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La legge che manca

13.07.09 | 6 Comments

di Jack Lagona

accusaNei telegiornali stanno dando ampio risalto alla notizia che lo stupratore romano sia il vice segretario di un circolo del Pd della capitale, come se tutti i circoli sparsi per l’Italia siano pieni di stupratori e criminali. Tutti i maggiori TG hanno due o tre servizi sull’arresto, tutto lecito e assolutamente giusto come dev’essere: il primo servizio, sobrio e informativo, spiega la doppia vita scolastica e sociale e solo nella parte finale dà un accenno alla sua passione politica senza dire lo schieramento politico se non quello di far vedere le immagini del suo circolo. Il secondo servizio è più approfondito perché spiega la vita di quest’uomo facendo vedere le interviste ai vicini di casa e al coordinatore del circolo, mentre nel terzo – ove ci sia – si spalancano le porte per l’accusa politica al Pd.


Mi disturba la cosa perché non si sta condannando una persona malata per i gesti che ha compiuto, ma si attacca il Pd perché tra le sue fila ci sia un “mostro” del genere. Non che andrebbe difeso l’uomo, ma riportare le scelte politiche di un criminale solo perché fanno parte dell’altro schieramento, mi sembra uno dei motivi per cui l’informazione pubblica deve rimanere al di fuori dai legami politici, e l’informazione privata deve appartenere ad una società che non abbia nessun potere politico su cui appoggiarsi.

Purtroppo in Italia la legge sul conflitto d’interessi non è mai stata affrontata da nessuno, men che meno dalla sinistra, quindi sarebbe auspicabile dapprima una lotta in Parlamento per ridisegnare una vera legge sul conflitto, e dopo – se dovessimo andare noi al governo – rafforzare quella legge per blindarla e rendere quasi impossibile la sua manipolazione. E’ chiaramente pura utopia, visti gli interessi in campo, però non è accettabile che si facciano così tante strumentalizzazioni sui media solo perché appartengono tutti ad unica persona. Naturalmente non sto difendendo lo stupratore di Roma, ci mancherebbe, sto solo puntualizzando le differenze in campo con una notizia che poteva essere trattata per quello che era in realtà, ma si è preferito portarla alla lotta politica per via dell’ideologia dell’accusato.

A questo punto mi chiedo cosa faranno i candidati a segretario con uno dei temi più caldi di sempre: si tapperanno le ali come hanno finora fatto, oppure porteranno una nuova mozione al Parlamento pronta per essere discussa? Questa domanda, e tante altre che potrebbero arrivare, potremmo aggiungerla alle dieci domande poste da Giovanni qualche giorno fa, con la speranza che i candidati siano così gentili da rispondere.

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