Giuseppe Civati – e con lui Ignazio Marino e Paola Concia – chiede di prorogare la scadenza del 21 luglio per tesserarsi al Pd. Marco Campione, invece, chiede di abolirla del tuttoiMille.org – Direttore Raoul Minetti
Pages
Visti da Aeneastudio
Marguerite Yourcenar
31/01/2012iMilleMug
-
“Come trovare lavoro in Italia: guida pratica interattiva”
Riceviamo e pubblichiamo questo avviso di Oilproject. Lunedì 23 gennaio alle…
-
Naufragio da italiani
di Guido Giuliani. La tragedia della nave Costa Concordia affondata…
-
Social TV – iMille seguono in diretta i risultati delle elezioni spagnole
Domenica sera altra sessione di Social TV per i iMille. …
-
“Come trovare lavoro in Italia: guida pratica interattiva”
Numeri & Parole
-
Lega e debito pubblico. Quattro grafici contro il revisionismo storico
20 December 2011 7:50 AM | Nessun Commentodi Alessandro Giovannini e Raoul Minetti. Berlusconi è tornato ad attaccare il governo Monti durante la presentazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa. Alla domanda di un giornalista se non si sentisse di chiedere...
Read More
-
Recent Comments
- Il problema non sono gli italiani | THE MONITOR on Martone: da #sfigati discutere del dito e non della Luna
- Alessandro Giovannini on Salviamo le città col trasporto pubblico
- Alessandro Giovannini on Fiscal compact: in nome di chi?
- Massimo Matteoli on Salviamo le città col trasporto pubblico
- Corrado Truffi on Per una rete elettrica italiana intelligente
- Salviamo le città col trasporto pubblico on Costruire tramvie, pagare le tasse e vivere felici
- Terenzio Longobardi on Trasporto ferroviario e liberalizzazioni
- marco ricci on Trasporto ferroviario e liberalizzazioni
- Marco Campione on Come sta la nostra democrazia (diario di un congresso di partito)
- Raoul Minetti on Come sta la nostra democrazia (diario di un congresso di partito)
- cristiana alicata on Come sta la nostra democrazia (diario di un congresso di partito)
- Gianni on Come sta la nostra democrazia (diario di un congresso di partito)
- cristiana alicata on Come sta la nostra democrazia (diario di un congresso di partito)
- Gianni on Come sta la nostra democrazia (diario di un congresso di partito)
- Fabio on Come sta la nostra democrazia (diario di un congresso di partito)
-







Faccio notare che ci si puo’ tranquillamente iscrivere anche dopo il 21 luglio. Chi dice quindi che vuole prorogare “la scadenza del 21 luglio” per fare ” un PD piu’ grande” vi sta raccontando una balla. Quello che sta chiedendo, in realta’, e’ di fare votare al congresso anche coloro che si iscrivono dopo il 21 luglio. Ossia di fare votare al congresso tutti i loro amici e parenti, quelli che riescono a mettere insieme per far loro votare la loro mozione, che sono poi gli stessi che fino a ieri (letteralmente) non sapevano nemmeno cosa fosse, il PD.
Volete un PD piu’ grande, Concia, Civati e Marino? Benissimo, continuate a invitare le persone ad iscriversi anche dopo il 21 luglio. Nessuno ve lo impedisce.
Al confronto di ‘sti qua, i dorotei erano delle mammolette.
Dopo il 21 luglio ci si potrà ancora iscrivere. Gli iscritti tale data potranno partecipare al congresso. Anche a me piacerebbe allargare la partecipazione il più pèossibile, ma le regole sono regole e vanno rispettate. Naturalmente si possono anche cambiare ma mai in corsa. E’ una questione di principio e di metodo.
Gianni non vorrei sbagliarmi, ma la data del 21 è per le iscrizioni all’anno 08/09. Quindi la proroga andrebbe presa in questo senso, anche se il motivo reale sia proprio quello che tu dici, ma non c’erano dubbi
L’unica cosa che mi lascia perplesso è il problema del “seguire le regole”: se si proroga l’iscrizione, non si deve anche cambiare il regolamento? e se così fosse, perché si può cambiare per prorogare il tesseramento e non per l’iscrizione di Grillo? Mi pare un controsenso grande come una casa, o no?
