di Jack Lagona
P come Perché.
Perché numero 1. Perché alle primarie possono votare solo gli iscritti, quando la stragrande maggioranza dei democratici non ha la tessera e non ha nemmeno intenzione di farsela? (errata corrige, vedi commenti)
Perché numero 2. Perché si pensa di poter cambiare mentalità, quando i tesserati – o una sostanziale parte di essi – vengono accreditati per una delle tante correnti quando il pensiero di tutti è eliminarle?
Perché numero 3. Perché si crede ci sia un’ala rinnovatrice all’interno del Pd, quando, con le primarie solo ai tesserati, si allarga esponenzialmente il problema meridionale?
Perché numero 4. Perché avete fatto nascere un “problema meridione”?
P come Primarie.
Il Partito Democratico è il partito delle mille domande e nessuna risposta, dei mille dubbi e nessuna certezza.
Dal regolamento congressuale approvato appena una settimana fa, la notizia più esilarante è l’approvazione della mozione che assegna ai soli tesserati la possibilità di votare per le primarie. Va da se’ che un partito che espone al vincolo dei soli iscritti la possibilità di votare per i propri leader, chiaramente non sembra affatto “democratico”. Detto questo, perché prescindere dai simpatizzanti quando sono proprio loro lo zoccolo duro del partito? E’ vero che i giochi di potere vanno ben oltre la logica democratica, ma i due candidati maggiori – Franceschini e Bersani – sono mesi che si pavoneggiano alludendo ad un rapido quanto definitivo rinnovamento del Pd (il primo dalla base, il secondo dalla “piattaforma”), quando – di fatto – si stanno comportando con una logica tutt’altro che rinnovata.
Mi viene quasi da credere che il centro del loro pensiero “rinnovatore” non sia altro che il vecchio, ma ancora solido motto “si stava meglio quando si stava peggio”. Ma peggio quanto?
P come Partito.
Il problema maggiore del Pd sono le correnti.
Dando libertà di voto ai soli tesserati, non si farà altro che continuare con le lobby correntiste che, a questo punto, non molleranno mai il centro del potere.
Il Partito Democratico era nato – è nato – come l’unione sotto la stessa bandiera di tanti uomini facenti parte di altri organismi politici spostati più o meno al centro e a sinistra. Il problema non risolto, è che questi partiti – pur scomparsi nella forma – non hanno mai cessato di dettare legge su quasi tutte le questioni importanti e li hanno portati, con tutti i distingui del caso, a confrontarsi aspramente tra di loro dando vita alle varie correnti. Lo scopo principale del Pd era abbattere questi muri partitocratici, e dare forma ad un unico movimento politico che racchiudesse al suo interno le varie anime di molti progetti, anche minoritari. Il sogno, come sappiamo, è stato disilluso.
P come Perdenti.
I margheritini, i dalemiani, i veltroniani, i cattolici, i laici… sono tutte correnti che hanno portato il Pd nello squallore politico che conosciamo. La soluzione? Mandare a casa tutti – a partire dall’attuale dirigenza e via via i vari Rutelli e Binetti – e dare spazio a chi di spazio finora non ne ha trovato. Qualcuno dirà che si andrà al tappeto immediatamente. Va bene lo stesso: da una cocente sconfitta si capiscono gli sbagli e si possono creare le basi per una grande vittoria. L’unione sotto la stessa casa democratica senza partitini e correntoni è uno sprono più che sufficiente.
Tutto questo però non avverrà mai senza un radicale cambiamento. Ed è chiaro che all’attuale dirigenza non interessa cambiare, difatti le primarie sono aperte ai soli tesserati. Il punto è sempre quello! Se non ci apriamo a tutti, arriveranno delusioni tanto amare che quelle finora subite sembreranno lo sfioro di un debole venticello. L’altro giorno leggevo che con la mentalità di questo centrosinistra, Berlusconi governerà anche da morto.
Saremo un partito di perdenti a vita se non ci rinnoviamo. Ma non basta solamente parlarne, bisogna avere il coraggio di cambiare tutto ciò che è stantio e obsoleto. Dai vertici ai circoli, dagli uomini alle commissioni.
P come Problemi.
Sabato al Lingotto ho avuto il piacere di sentire il discorso di Marta Meo. La Meo, come sappiamo, è la coordinatrice veneta per la “Questione settentrionale”. Tutto giusto, tutto vero. Ma non è che ci stiamo dimenticando del problema meridionale per caso?
Il Pd conta circa 460mila iscritti al partito. I numeri son numeri, si sa’, ma paiono strane certe cifre raggiunte in varie località del meridione, soprattutto Napoli e provincia. Le quote di adesioni sono distribuite al nord con 77mila tessere, 186mila al centro e 194mila nel Mezzogiorno.
In Lombardia il Partito Democratico conta circa 32mila tessere, in Veneto 18mila, Piemonte e Liguria 10mila ciascuno mentre in Lazio arriviamo a malapena a 15mila, quando, nella sola Capitale, lo scorso anno Veltroni fu incoronato Re con oltre 200mila preferenze. Scendendo al sud notiamo adesioni alquanto “bulgare”: in Campania si arriva a 77mila iscritti ma è Napoli con i suoi 65mila e rotti tesserati (quasi 1/3 del totale del sud) a fare la differenza. Ad Acerra a gennaio si è quasi sfiorata la rissa per accaparrarsi le ultime tessere manco fossero quelle della Coop. Addirittura a Casamarciano il 90 per cento della popolazione è iscritto al partito e in altri 10 comuni ogni quattro abitanti c’è ne uno con la tessera del Pd. Cose mai viste in nessuna parte del mondo. Secondo voi è tutto in regola? Con questi numeri come è possibile che abbiamo preso una batosta al sud mai vista prima? Bassolino centra oppure no? Esiste un problema meridionale – o problema Napoli, fate voi – oppure no? Secondo voi chi farà la differenza alle primarie con le regole appena varate?
