Se c’è una cosa che mi piace della linea editoriale de Il Foglio è la sua attenzione nel non concedere nulla al giustizialismo di maniera che ormai imperversa nel nostro paese.Giuliano Ferrara però a volte inserisce dei punti di discontinuità improvvisa in questa linea editoriale che rappresentano delle vere cadute di stile.E’ il caso della campagna che il quotidiano dell’elefantino sta conducendo contro Ignazio Marino.
Non voglio cercare di dimostrare l’innocenza di Marino, visto che l’ha fatto già lui stesso con dovizia di particolari, ma vorrei portare acqua al dibattito sulla questione morale e sulle concessioni degli iscritti e dei simpatizzanti del PD nei confronti del giustizialismo “alla Di Pietro”. E’ bastato leggere i commenti nel post di Pippo Civati per capire che una riflessione su di noi forse dovremmo iniziare a farla.
Si, perché siamo passati da un doveroso dibattito sulla questione morale ad un’isteria collettiva alla ricerca della persona perfetta senza macchia che non abbia nemmeno mai parcheggiato una volta in doppia fila la sua automobile. Un partito democratico moderno deve saper distinguere tra le questioni morali vere e quelle bacchettone, queste ultime invocate spesso da chi è sempre disposto a gettare la croce addosso agli altri senza mai volersela caricare nemmeno per un minuto. Cadere nella provocazione de Il Foglio significa far entrare nel dibattito precongressuale il clima scandalistico e becero che va bene forse nel blog di Beppe Grilllo od in quello di Antonio Di Pietro, ma forse è fuori luogo in un ambiente che dovrebbe essere garantista prima che giustizialista.
Manteniamo la calma, almeno noi.
Perché quando quest’epoca di crociate contro gli infedeli sarà finita dovremo avere la lucidità per riprendere il discorso sul dove sia finito questo nostro paese e su quale possa essere il nostro contributo per aiutarlo (ma avrei voluto scrivere “salvarlo”).



















[...] hanno chiesto di scrivere una cosa per il blog dei Mille. [...]
Caro Luca, ci penserei un po’ su prima di scagliarmi contro il “giustizialismo di maniera”, che ci avrebbe indotto a cercare il cavaliere senza macchia e senza paura cui affidarci.
A me pare che il problema derivi dalla costante, colpevole, e non sempre inconsapevole, confusione che si è voluta creare fra responsabilità politiche, comportamenti immorali e responsabilità penali. Una confusione che ha favorito da un lato l’impunità dei potenti, e dall’altro un progressivo degrado morale della società (per fare un esempio banale, ormai fa parte del discorso comune che i vigili facciano multe per fare cassa, non perché le auto sono effettivamente in divieto di sosta).
La destra ha sicuramente, per i suoi fini, lavorato in questo senso, creando di fatto due giustizie parallele: pugno di ferro per i deboli, e impunità per i potenti. La sinistra non ha saputo opporre a questa deriva una seria alternativa, allineandosi spesso alla destra: ha portato i suoi inquisiti in Parlamento, non ha manifestato (do you remember Piazza Navona?) contro quel lodo Alfano che oggi viene tardivamente esecrato. Ha spesso reagito come la destra, rifiutando di censurare tutto quello che non è penalmente perseguibile, invocando strumentalmente l’innocenza “finché non è stata dimostrata la colpevolezza”, colpevolezza che non scatta ad una sentenza del Tribunale, ma dopo 3 gradi di giudizio, se mai ci si arriva. Cose così… tentazioni di impedire le intercettazioni, attacchi ai giudici…
Non imputiamo a Grillo il dilagare di una “antipolitica” che è stata coltivata dalla classe politica prima di tutto: quando i comportamenti della sinistra non sono evidentemente differenti da quelli della destra (e si potrebbero citare molti esempi), lì inizia l’antipolitica o, se vuoi, il giustizialismo. Se non ci fosse Grillo ci sarebbe qualcun altro, e forse più pericoloso, a cavalcarla.
In questa condizione di degrado, non c’è altro modo che diventare più rigorosi. E, se è evidente che l’attacco di Ferrara è stato bassamente strumentale (ed eterodiretto, mi pare) Marino ha fatto benissimo a reagire non attaccando Il Foglio, e la sua libertà di stampare notizie, ma pubblicando i documenti relativi e dando spiegazioni chiare e precise.
