poi a Testaccio, dove gioco in casa perché ci sono nato, sempre intorno a un tavolo; e infine, quando iniziavo a pensare che in politica, dovunque ti butti, “è sempre un magna magna”, finalmente al Circolo dell’Alberone, dove Serracchiani Debora e Scalfarotto Ivan hanno incrociato le lame presentando le mozioni Franceschini e Marino. Siccome non è una novità che io mi stia spendendo per quest’ultimo, notai con soddisfazione che Corrado Truffi, il quale sosteneva la sua mozione quella sera, stava una spanna, anzi due, sopra i suoi omologhi.
Così ieri, venerdi 25 settembre, mi sono presentato a via Galilei insieme alla mia amica Francesca, pronto ad osservare l’agone del mio Circolo.
Tanto per cominciare, fuori alla porta l’aria era irrespirabile a causa di numerosi iscritti fumanti sigarette puzzolenti. Effettivamente un tempo fumavano dentro e ora che non possono impestare l’interno del Circolo, sono un po’ emarginati. L’ambiente è rilassato, ma siamo in ritardo, l’appuntamento è alle 18, ma alle 18.30 si bivacca qua e là. Mi vado a sedere e spero che gli altri facciano altrettanto, di modo che si inizi.
Poco prima ero stato raggiunto da un “rumor” allarmante che mi riportava di un Renato Nicolini piuttosto sottotono. Pare che in precedente analoga occasione la sua performance fosse stata, diciamo, non all’altezza delle aspettative. Quando vedo che presentare la mozione Marino tocca a lui, inizio a preoccuparmi. La tensione durerà per un’altra quarantina di minuti, visto che parlerà per ultimo.
Inizia il relatore per la mozione Bersani, del quale non ricordo nulla se non che a un certo punto mi sono svegliato di soprassalto mentre citava un’enciclica di Benedetto XVI che parlava di lavoro. Alla mia espressione smarrita, Francesca mi chiarisce che no, non siamo al catechismo, che siamo ancora al Circolo PD e mi tranquillizza. Per la mozione Franceschini ha parlato Fassina, preparato, in un certo senso anche visionario, e coinvolto in quello che diceva, insomma, in linea con i toni della mozione che rappresenta. Applauso finale, come per il precedente suo collega, poi arriva il momento di Nicolini, un pezzo di storia delle giunte rosse, l’architetto dell’Estate Romana, quello che mentre facevo il militare mi ha consentito di vedere gratis “Stati di allucinazione” e “Un lupo mannaro americano a Londra” nella stessa serata, al Circo Massimo. Colui che traghettò la cultura romana, mestamente e teatralmente, in barca sul Tevere, nelle mani del successivo assessore repubblicano del pentapartito che ci tolse la città. Ebbene, sornione e un filino svagato, Nicolini mostra la prima astuzia della serata quando, a differenza dei suoi predecessori che erano rimasti seduti, si alza in piedi. Era l’ultimo del tavolo, quindi con una posizione di tre quarti, allineato con la diagonale della sala, parte con una battuta che non ricordo, ma che mette tutti di buonumore. La sala è ora bella sveglia e lui ci ricorda che non è un fesso. Chiacchiera un po’ di se’, della sua esperienza prima del PD, poi dentro il PD. Mentre temo che scivolando nell’autobiografico se la “sfanghi” dal parlare della mozione, lui cita a memoria un passaggio del relatore pro-Bersani dimostrando che al contrario di quel che sembrava, non stava dormendo. Poi elenca uno ad uno i punti forti della mozione Marino; segue una scaletta su un foglio di carta che tiene in mano e cresce fino al clou quando parla dei precari. Sferza l’uditorio affermando che la risposta all’aggressione del governo nei confronti dei precari, nella fattispecie della scuola, non può essere pilatescamente delegata al presidio spontaneo dei docenti. Alza la voce e parte il primo applauso “a scena aperta” della serata. Un bel punto a suo favore. Vabbè, l’applauso l’ho innescato io, ma la sala mi è venuta appresso in maniera decisa e sincera. Pareva non vedessero l’ora di farlo.
Alla fine dell’intervento sono molto soddisfatto e credo di poter confermare uno schema che ancora regge: la mozione Bersani viene promossa senza troppa convinzione, come se la vittoria fosse così scontata da rendere inutile uno spreco di energie in questo momento. La mozione Franceschini gode di interventi di buon respiro, ma nei quali una certa convinzione e forme accattivanti non bastano a nascondere la mancanza di chiarezza sulla linea futura. La mozione Marino s’e’ acchiappata i giovanotti (!) più solidi. E’ vero, per loro (noi) è più facile. Abbiamo la faccenda che “i si sono si e i no sono no”, sul dibattito vinciamo facile e la difficolta’ estrema nel digerire un confronto diretto tra B, F e M da parte dei primi due la dice lunga su quanto sostengo. Chi si e’ entusiasmato per Debora Serracchiani all’epoca del famoso discorso non puo’ che rilevare che al baldo destriero sono state installate briglie di ottima fattura, ma pur sempre briglie. Invece di galoppare, povera Debora, ora trotterella elegante tra paletti, croci di Sant’Andrea e siepi fiorite, ma quando scorrazzava libera era un’altra cosa. Bah, contenta lei…
Stamattina sono andato a votare insieme alla mia signora e alla mia figliola di anni sei. Ho trovato una bella fila e mentre attendevamo il nostro turno abbiamo potuto ascoltare tre interventi nel dibattito in corso. Tutti e tre a sostegno della mozione Marino. Ce ne siamo andati in direzione Pizza Forum (chi conosce può capire) pensando che l’atmosfera ci era piaciuta. Da Facebook leggo che il Circolo di Milano Centro ha regalato il primo posto al nostro Dottore e mi dico: stasera a casa ci scrivo su.iMille.org – Direttore Raoul Minetti