Civati e altri chiedono, con grande trasparenza, di allungare di due settimane il termine per tesserarsi in modo utile per partecipare al congresso; per permettere cioè, di partecipare e votare ai congressi di circolo, a tutti coloro ai quali la presenza in corsa del senatore Marino ha riacceso le – sia pur scarsissime – speranze di poter riformare dall’interno il PD.
Sono, siamo, coloro che dal PD si erano allontanati, spesso l’avevano punito alle urne, e continuavano a starne lontani, assistendo con scarsissimo interesse alla pseudocontesa Bersani/Franceschini, e che solo la presenza di Marino ha richiamato indietro: temporanemanete, almeno, in attesa di vedere cosa succederà.
Ora, chiedere di allungare il termine del tesseramento significa continuare a “richiamare” queste persone, e continuare a reclutare persone vere e pensanti (“nonsolotessere” si potrebbe dire). Questo favorirà Marino, è indubbio, rischiando di rompere il giocattolo agli altri contenedenti. Che se lo stavano costruendo giusto giusto per giocarci da soli, nel chiuso della stanza dei giocattoli, appunto, tenendo lontano gli intrusi.
A chi si scandalizza per l’appello di Civati consiglio la lettura dell’articolo di Statera su Repubblica.it (e ci vuole coraggio, forse incoscienza, a non esserne tanto schifati da gettar via la tessera appena fatta).
La trasparenza, la quasi ingenuità di Civati, Concia, Marino, nel chiedere di allungare i tempi del tesseramento, è un gioco pulito; ed è forse quella boccata di ossigeno che contribuirà a salvare questo PD, decrepito e malato.
Uffa. Ma e’ mai possibile che ogni volta si debba fare il processo alle intenzioni delle persone che si iscrivono al PD? Solo da un giorno, per contare, per supportare Bersani e non altri, i signori delle tessere, blablabla. La politica non e’ certo sport per signorine, ma non e’ difficile immaginare le grasse risate di Berlusconi nell’osservare, dall’alto, questi quattro straccioni che litigano.
Civati e altri chiedono, con grande ipocrisia, di allungare i termini nei quali possono continuare a reclutare tessere (non persone, tessere: le persone si possono reclutare anche dopo il 21 luglio) da usare come voti al congresso, sapendo bene che tali tessere se ne andranno non appena Marino non diventera’ segretario del PD (come non lo diventera’) o verranno stracciate non appena i loro proprietari leggeranno un articoletto scandalistico su Repubblica, come si propone di fare Manuela.
La conseguenza di questa (ipocrita) iniziativa, che in gergo si chiama “cammellare”, sara’, se avra’ successo, un congresso che esprimera’ proporzioni tra le diverse candidature che non corrispondono a quelle che si avranno poi nel partito dopo che gli ultimi ad arrivare saranno stati anche i primi ad andarsene; una specie di “bolla democratica”, insomma, per fare credere che le proprie posizioni, nel partito, abbiano piu’ peso di quanto effettivamente hanno. Un trucchetto da fanfaniani, insomma, con la differenza che Fanfani sapeva farlo. E non aveva nemmeno bisogno di essere ipocrita (cit.).
Gianni, con tutto il rispetto, stai facendo il processo alle intenzioni degli iscritti. Perche’ quelle persone si iscrivano lo sanno solo loro. Se se ne andranno, e perche’, lo stesso.
Oltretutto il tuo discorso e’ privo di qualsiasi prova a sostegno delle tue affermazioni. Si potrebbero facilmente dire le stesse cose di chi si e’ tesserato per tempo, e oggi sostiene Bersani e Franceschini. L’unica differenza risiderebbe nel fatto che loro hanno annunciato la candidatura da tempo.
Per l’amor del cielo, se cominciamo (o meglio, continuiamo) coi processi alle intenzioni, allora si’ che ci spettano 20 anni di destra.
A chi parla di rispetto delle regole, chiedo: regole decise da chi? L’unica ragione per cui alcuni cittadini con un minimo di sensibilità rispetto ai temi etici e sociali si sono tesserati, o lo stanno facendo in questi giorni, è perchè il PD è tutto da costruire. E’ perchè c’è l’idea che sia un qualcosa da fondare, o ri-fondare. Dovrebbe fare riflettere il fatto che gli iscritti al PD siano meno dei partecipanti alle primarie del 2005. Per quanto mi riguarda, io entro nel PD con la mia passione civica e il mio sdegno nei confronti di gran parte dell’attuale classe dirigente della sinistra (o delle sinistre, o dei centri-sinitra o come volete). Le attuali regole del PD, specie quelle statutarie, m’interessano poco o niente: m’interesseranno le regole che stabiliremo assieme.