Non si tratta di cercare il santo a tutti i costi: ma un uomo pubblico ha un dovere di trasparenza e di coerenza. Ancor di più, di questi tempi, servono comportamenti alternativi e, per dir così, pedagogici: per tentare di ricominciare a distinguere, cosa è penalmente rilevante da quanto moralmente esecrabile, cosa è un comportamento scorretto, cosa è maleducazione (ché anche di questa si sono persi i contorni). Per tentare, anche, di fare un PD che non abbia paura di dire che un presidente del consiglio che paga prostitute è indegno e deve dimettersi. Cosa che, mi sembra, nessuno ha ancora osato dire.
Se vi interessa ho presentato richiesta formale alla commissione di garanzia perchè la candidatura di Ignazio Marino venga annullata. Se non lo faranno organizzeremo grandi casini nella stessa convenzione.. e i giornali parleranno di una comvenzione zoppa perchè uno dei candidati è accusato di fatti non propriamente leciti. Marino che si fa portatore della questione morale, che brana Bianchini il violentatore di Roma per poi farsi prendere con le mani nella marmellata.
Io ero la novità in quella convenzione, il nuovo, il non ricattabile, non Marino che gonfia i conti, Franceschini che insieme a Veltroni hanno portato il centro sinistra allo sbaraglio.
Amerigo Rutigliano ( candidato alle primarie sino alla decisione del ricorso presentata)
A parte che definire “elefantino” uno che ha la colpa primaria di essere ammalato di diabete e’ una ulteriore, mortificante prova della invincibile egemonia culturale berlusconiana (“Berlusconi ci ha cambiati per sempre” – cit. Nanni Moretti, regista – 2006) io continuo affascinato il mio viaggio nel piccolo universo dei sostenitori di Marino: la Alicata che vuole un partito come quello di Bersani e Ciccarelli che mette in guardia contro il giustizialismo demagogico e frettoloso tipo quello di …Marino.
Bene, io sono d’ accordo con entrambi: cosa faccio, voto io Marino o votate voi Bersani? Io la risposta la so, ma voi non credo.
Caro Luca,
non ho ben capito cosa intendi per giustizialismo. Non voglio parlare del caso di Ignazio Marino visto che lui stesso ha spiegato come erano andate le cose. Parlo invece dei tuoi riferimenti al “giustizialismo”. Io ho molto paura che in Italia ci sia una idea di giustizialismo piuttosto alterata. E penso che parte della classe politica (in ultimo e piu’ di tutti il berlusconismo) abbia contribuito in modo determinante a far passare una idea di giustizialismo che non esiste altrove. Ho l’impressione che in Italia si dia del giustizialista a chi chiede semplicemente di rispettare la legge.
Io come tanti altri continuo a pensare che buona parte della azione politica di IdV e di Di Pietro non c’entri niente col giustizialismo e sia invece giustissima. E’ anche vero che a volte esponenti di IdV scelgono una oratoria un po populista o poco moderata nei toni. Cerchiamo di capire pero’ che la maggior parte degli elettori di IdV sono persone normalissime, moderate ed ovviamente anche garantiste. Cerchiamo di capire che tante di queste persone sarebbero elettrici del PD se solo il PD fosse un po meno debole su alcune battaglie.
Io vorrei semplicemente veder applicati gli standard etici e legalitari degli Stati Uniti all’Italia. Questo nulla avrebbe a che fare col giustizialismo e avrebbe invece molto a che fare col rispetto della legge e delle altre persone.
Non facciamoci ingannare da chi ci vuol far credere che chiedere il rispetto della legge (anche nelle piccolissime cose) e rigore morale voglia dire esser giustizialisti. Se ci facciamo ingannare su questo punto facciamo a mio avviso tanto male al futuro dell’Italia.
Andrea
[...] nel condannare alacremente un candidato solo perché incorruttibile, vi lascio alle parole di Luca scritte ieri che spiegano benissimo il [...]
riguardo quanto scritto sopra da tale Rutigliano leggete le prime 3 pagine del suo programma ( se non le trovate, scivetemi a aureomuzzi@gmail.com, ve lo mando) e il mio testo di presentazione sul mio blog, in data 1 luglio ” Aureo e le candidature..”. Dopo vediamo riguardo la coerenza e altro.