Cominciamo bene

di Cristiano De Lucrezia

primo giorno di scuola

Credo sia passato un tempo sufficiente perchè io rifletta sul primo giorno di scuola di mia figlia. Un primo giorno speciale, perchè Arianna è andata in prima elementare. E’ stato il “nostro” primo giorno. Scevro da qualsiasi pregiudizio, ho cercato di giudicare soltanto quello che ho visto e sentito, potendo giovarmi anche dell’osservazione dei giorni successivi.
La prima cosa che ho notato è stata la professionalità da parte delle maestre, un’ottima organizzazione, una bella scuola, insomma, un senso di “posto dove le cose si fanno per bene”. Sorrisi, ordine, scuola pulita e impegno per far sentire a loro agio i bambini. Cominciamo bene.
Se le notizie buone finiscono qui, quelle cattive le avevo baldanzosamente ignorate fino ad oggi, messo in guardia dal nostro Ministro che diceva più o meno: “vedrete, le menzogne fin qui raccontate dai comunisti emergeranno nel loro squallore e tutto andrà bene”.
Entriamo in classe con i bimbi per un rapido incontro informativo con i docenti. Le maestre ci informano che le disposizioni sul grembiulino sono state ferree (“chi non ce l’ha, entro domattina deve indossarlo, perchè dall’alto sono stati categorici”), ci dicono che l’insegnante di religione non è stata ancora nominata, ma faranno presto. In quest’aria di “nouvelle vague” si innestano le informazioni lette sui giornali: tetto al numero di bimbi stranieri in ciascuna classe, la religione è una materia come le altre e la pensiamo esattamente come il Vaticano (oh, l’ha detto davvero!), eccetera.
Purtroppo subito dopo apprendo che dietro le operazioni di facciata appena enunciate, si nascondono le cose serie.
Il ministro Gelmini ha scandito che alcuni dirigenti scolastici e pochi insegnanti bolscevichi comunisti che remano contro il radioso futuro che ci aspetta a braccia aperte, fanno politica (pare che sia considerata una cosa brutta) e, per esempio, insistono nel parlare di due maestre per classe, rifiutandosi di proclamare il “maestro prevalente”, così come stabilito dalla moderna pedagogia PDL. Devo dedurre che la scuola in cui ho portato mia figlia, dove ci sono state presentate “la maestra Catia e la maestra Sabina” è un luogo di sovversione e di resistenza (che pare non goda di buona stampa neanch’essa, ultimamente). Indignato, ero sul punto di alzarmi e chiedere: “chi di voi due è prevalente”?. Poi ho deciso di mantenere un profilo basso. Non si sa ma, se queste maestre sono quelle di cui parla la Gelmini, con un niente mi aizzano contro la loro magistratura di sinistra. Cominciamo bene.
Fiore all’occhiello della scuola è l’aula di informatica. Bene, pensavo, se non era per Berlusconi, col cavolo che mia figlia faceva informatica… ma sono stato subito reso edotto del fatto che in una classe ci sono venticinque bambini e che nell’aula di informatica le postazioni sono molte meno. La soluzione sarebbe nell’utilizzare le ore di compresenza: in tal caso una insegnante porta un po’ di bimbi in aula di informatica mentre l’altra si occupa degli altri in attesa di fare cambio. Bene, mi dico, l’organizzazione è importante, ci voleva un Presidente del Consiglio imprenditore per mettere il suo commercialista a fare il Ministro delle Finanze che a sua volta avrebbe imposto al Ministro dell’Istruzione di fare in modo che le risorse, sapientemente ridimensionate, bastassero. E poi l’informatica, mi dico sempre, è una delle tre “i” di Berlusconi, figurati se si può permettere una figura di me… ah, no, di quelle ultimamente non sembra abbia troppa paura! Mentre mi dicevo questo, sono stato disilluso (con un filo di sadismo): le famose “compresenze”, probabilmente, serviranno a coprire le voragini lasciate aperte dalla mancanza dei precari rimasti a casa. Per fare cosa? Bè, le supplenze chi credete che le faccia? E se le risorse umane destinate alle “compresenze” finiscono a fare supplenze, chi porta i bimbi in aula informatica? Chi ha detto “nessuno”? Bravo. Qualcuno ha proposto: “perchè non viene la Gelmini a fare la compresenza”? Composti sberleffi (presumo comunisti) si sono levati verso il Ministro, il che mi lascia ben sperare per il futuro.
Nei giorni successivi ho scoperto una cosa fantastica: il fratellino di una amichetta di mia figlia, stessa scuola, ma in seconda, è in una classe nella quale non è stata nominata una delle maestre. In attesa, credo, di trovare una soluzione economicamente conveniente (un pastore? una babysitter clandestina? il Ministro?) questi piccoli aspiranti balilla, dopo pranzo, prendono il loro zainetto e vengono smistati nelle altre classi. Dove è possibile si mettono seduti “vicini vicini”, altrimenti si sistemano come possono. Credete che lo scandalo sia questo? Per carità. Lo scandalo è che i genitori, dopo un po’, son venuti a saperlo dagli stessi bambini. Posso immaginare: “sai mamma, ieri un Pokemon è entrato dalla finestra, io mi sono fidanzato con una Wynx e dopo pranzo siamo andati ognuno in una classe diversa”. Ma si può essere più gigioni?
Insomma, stamattina ho avuta, chiara e documentata, la sensazione che le cose stanno avviandosi ad andare peggio di prima. Quest’anno è cruciale, da ora inizieremo a vedere se quello che hanno preparato a noi e ai nostri figli, funzionerà o no.
Di certo da come il governo tratta la scuola, non si annuncia niente di buono. E solo su quest’ultima riga vorrei tanto scrivere di nuovo.
Dimenticavo: il secondo giorno di scuola l’insegnante di religione era prontamente nominato.
Cristiano De Lucrezia.