Suggerisco a tutti coloro che non lo conoscono la lettura di On Revolution di H.Arendt, specie l’ultimo capitolo, perchè descrive perfettamente quello che sta succedendo nel PD: la tensione e lo scontro tra i fermenti della società civile e i burocrati di partito.
Chi ha una idea degli iscritti pronti solo a muoversi dietro l’ordine di un capo è impossibile immaginare un cittadino che matura autonomamente una propria idea e la conseguente azione. Ma che c’entra Fanfani? Questa è dietrologia, è orgasmo da trame oscure, è pura coservazione. L’Italia è migliore di questa politica che da un quindicennio, assieme a Berlusconi, tratta gli elettori come bambini undicenni. Marino offre una grande opportunità -a chi la vuol vederla-di modernizzazione del paese e della politica e lo fa in modo aperto e trasparente chiedendo di favorire la partecipazione ad un evento che per definizione dovrebbe essere democratico. I cacicchi hanno paura!
Ma per favore. Sono questi innovatori della domenica, questi grillini pavidi che hanno paura di scoprirsi i quattro gatti che sono se non ricorrono a patetici trucchetti tipo l’ inflazione delle tessere, come, appunto, dei Fanfani di rimessa. Questi “burocrati di partito” sono alla fine, questa classe dirigente e’ “compromessa”? Bene, vorra’ dire che Marino vince il congresso a mani basse. Di cosa hanno paura?
E poi dove erano le Concia e Civati quando il partito che li ha fatti eleggere in regione e in parlamento lo ha iniziato, il tesseramento? Si mettono a lavorare solo ora che c’e’ profumino di poltrone e sgabellini?
Talmente inetti e isolati che ritengono addiritura uno scandalo che non si cambino le regole per consentire loro di arrivare al loro patetico 7 o 8 percento. Il vittimismo paga sempre, sopratutto se non c’e’ altro.
@manuela: ma quale “chiuso della stanza dei giocattoli”??? Si chiama regolamento! Civati, Marino e Concia e tutti i piombini sono iscritti al partito dalla prima ora, il regolamento lo conosconoe forse hanno pure contribuito a scriverlo. Adesso solo perchè i piombini si sono svegliati tardi dobbiamo cambiare il regolamento? Ha ragione gianni a dire che i dorotei a confronto erano mammolette. Forse ci sono molti giovani tesserati e coordinatori che sono “ingenui” ma non certo civati, concia, marino e molti dei piombini. È gente cresciuta mangiando pane e politica e se era possibile, ha frequentato le “scuole politiche del PD”. Fino a ieri hanno votato franceschini e veltroni. Sanno benissimo come muoversi e l’hanno fatto, lo stanno facendo. A me va benissimo che ci sia un terzo candidato ma che Marino e Civati e i piombini si ergano a paladini dell’innocenza, dell’inclusività e della novità contro le stanze chiuse e le terrazze romane mi fa un po’ fastidio e mi sembra un po’ falso. Se poi l’obiettivo finale è mandare a casa Berlusconi, dobbiamo proprio ricorrere a questi sistemi?
Elena, Marino e Civati non si sono erti ad alcunche’, contro terrazza e caminetti. Anzi, Civati mi risulta abbia detto chiaro e tondo che lui fa parte del PD, dell’apparato (parole sue), tanto quanto tutti gli altri. Marino invece parla del suo programma, evitando i patetici riferimenti alla “dirigenza da pensionare”. Non confonderei le posizione dei supporters alla ricerca di un Grillo con quelle dei candidati. Sono sicuro che un sano confronto sulle idee puo’ prescindere dalle facce e dal tifo para-calcistico.
