Qualche settimana fa si è discusso dell’eventualità di un partito del Sud e l’ipotesi ha raccolto consensi trasversali tra numerosi politici meridionali. Un vento di campanilismo ha attraversato le dichiarazioni di una parte della classe politica meridionale di fronte alle scarse attenzioni del governo verso questa parte del paese. Curare gli interessi del proprio territorio nell’arena nazionale è senza dubbio una delle priorità di un politico che abbia un legame con il territorio, l’essere ‘campanilista’, in questo senso, è un dovere.
Il secondo modo di esprimere il proprio campanilismo e’ quello di valorizzare le risorse del proprio territorio. Proprio perché si è convinti del suo potenziale e lo si difende dall’esterno, ogni sforzo sarà indirizzato verso l’utilizzare al meglio le risorse naturali ed umane del nostro ‘campanile’.
Eppure il campanilismo di molti politici meridionali sembra avere l’unica dimensione di difendere quelli che loro considerano gli interessi del proprio territorio nonostante quello stesso territorio abbia ricevuto ben pochi esempi di buon governo da tali ‘patrioti meridionali’. E’ un po’ come battersi per istituire un parco naturale e poi lasciarlo andare in malora, o chiedere a gran voce un autostrada e poi realizzarla male. Questa forma di campanilismo è spresso nasconde la cura di interessi particolari ed ha poco a che fare con del genuino campanilismo.
C’è poi il rischio che il campanilismo da motivatore di azioni positive diventi un velo per non vedere i problemi. Ancora una volta il caso del meridione si presta ad esempio. Essere genuinamente campanilisti nel meridione significherebbe innanzitutto pretendere e votare governi locali decenti, senza cadere nelle infinite lamentele su politici incapaci che a quanto pare nessuno ha votato ma che resistono nel tempo come erba gramigna.
Si cede, invece, alla tentazione di facili contrapposizioni per dimenticare i problemi di casa propria, una storia vecchia come le comunità umane. In questa versione distorta di campanilismo, l’identità meridionale riesce ad affermarsi solo contro qualcuno e non esprimendo una società civile e progredita.
Il Meridione non è un blocco omogeneo, vi sono tante comunità di cui esser fieri, ma il quadro generale è ancora negativo. Il campanilismo nel Sud che ci piacerebbe vedere sarebbe quello di un vero amore per il proprio territorio espresso nel vivere quotidiano dei cittadini meridionali.iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Credo che Lombardo stia invece mostrando la volontà di ben governare. Cito, fra le tante cose, la riforma sanitaria apprezzata dagli addetti ai lavori, e vi invito a leggere questo articolo, dal quale si evince una ferma volontà di Lombardo di invertire la rotta. Auspico una maggiore informazione sui fatti prima di scadere nei luoghi comuni dell’incapacità amministrativa meridionale.
Grazie
http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/63823/saltato-laffaire-termovalorizzatori-sicilia-eccovi-retroscena-possibili-sviluppi-vincono-lombardo-cracolici-perdono-quelli-dellasse.htm
Luca, chiaramente una rondine non fa primavera.
Parliamo di questo Lombardo?
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/lombardo-assaggiatrice/lombardo-assaggiatrice/lombardo-assaggiatrice.html