Credo sia passato un tempo sufficiente perchè io rifletta sul primo giorno di scuola di mia figlia. Un primo giorno speciale, perchè Arianna è andata in prima elementare. E’ stato il “nostro” primo giorno. Scevro da qualsiasi pregiudizio, ho cercato di giudicare soltanto quello che ho visto e sentito, potendo giovarmi anche dell’osservazione dei giorni successivi.

La prima cosa che ho notato è stata la professionalità da parte delle maestre, un’ottima organizzazione, una bella scuola, insomma, un senso di “posto dove le cose si fanno per bene”. Sorrisi, ordine, scuola pulita e impegno per far sentire a loro agio i bambini. Cominciamo bene.

Se le notizie buone finiscono qui, quelle cattive le avevo baldanzosamente ignorate fino ad oggi, messo in guardia dal nostro Ministro che diceva più o meno: “vedrete, le menzogne fin qui raccontate dai comunisti emergeranno nel loro squallore e tutto andrà bene”.

Entriamo in classe con i bimbi per un rapido incontro informativo con i docenti. Le maestre ci informano che le disposizioni sul grembiulino sono state ferree (“chi non ce l’ha, entro domattina deve indossarlo, perchè dall’alto sono stati categorici”), ci dicono che l’insegnante di religione non è stata ancora nominata, ma faranno presto. In quest’aria di “nouvelle vague” si innestano le informazioni lette sui giornali: tetto al numero di bimbi stranieri in ciascuna classe, la religione è una materia come le altre e la pensiamo esattamente come il Vaticano (oh, l’ha detto davvero!), eccetera.

Purtroppo subito dopo apprendo che dietro le operazioni di facciata appena enunciate, si nascondono le cose serie.

Il ministro Gelmini ha scandito che alcuni dirigenti scolastici e pochi insegnanti bolscevichi comunisti che remano contro il radioso futuro che ci aspetta a braccia aperte, fanno politica (pare che sia considerata una cosa brutta) e, per esempio, insistono nel parlare di due maestre per classe, rifiutandosi di proclamare il “maestro prevalente”, così come stabilito dalla moderna pedagogia PDL. Devo dedurre che la scuola in cui ho portato mia figlia, dove ci sono state presentate “la maestra Catia e la maestra Sabina” è un luogo di sovversione e di resistenza (che pare non goda di buona stampa neanch’essa, ultimamente). Indignato, ero sul punto di alzarmi e chiedere: “chi di voi due è prevalente”?. Poi ho deciso di mantenere un profilo basso. Non si sa ma, se queste maestre sono quelle di cui parla la Gelmini, con un niente mi aizzano contro la loro magistratura di sinistra. Cominciamo bene.