P come Puttanate.
Evidentemente anche i voti per “grazia ricevuta” hanno il loro peso, quindi perché i nostri attuali dirigenti avrebbero dovuto screditare il voto meridionale quando tra un paio di mesi diventeranno numeri. Ma quanto valgono i numeri se rapportati ai contenuti? E quanto conta un Bassolino se porta 50-60mila preferenze per uno dei due candidati maggiori? Contano più i numeri o la lealtà verso i propri elettori? Chi fa la differenza, il voto meridionale o il voto dalla base? Nuovamente, cosa valgono di più, i numeri o i contenuti? Tra un po mi toccherà dar ragione al PD(meno L) di Grillo per scampare alle puttanate dei nostri sensatissimi dirigenti.
P come Parole.
Continuo a parlare di numeri e contenuti perché i primi mi stanno antipatici, mentre per i secondi non vi nascondo un certo interesse appassionato, ma quasi disilluso.
I contenuti abbiamo detto fanno la differenza, e su questo siamo tutti d’accordo. Ma gli ottimi contenuti di un candidato non eletto possono fare la differenza, riescono a farla ‘sta benedetta differenza oppure ci dobbiamo accontentare ancora una volta di numeri vuoti, senza senso? Visto che tutti cerchiamo i contenuti perché non ce ne facciamo nulla dei numeri, allora perché non proviamo a far diventare numeri i contenuti. Andiamo al circolo del Pd sotto casa e chiediamo di iscriverci al partito. Con 15 euro avremo la tessera del Pd. Con 15 euro, forse – e se ne siamo capaci -, riusciremo a portare i numeri dalla nostra parte. Perché se vogliamo cambiare davvero questo Partito Democratico, dobbiamo necessariamente rimboccarci le maniche per trainarlo noi verso la meta. Perché altrimenti corriamo il rischio che sia un altra eterna promessa non mantenuta.
Io voglio almeno tentarci, al massimo rimarremo come adesso. Ma sono quasi sicuro che le mie parole, i discorsi fatti solo a me stesso, portano da qualche parte lontano. Io voglio tentare di cambiare le cose. Voi che intenzione avete?iMille.org – Direttore Raoul Minetti







NON E’ ASSOLUTAMENTE VERO CHE ALLE PRIMARIE POSSONO VOTARE SOLO GLI ISCRITTI SI INFORMI : REGOLAMENTO ” Articolo 11
(Diritto e modalità di voto)
1. Possono partecipare al voto per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale, tutte le elettrici e gli elettori che, al momento del voto, rientrano nei requisiti di cui all’art. 2, comma 3, dello Statuto, ovvero le elettrici e gli elettori che sono registrati nell’Albo degli elettori e delle elettrici del Partito Democratico, o che, prima di esprimere il proprio voto, dichiarino e sottoscrivano la richiesta di registrazione.
2. La Commissione nazionale predispone il modello per la registrazione degli elettori. Tale modello prevede, oltre al nome e cognome, i dati anagrafici, la residenza dell’elettore, e un eventuale indirizzo di posta elettronica. Il modello della registrazione contiene altresì l’esplicita autorizzazione dell’elettore all’uso dei suoi recapiti al fine di ricevere informazioni e notizie sull’attività del Partito Democratico.
3. Ogni elettrice ed elettore, per poter esprimere il proprio voto, è tenuta/o a devolvere un contributo di 2 euro destinato direttamente al finanziamento dei circoli e alle spese per l’organizzazione delle elezioni.
4. L’elettrice/elettore esprime il suo voto tracciando un unico segno su una delle liste di candidati all’Assemblea Nazionale.
OVVIAMENTE LETTO LA PRIMA FRASE TOTALMENTE ERRATA MI SONO RISPARMIATO DI LEGGERE TUTTO IL RESTO!
Infatti! Che primarie sarebbero, altrimenti?
Scorrendo ho trovato anche questo:
“Il Pd conta circa 460mila iscritti al partito. [...] è Napoli con i suoi 65mila e rotti tesserati (quasi 1/3 del totale italiano) a fare la differenza.”
???
Andrebbe corretto il post, come minimo.
@Oscar Nasuti:
ok ok, ho cannato alla grande (chiedo venia), ma è un fatto indissolubile che questo segretario, ora più che mai, verrà eletto dalle tessere. Che stanno a Napoli con Bassolino, con Morgando, con Nicolais ecc. ecc.
@Fabio B.:
ops, errore di trascrizione, chiaramente è il totale meridionale, non italiano.
Oggi non me ne va una giusta a quanto pare. Chi ben comincia…
Sbagliare è umano ( anche se il regolamento PD è pubblicato sul sito del partito e prima di fondare tutto il proprio intervento su una notizia, avrei verificato la fonte, direi che si è comportato da tipico giornalista italiano
) al di là degli scherzi sarei molto curioso però di sapere dove ha preso la notizia, se è stato vittima di qualche attività di disinformazione anti PD oppure altro…
@Oscar Nasuti: “se è stato vittima di qualche attività di disinformazione anti PD oppure altro…”
Su non scherziamo!
No, il mio errore è dovuto a mille incomprensioni e a tanti preconcetti che, leggendo in giro, mi davano per errata una mia valutazione del regolamento – compresa bene all’inizio, come te del resto (posso darti del tu?) – ma valutata, come ho scritto, in modo assolutamente errata.
Tutto qui
Ps: non sono giornalista (dio me ne scampi… scusa Fra
) e mi ritrovo il pdf del regolamento sulla scrivania… purtroppo…