In questi giorni vibranti, con nomi che si rincorrono, candidati che nicchiano, giornalisti a caccia di scoop, quello che si sente mancare, è la presenza di un candidato che faccia risollevare un certo “Orgoglio Democratico”. Un candidato da portare nei circoli ma soprattutto nel paese a testa alta, che incarni lo spirito grazie al quale era nato il PD: apertura, ascolto, condivisione come metodo e identità per l’elaborazione politica, sociale e culturale.
Un candidato per cui si possano distribuire palloncini con il simbolo del PD, per cui i cittadini non abbiano vergogna (e ci pensavo l’altro giorno quando vedevo in piazza a Lodi i banchetti dell’Italia di valori che non venivano blanditi come invece accade quando si fa volantinaggio per il PD o solo ve se ne parla).
Un candidato che metta al centro la modernità incarnata dal PD, ovvero quella di un partito fondato sulla partecipazione, che vuole andare oltre la democrazia vista come “presa di potere” di un gruppo sociale (o di potere semplicemente) che accoglie i favori popolari e che impone la sua visione del mondo, ma un partito che faccia della condivisione il proprio valore, la propria visione del mondo da cui scaturiscono poi le politiche “quotidiane”. Un partito che pensi al lungo periodo e così facendo agisca anche nell’oggi, mettendo al centro della sua ragion d’essere i cittadini. Così le politiche economiche, ambientali, sociali, culturali, di sviluppo scaturiranno di conseguenza.
Questo non si esaurisce con un nome, viviamo nel paradosso dell’antinominalismo che deve incarnare una linea politica che però ha bisogno di persone credibili – e quindi in questi giorni di un nome che federi tanti nomi – perché i cittadini italiani possano avere fiducia nei tanti progetti. Ma serve un nome e una nuova classe dirigente che gli sia alle spalle, grazie ai quali poter ritornare ad essere fieri di essere democratici.
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Giuseppe Civati con contorno di Oleg Curci e Ignazio Marino. Io mi riterrei soddisfatto…
idem
Io sinceramente non mi sono mai dovuto vergognare di essere del PD. Chi lo fa avra’ le sue ragioni.
Eh, quanto tempo è che lo diciamo? Un candidato “innocente” degli errori del passato, e con una biografia credibile ed evocativa. Non può bastare di meno per rimettere in pista in PD. Altrimenti non sarà altro che un inarrestabile declino, e non serviranno “gggiovani” cooptati per fermarlo.
Meno male che adesso lo dicono anche I Mille…
Marino con civati è perfetto. Un uomo non vincolato dagli apparati.
Uomini liberi che non hanno scheletri nell’armadio. Un uomo che ci può portare nel futuro. Ha visto con i suoi occhi come funziona la meritrocazia,vuole un partito aperto a tutti ( a differenza degli altri) ne sarei felicissimo. ricominciamo da altre persone. Con gli altri saremmo da capo un minuto dopo la fine del congresso.
Ignazio Marino sarebbe un candidato per varrebbe la pena spendersi. È uomo di valore e si è finora battuto per laicità e autodeterminazione dell’individuo.
Questo e’ talmente vero che le primarie non arriveranno neppure alla meta’ dei votanti delle scorse edizioni…
Io non so cosa accadrà il 25 ottobre, so solo che candidare Marino ridurrebbe la battaglia a una testimonianza sulla laicità, ma la vita di un partito non si può ridurre solo a questa battaglia. Attenzione a non mirare a un partito elitario che non si occupa dei veri problemi della gente, per l’importante, ma che non può risolvere il programma di un partito, battaglia per i diritti degli omosessuali o del fine vita, che convolgeranno gli interessi si e no il 3% della popolazione e l’interesse di ancora meno persone.
Calma: Marino e’ stato chiaro al Lingotto. Non serve una squadra, serve aprire il partito ai suoi sostenitori, e quindi avere il contributo di tutti sui temi importanti (lavoro, scuola, famiglia, salute, energia). Ricorrendo a chi ne capisce qualcosa, se necessario (vedi l’esempio di Rubbia). MArino e’ una persona affidabile, senza scheletri nell’armadio (beh, oddio, e’ un chirurgo…) ed e’ si legato ai temi della laicita’ etc ma e’ anche uno che ha girato il mondo, che conosce il lavoro… Insomma, una specie di Prodi che viene dalla scienza. Se si lascia “colonizzare” dai giovani del Lingotto, e’ il candidato ideale.
France, che Marino sia una “specie di Prodi” che viene dalla scienza lo dici tu.
A parte il fatto che di “Prodi” già ne abbiamo avuto uno e che sta a ancora alla stazione “feeeermo, buooooono, come un semaaaaaforo”, Marino è troppo elitaria come candidatura.
Che j’annamo a raccontà a Termini Imerese, l’inseminazione artificiale delle Punto?
