
Giovanni Perego è un architetto di Monza, fondatore del PD, attivista dell’Associazione per l’Ulivo di Monza e già consigliere comunale per il movimento “La Rete”. Giovanni ha confrontato le mozioni di Bersani, Franceschini e Marino per scegliere il candidato segretario da votare al congresso sulla base di idee molto chiare, quali un bel no alle centrali nucleari, ed un bel sì alla difesa dell’ambiente. Di seguito il risultato, direttamente dal blog di Giovanni.
Cominciamo l’analisi con la parola nucleare:
- Bersani:
Non trovato
No comment!
- Franceschini:
No al nucleare del passato, pericoloso e costosissimo.
Secco, preciso, ma lascia qualche spazio aperto con quel “del passato”…
- Marino:
Contrastare il nucleare, pur continuando la ricerca, sostenendo un piano energetico nazionale che punti su efficienza energetica (anche attraverso incentivi e disincentivi fiscali per quanto riguarda i processi produttivi), un mix di energie rinnovabili e mobilità sostenibile.
Articolato, condivisibile quando lascia aperta la strada della ricerca, e dopo il no passa giustamente alle proposte alternative.
Ora proviamo con la parola ambiente:
- Bersani:
Noi siamo un partito ambientalista perché siamo consapevoli che la Terra è una sola. Il rispetto per l’ambiente è il rispetto che dobbiamo alla nostra stessa casa. Non crediamo che sviluppo e ambiente siano fra loro alternativi: al contrario, l’ambiente è una risorsa essenziale per la crescita sostenibile, per l’innovazione e il ripensamento dei modelli di consumo.
Coglie il centro della questione, d’accordo, ma lascia questa affermazione un po’ isolata.
- Franceschini:
L’Italia è la risorsa dell’economia italiana. Difenderla dalla devastazione e dal saccheggio è come per l’economia di un paese arabo tutelare le proprie risorse petrolifere. Anche per questo valorizzare e investire sull’ambiente e l’economia verde deve essere la nostra priorità. La green economy sarà nel prossimo decennio ciò che è stata la rivoluzione informatica negli anni 80, il nuovo motore dell’economia mondiale.
Futurista, ottimista, ma diciamolo, un po’ superficiale.
- Marino:
La nuova energia dell’ambiente (è il titolo di un capitolo).
Convertire l’Italia allo sviluppo ecologico, dell’economia e della vita sociale, in particolare di quella cittadina. Contrastare il nucleare, pur continuando la ricerca, sostenendo un piano energetico nazionale che punti su efficienza energetica (anche attraverso incentivi e disincentivi fiscali per quanto riguarda i processi produttivi), un mix di energie rinnovabili e mobilità sostenibile. Rafforzare gli incentivi per la riduzione di emissioni inquinanti (all’insegna del “cap and trade”), adottare la carbon tax, ridurre l’Iva sui prodotti ecologici, tassare le auto maggiormente inquinanti. Promuovere un consorzio energetico solare tra i paesi del Mediterraneo, così da creare un nuovo rilevantissimo giacimento energetico rinnovabile. Investire sulle nuove tecnologie: eolico d’alta quota, solare a concentrazione, produzione di energia dagli scarti dell’agricoltura (biomasse), energia geotermica di terza generazione. Darci un ordine di priorità nel trattare i nostri rifiuti: prima riusare, poi riciclare, quindi trattare con tecniche innovative al fine di ridurre al massimo la parte residua da incenerire, costruendo un avvicinamento graduale all’obiettivo “rifiuti zero”. Istituire una legge sul regime dei suoli che imponga ai Comuni una contabilità degli usi dei suoli e che sganci la fiscalità locale dal consumo del territorio, trasferendo gli interventi edilizi verso le ristrutturazioni e degli adeguamenti energetico-ambientali degli edifici già esistenti. Promuovere un sistema degli appalti verdi in tutte le forniture della Pubblica Amministrazione e un piano scuola nazionale, per mettere in sicurezza le nostre scuole, per promuovere tra i giovanissimi la cultura della sostenibilità e dare impulso all’edilizia di qualità. Orientare in modo diverso la nostra mobilità, dalla gomma al ferro, e promuovere l’intermodalità. Spostare verso le città il livello delle strategie di contrasto dei cambiamenti climatici, di riduzione dell’inquinamento e di razionalizzazione dei processi di produzione e consumo di energia: verso le città e verso i comportamenti di individui e famiglie che con le loro azioni contribuiscono in maniera sempre più significante ai bilanci energetici e ambientali.Poca teoria, molta prassi: come dando per scontata la scelta ambientalista. Segue un diluvio di proposte, molto interessanti. Soprattutto la legge sul regime dei suoli, per contrastare il consumo di territorio.