Fiore all’occhiello della scuola è l’aula di informatica. Bene, pensavo, se non era per Berlusconi, col cavolo che mia figlia faceva informatica… ma sono stato subito reso edotto del fatto che in una classe ci sono venticinque bambini e che nell’aula di informatica le postazioni sono molte meno. La soluzione sarebbe nell’utilizzare le ore di compresenza: in tal caso una insegnante porta un po’ di bimbi in aula di informatica mentre l’altra si occupa degli altri in attesa di fare cambio. Bene, mi dico, l’organizzazione è importante, ci voleva un Presidente del Consiglio imprenditore per mettere il suo commercialista a fare il Ministro delle Finanze che a sua volta avrebbe imposto al Ministro dell’Istruzione di fare in modo che le risorse, sapientemente ridimensionate, bastassero. E poi l’informatica, mi dico sempre, è una delle tre “i” di Berlusconi, figurati se si può permettere una figura di me… ah, no, di quelle ultimamente non sembra abbia troppa paura! Mentre mi dicevo questo, sono stato disilluso (con un filo di sadismo): le famose “compresenze”, probabilmente, serviranno a coprire le voragini lasciate aperte dalla mancanza dei precari rimasti a casa. Per fare cosa? Bè, le supplenze chi credete che le faccia? E se le risorse umane destinate alle “compresenze” finiscono a fare supplenze, chi porta i bimbi in aula informatica? Chi ha detto “nessuno”? Bravo. Qualcuno ha proposto: “perchè non viene la Gelmini a fare la compresenza”? Composti sberleffi (presumo comunisti) si sono levati verso il Ministro, il che mi lascia ben sperare per il futuro.

Nei giorni successivi ho scoperto una cosa fantastica: il fratellino di una amichetta di mia figlia, stessa scuola, ma in seconda, è in una classe nella quale non è stata nominata una delle maestre. In attesa, credo, di trovare una soluzione economicamente conveniente (un pastore? una babysitter clandestina? il Ministro?) questi piccoli aspiranti balilla, dopo pranzo, prendono il loro zainetto e vengono smistati nelle altre classi. Dove è possibile si mettono seduti “vicini vicini”, altrimenti si sistemano come possono. Credete che lo scandalo sia questo? Per carità. Lo scandalo è che i genitori, dopo un po’, son venuti a saperlo dagli stessi bambini. Posso immaginare: “sai mamma, ieri un Pokemon è entrato dalla finestra, io mi sono fidanzato con una Wynx e dopo pranzo siamo andati ognuno in una classe diversa”. Ma si può essere più gigioni?

Insomma, stamattina ho avuta, chiara e documentata, la sensazione che le cose stanno avviandosi ad andare peggio di prima. Quest’anno è cruciale, da ora inizieremo a vedere se quello che hanno preparato a noi e ai nostri figli, funzionerà o no.

Di certo da come il governo tratta la scuola, non si annuncia niente di buono. E solo su quest’ultima riga vorrei tanto scrivere di nuovo.

Dimenticavo: il secondo giorno di scuola l’insegnante di religione era prontamente nominato.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

1 Commento

  1. Marco Bombonato

    Mio figlio lo scorso anno faceva il tempo prolungato! Entrava alle 8 ed usciva alle 16.

    Quest’anno dopo i proclami Gelminiani, esce alle 13.15. La prima settimana! poi hanno cambiato ancora, attualmente entra alle 9 ed esce alle 14.
    Immaginate la gioia dei genitori che tutte le mattine devono prendere un ora di permesso per accompagnare il figlio a scuola. Oppure sono costretti a lasciarlo fuori dall’istituto in attesa della apertura.

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