Gelmini Boia
@gianni: io neanche mi sono mai vergognato, ma forse tu non hai mai fatto volantinaggio per strada recentemente. Ripeto le persone non hanno alcuna vergogna a girare con i “palloncini di Di Pietro” (l’ho visto con i miei occhi l’altro giorno per le tranquille strade di Lodi una domenica mattina) , mentre quando alcune settimane prima c’era il banchetto del PD questo era molto più nascosto e nessuno girava con gli adesivi del PD. E’ un segnale, ovviamente, un partito non è né palloncini né adesivi, ma siccome un partito è forte quando è votato, o si sceglie di fare come la DC (nessuno dice di votarlo ma tutti lo fanno) oppure bisogna avere la fiducia dei cittadini.
@riccardo c: d’accordissimo. Un candidato forte diverso dal binomio attuale serve anche a far appassionare e quindi partecipare alle primarie del 25 ottobre
Il nome di Marino sta circolando come tutti sappiamo, vediamo che uscirà fuori in questi giorni.
Lassie (certo che non ciabbiamo proprio nulla da fa’ eh?), ti rovescio la frittata: cosa ne capisce Bersani (o Franceschini) di stato vegetativo permanete, inseminazione artificiale, termodinamica, cambiamenti climatici, epidemiologia, trasporti, politica estera, scuola, universita’, e magari anche di Termini Imerese?
Per citare uno che ci deve avere i timpani perforati ormai, ma Obama non e’ che un avvocato, eppure si e’ tirato dietro un premio Nobel per rifare il sistema energetico americano, una navigata signora dell’establishment per mandarla a discutere con Hujintao and so on… Io non voglio ne’ il politico di professione, ne’ il mio vicino di casa scemo e un po’ maiale. Io voglio uno che sia,se possibile, migliore di me. E Marino cia’ un H index di 34!!!!!!!
france,
esprimo un disagio: non capisco la strategia.
posto che l’obiettivo (mi auguro) sia quello di cambiare il paese, immagino che gli sforzi che si stanno facendo attorno al congresso e alle primarie del PD vadano in quella direzione.
immagino pertanto che la sequenza prevista sia:
cambiamo segretario -> cambiamo il PD -> cambiamo il paese
io non ho capito se ci stiamo battendo per un segretario di partito o per il candidato del PD alle prossime politiche, posto che non trovo automatico che queste due figure debbano combaciare.
Marino come pres. del cons. di un governo tecnico, che ne so, può pure andare.
Ma che visione potrà mai avere del PD? che esperienza “politica” (in senso amplissimo) può vantare? come si può valutare la sua capacità di “fare squadra”? nel suo H index sono forse compresi papers inneggianti alla democrazia partecipativa o al metodo del consenso?
Correggimi se sbaglio, ma credo che sulla candidatura di Marino si stia riversando l’incazzatura (che mi vede d’accordo) verso l’inclusione nel PD dei teodem clericofascisti: se non ci fosse stato lo sgarro a suo tempo per la presidenza della commissione sanità ad opera della Binetti, Marino non sarebbe stato manco invitato al Lingotto, su.
Invece la Concia lo sponsorizza ed eccolo là, candidato alle primarie.
Il che va benissimo, ma non può di certo incarnare le speranze di chi vuole un PD diverso.
http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/2009/07/03/marino_bettini_e_la_generazion.html
h ttp://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/2009/07/03/marino_bettini_e_la_generazion.html
Io, caro lassie, non penso al candidato premier, penso proprio al segretario del partito, perche’ il partito ha da vincere (si spera) parecchie sfide di qui al 2013. Prima di tutto la sua apertura agli iscritti e all’Italia. A chi la affidiamo, a Bersani e Franceschini? Poi il rinnovamento della classe dirigente, e vedi sopra. Poi le candidature per le elezioni amministrative del 2010, e le relative alleanze (e io con l’Unione dei Carcerati e la sinistra sfascista non mi ci vorrei ritrovare, se possibile). Poi l’elaborazione del programma per le politiche del 2013 e le primarie per il candidato premier, e magari l’elezione del Presidente della Repubblica (dove non voglio ne’ Berlusconi, ne’ Gianni Letta, ne’ Casini, al limite D’Alema, tanto punta a quello…). Ora per tutto questo Marino va benissimo, se apre le porte a NOI, cosa che invece Bersani e Franceschini non faranno mai, e lo si e’ capito. NOI, per intenderci, siamo il popolo del PD, una miniera di idee senza i vincoli delle ideologie.
O poi te la dico tutti, i candidati sono 4 per ora: Franceschini, Bersani, Adinolfi e Marino. Se domani si vota, voto Marino. Se i Piombini tirano fuori le palle e mettono in pista un loro candidato, allora ci ripenso.
intanto per votare devi avere la tessera.
mica la avrai già!??
Certo caro, e che ti credi che friggo con l’acqua?