[..]
Riassumendo, sul nucleare e sull’ambiente Marino non ha rivali.
[La scelta è fatta, da Viva Monza più verde]Val la pena notare che se sull’ambiente Marino stravince, Franceschini ne esce male per via di un programma vacuo e vaporoso. E meno male che Realacci, presidente onorario di Legambiente, sta con Franceschini. Della Seta, presidente di Legambiente fino al 2007, sta con Franceschini. E anche gli Ecodem stanno con Franceschini. [FZ]



















La Tua analisi è un po’ superficiale…le proposte alternative sul nucleare Franceschini le mette appena prima “si a un radicale riconversione del nostro sistema energetico verso l’efficienza il risparmio e l’energie alternative” p.31 ti aggiungo altre frasi sull’ambiente che hai omesso della mozione franceschini ” si alla rivoluzione fiscale che allegerisca il prelievo su[...] imprese che consumano e inquinano meno ”
” no all’abusivismo e al consumo spregiudicato del territorio”
” no a tutte le forme di illegalità ambientale cominciando una lotta senza quartiere alle ecomafie e dall’inserimento dei reati ambientali nel codice penale”
” si a uno sviluppo locale che scelga una mobilità più sostenibile e meno soffocata dal trasporto su strada che opti su sistemi moderni di smaltimento dei rifiuti” p.31
probabilmente il giudizio sarà lo stesso negativo ma almeno più cosciente
Con lo stesso spirito di Oscar, sul versante Bersani…
Nella mozione Bersani, il tema ambientale e della sostenibilità ha il rango di questione epocale e in questo senso è nominata nel capitolo di apertura “Il nuovo mondo” (insopportabilità del modello di sviluppo fondato sulla distruzione delle risorse) e in quello successivo “Democratici del XXI secolo” (impraticabile la via di una crescita economica che non tenga conto dei limiti dell’ecosistema). E’ poi citato nel capitolo “In Europa per l’Italia” perchè un impulso a politiche di miglioramento ambientale non si attiva solo sul piano nazionale. La declinazione più specifica ed estesa è nel capitolo “Ci sono natura, storia e conoscenza nella crescita italiana”. La prima frase del capitolo è: “Curare l’ambiente in cui viviamo richiede un cambiamento di comportamenti, di priorità e di convenienze”. Che è poi il succo di come si cambia, con quel nesso GreenEconomy-GreenSociety che rimanda ai temi della ricerca, dello sviluppo, dei consumi. Nel capitolo, sul piano del senso del ragionamento, ho trovato apprezzabile il collegamento delle indicazioni per un salto di qualità alle scelte fatte in precedenza dal centrosinistra, così come la capacità di vedere il rilievo di scelte e politiche locali. La questione della legalità è tematizzata nel capitolo “Legalità e democrazia”. La citazione dell’ abusivismo che continua a sfigurare il Bel Paese è uno dei punti considerati in quell’ambito. Infine la caratterizzazione ambientalista è tra quelle utilizzate nel capitolo “Noi i democratici” rivolto al tentativo di precisare l’identità del nostro partito.
Caro Valerio, se volessi citare delle declinazioni concrete della green economy dal programma di Bersani… Nei tuoi brevissimi virgolettati, leggo solo generici proclami e anche un po’ banalotti (“Ci sono natura, storia e conoscenza nella crescita italiana”).
PS noto con piacere che Valerio non confuta l’assenza di opposizione al nucleare della mozione Bersani. Mi compiaccio della chiarezza di tale apertura di Bersani su quel versante gia’ bocciato dai referendum e caro alla destra e Berlusconi.