Ma quali poltrone e sgabellini! Qui si fa un congresso dove due dei candidati -con alle spalle un folto gruppo di dirigenti- dopo aver contribuito a consegnare il paese a Berlusconi e a portare il PD alla situazione in cui si trova, si candidano a guidare il partito. Ma a questi e a tanti loro sostenitori il concetto di responsabilità esiste? E se esiste, dovrebbe o non dovrebbe far parte del carattere costituente del PD? Per me si. E in base al concetto di responsabilità mi sembra che mettere sullo stesso piano quella dei dirigenti con quella di semplici iscritti o di attivisti impegnati a livelli più bassi sia una operazione quanto meno strumentale. L’”innocenza” non è data dall’età ma dal fatto di non aver avuto, per l’appunto, una responsabilità nella direzione del partito e non mi pare che i nomi citati abbiano avuto questo tipo di responsabilità.
Quanto poi alla contendibilità delle cariche dirigenziali basta leggere lo statuto per comprendere che le regole sono state concepite avendo a riferimento un partito chiuso, non facilmente contendibile e che l’unico spazio lasciato riguarda la partecipazione degli elettori alle primarie per il segretario. E’ stato chiesto di prorogare i termini per dare la possibilità a più persone di esercitare il diritto al voto, al di là di vaghi discorsi, tipo le regole non si cambiano in corsa andrebbe spiegato perchè l’allargamento del numero dei tesserati sarebbe esiziale al congresso e ad un coretto e partecipato dibattito congressuale.
A me sembra che il tifo paracalcistico lo stiano facendo quelli che sono punti dalla tarantola appena qualcuno o qualcosa mette in discussione l’ordine costituito. I
regolamenti di solito non sono scritti sulla pietra, e possono esser cambiati in determinate corcostanze, se c’è accordo per cambiarli. Se non c’è, resteranno come sono.
Questo non cambia il fatto che qualcosa di nuovo sta succedendo nel PD; qualcosa che non sappiamo ancora che esiti avrà, e per questo preoccupa. Si può certamente dire che Civati e i piombini si collocano tutti all’interno del PD (ovviamente), e, avendo più meno collaborato al percorso costituente, si portano appresso la loro parte di responsabilità; qualcuno di loro copre incarichi all’interno del partito! Ma tentare di assimilarli a un Bassolino o a una Finocchiaro (per far due nomi a caso) mi sembra del tutto risibile, un tentativo patetico di “normalizzazione”. Se non altro per questioni anagrafiche e biografiche possono vantare proprio quella “innocenza” che incomincia a preoccupare, perché è una posizione da cui si può seriamente contendere il potere. Trovo interessante il tentativo di rendere i contendenti “tutti uguali”, e quindi rendere inutile qualsiasi contesa.
E trovo ugualmente interessante che si polemizzi su una banale richiesta di allungamento dei termini del tesseramento (che si può rifiutare) e non si parli di quello che succede a Napoli o a Salerno.
@Enzo
“basta leggere lo statuto per comprendere che le regole sono state concepite avendo a riferimento un partito chiuso, non facilmente contendibile”
Questo e’ un processo alle intenzioni, che denota una certa arroganza.
@Manuela
“Trovo interessante il tentativo di rendere i contendenti “tutti uguali”, e quindi rendere inutile qualsiasi contesa.”
Guardi che il mio incitamento e’ per parlare di programmi, evitando la disfida delle facce. A far politica a suon di gossip sono capaci tutti, qualcuno diventa anche direttore di quotidiani nazionali. Si portino elementi solidi, se si vuol dibattere. Per il qualunquismo c’e’ gia’ Grillo, e non serve nemmeno prendere la tessera.
D’accordo con antonio su “via le facce, fuori i programmi”. Marino e Civati non sono diversi nei modi dagli altri candidati (non possono proporsi come portatori di maggiore inclusività o maggiore democraticità). Sono diversi nei contenuti? Assolutamente si. Dovrebbero avere più fiducia nel loro programma e credere che se è migliore può vincere, al numero attuale di tessere, anche i voti di coloro che attualmente sostengono altri candidati. Altrimenti è come dire: tutti quelli che attualmente hanno la tessera non voteranno per noi: andiamo a cercarcene di nuovi. A me pare brutto.
Non ci capiamo, Elena. Stai dicendo che i nuovi che si iscrivono lo fanno solo per votare Marino-Civati. Questo tu non lo puoi sapere, e si chiama processo alle intenzioni. Se Marino, Concia e Civati non avessero detto nulla, avresti pesato diversamente le motivazioni dei molti iscritti di questi ultimi giorni. Invece di far polemica, ne saremmo stati tutti fieri, giustamente. Siamo sempre in tempo.
