In questi mesi di dura crisi, l’Italia è andata incontro ad una riduzione costante dei fondi per la ricerca e le università che ne hanno sostanzialmente ridotto le capacità di competitività necessarie per far rimanere al passo il nostro paese nei confronti delle altre nazioni. Tutto ciò assume un aspetto ancora più preoccupante alla luce del fatto che in una fase di grave crisi economica e finanziaria tutti i principali paesi avanzati, tranne il nostro, hanno incrementato gli investimenti in istruzione e ricerca in modo da trovarsi pronti alla competizione globale quando gli effetti della crisi si ridurranno e inizierà nuovamente una fase espansiva.
La situazione stagnante è ancor più preoccupante perché, con le opportune differenze, sia i governi di centrosinistra, sia quelli di centrodestra non sembrano rendersi adeguatamente conto che il futuro del nostro paese passa attraverso lo sviluppo di adeguate politiche di sostegno all’istruzione, alla ricerca di base ed applicata e all’innovazione tecnologica.
Siamo agli ultimi posti per fondi stanziati. Nonostante i proclami circa il ruolo da far assumere alla ricerca, di entrambi gli schieramenti , dal già misero 1.1 per cento di fondi rispetto al Pil, si è passato a un ridicolo 0.9 per cento, che produrrà effetti drammatici, nonostante gli sforzi e il lavoro costante dei nostri ricercatori. Inoltre, la gestione e la distribuzione di questi finanziamenti spesso sfuggono a necessari criteri di merito ed efficienza che debbono essere monitorati con metodi internazionali. Ciò facilita spesso la nascita e il consolidamento di vere e proprie caste nel mondo della ricerca e dell’università, il cui principale effetto è un generale invecchiamento del corpo docente/ricercatore nelle università e nei centri di ricerca e l’esclusione dei giovani (ormai neanche tanto) ricercatori di valore da ruoli di dirigenza e sviluppo. A questo si affianca il fatto assai grave che l’Italia è il paese con i minori investimenti privati dedicati alla ricerca e all’innovazione. Il governo italiano non è solo incapace di attrarre i giovani talenti delle altre nazioni, ma addirittura è incapace di far ritornare i propri, usciti per fare esperienza all’estero o peggio impossibilitati a continuare la propria attivita’ in Italia. E’ il caso, per esempio, della dottoressa Rita Clementi costretta, nonostante i risultati, a lasciare il nostro paese come conseguenza dello stato della ricerca in Italia.
Dal di fuori questa situazione sembra ancora più drammatica. Molti di noi, ancora all’estero o alcuni rientrati da poco, ritengono la situazione ormai insostenibile.
Per questo, sentiamo la necessità di una svolta che possa finalmente dare un impulso diverso, soprattutto attraverso chi questa esperienza l’ha vissuta sulla propria pelle e la conosce direttamente.
Sosterremo, dunque, la candidatura di Ignazio Marino, che incarna queste aspettative, perché, a nostro giudizio, rappresenta una novità nel panorama politico italiano che ci consente di credere a un taglio netto rispetto alla tendenza di questi ultimi anni.
Fra i candidati alla segreteria del Partito Democratico, crediamo sia l’unico in grado di comprendere fino in fondo l’importanza dell’innovazione, del rinnovamento e, soprattutto, la sua candidatura è in contrapposizione ad equilibri ormai ben definiti che hanno posto in stallo l’intero sistema italiano, non solo nel campo della ricerca.
Il programma politico di Ignazio Marino assicura novità, freschezza di idee, uno spettro di iniziative di ampio respiro e soprattutto la più fondata speranza che queste possano venir realizzate.
Dr. Eleonora Bellini
Marie Curie Fellow – Department of Physics and Astronomy – University of Glasgow.
Gaetano Bertoldi
Physics Professor, Univestity of Toronto, Canada
Dr. Giuseppe Luca Celardo,
Tulane University, New Orleans.
Prof. Antonio Ereditato
Università di Berna, Direttore del Laboratorio di Fisica delle Alte Energie.
Albert Einstein Center for Fundamental Physics
Dr. Giulio Gambarota
GSK Clinical Imaging Centre Hammersmith Hospital.
London, United Kingdom
Dr. Andrea Gabrielli
SMC – CNR/INFM, Physics Department, University “La Sapienza”
Dr. Sergio Gaudio Ricercatore,
ENEA CR Frascati, Dept. of Nucl. Fusion,
Superconductivity Lab, Frascati
Dr. Paolo Serra
Dept. of Physics & Astronomy
University of California, Irvine
Dr. Riccardo Spezia
Ricercatore, LAMBE-UMR, CNRS, Evry Cedex, France.
Roman Stocker
Associate Professor Civil and Environmental Engineering Dept , MIT .
Michele Zanolin
Asst. Professor Embry Riddle Areonautical University
Research Associate LIGO-Lab, MIT.
Chi vuole sottoscrivere l’appello lo può fare nei commentiiMille.org – Direttore Raoul Minetti




Michele Mattioni
PhD student EMBL-EBI, Cambridge University, UK
Riccardo Giordani
Ingegnere Informatico, Bologna
professore ordinario, università della tuscia
sottoscrivo l’appello
Andrea d’Avella, Ph.D.
ricercatore presso la Fondazione Santa Lucia, Roma
Biagio Rossi
PhD Student dell’Università di Berna,
Laboratorio di Fisica delle Alte Energie.
Albert Einstein Center for Fundamental Physics
Francesco Cerisoli
Research Scientist
InteRNA Technologies BV
Utrecht (NL)
Vincenzo Berghella, MD
Professor, Ob-Gyn
Director, Maternal-Fetal Medicine
Thomas Jefferson University
Philadelphia, USA
Dr. Marco Delmastro
Research Physicists
CERN (Ginevra, Svizzera)
Non ce la farete mai a contrastare le vagonate di fogli “vota bene così: [X] PER BERSANI” consegnate ai pensionati della SPI-CGIL dai sostenitori della mozione Bersani, non potete riuscire a superare i voti dei pensionati della CISL con le schede elettorali FAC-SIMILE solo da copiare consegnate dai vecchi ras democristiani.
Le elezioni non sono un gioco da educande
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