Veramente, queste “analisi” delle tre mozioni, fatte con evidente faziosita’ e diffuse come fossero indipendenti ed obbiettive (come quella di Ceccanti, che sta avendo grande successo tra i due o tre blog dei soliti due o tre gatti) arrecano a Marino piu’ danno che benefici. Chi legge non e’ mica scemo: si rende conto della disonesta’ intellettuale dell’ autore e ne trae delle conseguenze improprie anche verso il candidato che questi servi sciocchi sostengono.
Desidero quindi, da sostenitore della mozione Bersani, fare un appello a tutti i lettori: il senatore Ignazio Marino e’ una persona seria, di valore, capace, intellettualemnte onesta, animata da forti ideali, e che ha messo assieme un programma con elementi d innovazione non trascurabili. Io preferisco quello di Bersani, ma voi, per chiunque votiate, non fate pr cortesia l’ errore di confondere Marino con questo gruppazzo di sostenitori. Marino non sa nemmeno chi siano questi, se li trova a ronzare intorno ma non sa che farsene. Abbiate rispetto e stima di Marino, che e’ una risorsa importante del nostro partito, e provate a mantenerla nonostante post di questo genere. Grazie.
Non capisco. Perche’ il confronto tra mozioni fatto dall’autore del post sarebbe “fazioso”? Fazioso vuol dire “che sostiene con intransigenza, senza obiettività il proprio partito o le proprie tesi; animato da spirito di parte” (def. Sabatini Coletti), cosa che il simpatico Giovanni non mi par proprio essere, leggendo il suo blog. Giovanni, invece, credo riesca a cogliere e sintetizzare bene le proposte dei candidati. Un Franceschini molto generico, un Marino molto pratico, un Bersani che coglie il nocciolo della sostenibilita’ ambientale/energetica ma non la sa declinare nella pratica. Molto brutta l’assenza del no al nucleare di Berlusconi nella mozione Bersani, in tempi odierni.
Trovo veramente indegno che ad ogni tentativo di confronto, magari ingenuo o forsanche superficiale, si debba subito scattare con le accuse di faziosita’, disonesta’ intellettuale e quant’altro. Un congresso combattuto col fango serve a due cose: la prima e’ provare che ”Berlusconi ci ha cambiati per sempre” (cit. Nanni Moretti, regista – 2006) tanto da abbracciarne i metodi. La seconda e’ che usare quei metodi su noi stessi, che stiamo nello stesso partito, e’ il classico caso del marito che si evira per far dispetto alla moglie. Almeno Berlusconi dava dei coglioni ai rivali, da solo o tramite prezzolati compiacenti.
Vogliamo dire perche’ secondo alcuni la posizione di Bersani non collima con il parere di Giovanni Perego? Bene, diciamolo allora. Io sono aperto al dibattito.
premesso che la mia definizione di superficiale dell’autore dell’intervento era solo un artificio retorico perché lui dava del superficiale alla politica ambientale del Franceschini ME NE SCUSO, in effetti la dialettica tra le mozioni non deve essere in alcun modo aggressiva, sia per motivi di etica democratica, sia perché se no non riusciremo a realizzare il vero grande progetto, una volta finito il congresso, di lavorare insieme chi ha vinto con chi ha perso. Io mi sono scusato e mi permetto di suggerire a Gianni di rivedere il tono dei suoi interventi…
[...] [Via Zuliani da iMille] [...]
Se devo dire la mia Realacci sta con Franceschini perchè è sempre stato da quella parte: prima con Rutelli, poi con Veltroni e poi ancora con Franceschini.
Secondo me poi il no al nucleare è più chiaro in Franceschini che in Bersani. (ovvio ancor di più in marino). Bersani credo che vorrebbe il nucleare, solo che non può dirlo anche perchè dentro la sua mozione ci sono molti contro. Perchè vuole il nucleare lui che è un economista e il nucleare è folle economicamente parlando? Boh. Questo per me è un mistero. Forse vogliono fare quelli innovativi … non so. Certo che se avessero del coraggio potrebbero mettersi a fare una battaglia sul nucelare per far capire a quella metà di italiani che credono nel nucleare che è una follia. Ma queste cose non le fanno più e in Veneto lascieranno cavalcare la battaglia del no al nucleare alla Lega.
Alla Lega? “il governo che manifesta contro se stesso”?