Antonio, non e’ un processo alle intenzioni dire che i nuovi iscritti voteranno principalmente Marino, e’ banalissima analisi politica.
Quella di Marino e’ una mozione congressuale che ha la medesima dignita’ delle altre, benche’ sia probabilmente assai minoritaria, e non il bagno di purezza e remissione descritto in toni cosi’ aulici dai cosiddetti “laici” del partito. Con questa mozione Marino si prefigge lo scopo di influenzare la posizione del PD su temi specifici (alcuni dei quali condivisibili) e di assicurarsi una distribuzione dei poteri conseguente al raggiungimento di tale obbiettivo. Dato che Marino non e’ un cretino, non pensa nemmeno per un attimo di diventare segretario del PD; ed essendo un laico non crede neppure ai miracoli.
Se si riescono a tenere in mente queste considerazioni, forse si capisce meglio quello di cui si sta parlando: semplicemente del tentativo goffo e maldestro di ampliare la propria base di consenso (consenso congressuale, non politico) manipolando il regolamento, avendo come unico obbiettivo il congresso, senza alcun interesse a quello che sara’ il partito dopo il congresso, quando Manuela, Enzo e gli altri quattro gatti che si stanno iscrivendo in questi giorni se ne saranno tornati da dove sono venuti, dato che il loro integralismo e la loro intolleranza li rende inadeguati e incapaci a militare in una partito maggioritario del quale peraltro non condividono nulla, dalla linea tematica alla stima per i dirigenti.
Ha quindi ragione Elena: quel tentativo goffo e maldestro di Civati e la Concia e’ una dichiarazione di debolezza. E’ la ammissione che i temi che appassionano Marino e le posizioni che esprime sono condivise (purtroppo) solo da una minoranza del partito. Anzi di piu’: e’ la rassegnazione al fatto che le persone che dirigono la mozione Marino sono inadeguate a farli diventare un elemento centrale della agenda del PD. E il vittimismo, come sappiamo, e’ l’ ultimo rifugio degli incapaci.
@Antonio, io voglio un partito più aperto, allargato. Sono molto molto felice che si stiano iscrivendo in tanti. Vorrei credere (ed è la mia prima pulsione) che le nuove iscrizioni siano animate dalla candidatura di Marino e dal lavoro minuzioso di coinvolgimento delle generazioni più giovani fatto da Civati e dai piombini. Vorrei che le nuove tessere fossero animate dalla candidatura di Marino ma non solo per poi votarlo al congresso: magari anche per votare qualcun’altro. Io non sono affatto schizzinosa o purista: a me va pure bene che uno prenda la tessera perchè è “il trend dell’estate” e che dopo il congresso la usi per altri scopi (civati linka questo blog http://coserosse.net/c/?p=5526). Magari qualcuno rimarrà nel partito, spero, se no avremo un problema ambientale di smaltimento delle tessere plastificate. Ma i miei dubbi restano.
E quindi prima di dire che io l’avrei pensata diversamente se M&C fossero stati zitti, vorrei farti notare che è da un po’ che qui su imille esprimo i miei dubbi sulla “diversità” di Marino, a partire dalla questione Bianchini. Io mi preoccupo quando tra i commenti al blog di Civati c’è gente che scrive “dacci un segnale e tiriamo giù il mondo”. Altro che laico, neanche Padre Pio.
Ci rinuncio, Gianni. Dire che tutti gli iscritti del PD sono riconducibili a Manuela ed Enzo e’ categorico ed infantile. C’e’ partecipazione, dovremmo esserne felici. Invece siamo ancora fermi al purismo con patentino a punti, che gia’ affosso’ la sinistra “radicale”. Di discussioni sui programmi nemmeno l’ombra, dissertazioni sulle strategia politiche del CT della nazionale a pacchi. Non c’e’ che dire, ce li meritiamo 20 anni di destra.
Ci rinuncio anche con Elena. Si occupi di quel che dice Civati, magari su temi economoci, etici, ambientali di interesse generale e grande respiro. I commenti ai suoi post non li scrive lui. Suvvia.
@Antonio, veramente l’avevo già detto che a me interessano solo i contenuti, ma mi pareva che qui il tema originale fosse altro: <>. Tra l’altro mi rendo conto adesso che il post originale non era firmato…