«
»

Ambiente, Per un nuovo PD

Parliamo di programmi – nucleare & ambiente

05.08.09 | 10 Comments

post_nuclear_by_fazeful
Giovanni Perego è un architetto di Monza, fondatore del PD, attivista dell’Associazione per l’Ulivo di Monza e già consigliere comunale per il movimento “La Rete”. Giovanni ha confrontato le mozioni di Bersani, Franceschini e Marino per scegliere il candidato segretario da votare al congresso sulla base di idee molto chiare, quali un bel no alle centrali nucleari, ed un bel sì alla difesa dell’ambiente. Di seguito il risultato, direttamente dal blog di Giovanni.

Cominciamo l’analisi con la parola nucleare:

  • Bersani:

    Non trovato

    No comment!

  • Franceschini:

    No al nucleare del passato, pericoloso e costosissimo.

    Secco, preciso, ma lascia qualche spazio aperto con quel “del passato”…

  • Marino:

    Contrastare il nucleare, pur continuando la ricerca, sostenendo un piano energetico nazionale che punti su efficienza energetica (anche attraverso incentivi e disincentivi fiscali per quanto riguarda i processi produttivi), un mix di energie rinnovabili e mobilità sostenibile.

    Articolato, condivisibile quando lascia aperta la strada della ricerca, e dopo il no passa giustamente alle proposte alternative.

Ora proviamo con la parola ambiente:

  • Bersani:

    Noi siamo un partito ambientalista perché siamo consapevoli che la Terra è una sola. Il rispetto per l’ambiente è il rispetto che dobbiamo alla nostra stessa casa. Non crediamo che sviluppo e ambiente siano fra loro alternativi: al contrario, l’ambiente è una risorsa essenziale per la crescita sostenibile, per l’innovazione e il ripensamento dei modelli di consumo.

    Coglie il centro della questione, d’accordo, ma lascia questa affermazione un po’ isolata.

  • Franceschini:

    L’Italia è la risorsa dell’economia italiana. Difenderla dalla devastazione e dal saccheggio è come per l’economia di un paese arabo tutelare le proprie risorse petrolifere. Anche per questo valorizzare e investire sull’ambiente e l’economia verde deve essere la nostra priorità. La green economy sarà nel prossimo decennio ciò che è stata la rivoluzione informatica negli anni 80, il nuovo motore dell’economia mondiale.

    Futurista, ottimista, ma diciamolo, un po’ superficiale.

  • Marino:

    La nuova energia dell’ambiente (è il titolo di un capitolo).
    Convertire l’Italia allo sviluppo ecologico, dell’economia e della vita sociale, in particolare di quella cittadina. Contrastare il nucleare, pur continuando la ricerca, sostenendo un piano energetico nazionale che punti su efficienza energetica (anche attraverso incentivi e disincentivi fiscali per quanto riguarda i processi produttivi), un mix di energie rinnovabili e mobilità sostenibile. Rafforzare gli incentivi per la riduzione di emissioni inquinanti (all’insegna del “cap and trade”), adottare la carbon tax, ridurre l’Iva sui prodotti ecologici, tassare le auto maggiormente inquinanti. Promuovere un consorzio energetico solare tra i paesi del Mediterraneo, così da creare un nuovo rilevantissimo giacimento energetico rinnovabile. Investire sulle nuove tecnologie: eolico d’alta quota, solare a concentrazione, produzione di energia dagli scarti dell’agricoltura (biomasse), energia geotermica di terza generazione. Darci un ordine di priorità nel trattare i nostri rifiuti: prima riusare, poi riciclare, quindi trattare con tecniche innovative al fine di ridurre al massimo la parte residua da incenerire, costruendo un avvicinamento graduale all’obiettivo “rifiuti zero”. Istituire una legge sul regime dei suoli che imponga ai Comuni una contabilità degli usi dei suoli e che sganci la fiscalità locale dal consumo del territorio, trasferendo gli interventi edilizi verso le ristrutturazioni e degli adeguamenti energetico-ambientali degli edifici già esistenti. Promuovere un sistema degli appalti verdi in tutte le forniture della Pubblica Amministrazione e un piano scuola nazionale, per mettere in sicurezza le nostre scuole, per promuovere tra i giovanissimi la cultura della sostenibilità e dare impulso all’edilizia di qualità. Orientare in modo diverso la nostra mobilità, dalla gomma al ferro, e promuovere l’intermodalità. Spostare verso le città il livello delle strategie di contrasto dei cambiamenti climatici, di riduzione dell’inquinamento e di razionalizzazione dei processi di produzione e consumo di energia: verso le città e verso i comportamenti di individui e famiglie che con le loro azioni contribuiscono in maniera sempre più significante ai bilanci energetici e ambientali.

    Poca teoria, molta prassi: come dando per scontata la scelta ambientalista. Segue un diluvio di proposte, molto interessanti. Soprattutto la legge sul regime dei suoli, per contrastare il consumo di territorio.

    [..]
    Riassumendo, sul nucleare e sull’ambiente Marino non ha rivali.
    [La scelta è fatta, da Viva Monza più verde]

    Val la pena notare che se sull’ambiente Marino stravince, Franceschini ne esce male per via di un programma vacuo e vaporoso. E meno male che Realacci, presidente onorario di Legambiente, sta con Franceschini. Della Seta, presidente di Legambiente fino al 2007, sta con Franceschini. E anche gli Ecodem stanno con Franceschini. [FZ]

10 commenti

Che ne pensi?

Scrivi qui il tuo commento, o fai un trackback dal tuo blog. Clicca qui per il feed dei commenti.

:

:

Powered by WP Hashcash


«
»