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Candidati

A Venezia con Marino

17.07.09 | 8 Comments

di Lucio Scarpa

Oggi è venuto Ignazio Marino a Venezia per l’incontro “cittadinanza, diritti, legalità” con Felice Casson, presentato da Marta Meo; si è parlato soprattutto della candidatura di Marino, ma il tema dell’incontro è tornato a più riprese durante il dialogo.
Marino ha passato il test fondamentale da segretario. È rimasto in abito blu e cravatta, senza svenire o grondare sudore malgrado l’aula fosse senza aria condizionata. Solo un vero Segretario poteva farcela.
Ha annunciato i quattro punti fondamentali del suo programma: solidarietà, rispetto delle regole, cultura del merito, laicità dello stato.
Attorno a questi quattro punti cardine ha incentrato la sua visione del partito e della società che intende proporre; una visione in cui i quattro punti non sono semplici paroline a sé stanti ma punti programmatici strettamente collegati fra loro per creare la base di una visione complessiva articolata.
È stato particolarmente ispirato e coinvolgente nella parte sulla meritocrazia, si capisce che è un argomento che sente particolarmente suo, e su quel tema ha dato ai presenti una grandissima sensazione di credibilità; non si è, invece, soffermato sulla laicità o sul testamento biologico.
Probabilmente così facendo ha rinunciato a qualche applauso, ma è riuscito ad evitare il tormentone della candidatura monotematica.
Ha rinunciato anche ai prevedibili applausi che avrebbe ottenuto attaccando gli altri candidati, anzi si è più volte soffermato sull’importanza di avere un partito unito dal 26 ottobre e sull’impegno ad accettare qualsiasi risultato da parte di tutti. Il tempo era insufficiente per approfondire il suo programma, e gli organizzatori hanno preferito lasciare molto spazio a interventi e domande del pubblico.
Marino ha preso nota con diligenza di tutti gli interventi e non si è nascosto nelle risposte; ce ne sono alcune che mi paiono degne di essere riportate qui. A una domanda “provocatoria” su un suo presunto appoggio a Bersani in caso di mancata elezione diretta del segretario alle primarie è stato categorico nella smentita. Dice di non aver nessuna intenzione di fare accordi a priori con nessuno e che darà entro l’estate una decina di punti che ritiene irrinunciabili e solo su quelli discuterà con gli “avversari”.
Sul nucleare ha detto un sì convinto alla ricerca, ma un no altrettanto convinto alla costruzione di centrali in questo momento, anche se sull’aspetto energia e ambiente non si è soffermato quasi per niente.
Ultima risposta importante, quella probabilmente più attesa, è stata alla domanda sulla sua inesperienza politica.
Ha detto una cosa semplicissima: la prima cosa che farò in caso di elezione sarà cambiare l’arredamento dell’ufficio del Segretario; via la scrivania con una sola poltrone per gli ospiti, e al suo posto un tavolo da riunione rotondo attorno al quale riunire gli esperti del tema in agenda quel giorno. Dal tavolo ci si alza solo quando si è trovata una risposta soddisfacente e si va a raccontarla convinti.
Da notare che alla fine si è creata una coda nel banchetto dove ci si poteva iscrivere al PD e firmare per la candidatura di Marino. Su questo non ho nessun dubbio, questa candidatura è decisamente positiva per alzare il livello del dibattito interno e per aumentare la partecipazione nel PD.

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