Sabato ero al Lingotto. Se dovessi scriverne per un giornale – nel modo più asettico possibile – cercherei di coglierne i punti di forza e quelli di debolezza. E probabilmente non avrei dubbi: la forza del Lingotto è stata costringere Bersani e Franceschini ad andarci, trasformando così quell’incontro in un anticipo di congresso; la debolezza è invece nel non avere (ancora?) una candidatura terza da opporre a Franceschini e Bersani.
Se fossi un giornalista argomenterei oltre, ma non lo sono e quindi mi limito a dirvi cosa mi porto da Torino. Quali interventi mi hanno colpito e userò come metro per decidere che fare nei prossimi mesi.
In rigoroso ordine di apparizione.
Pippo Civati, che era emozionato assai, ma l’emozione non gli ha impedito di emozionarci; Sergio Chiamparino, per la concretezza e l’onestà non solo intellettuale; Cristiana Alicata per la schiettezza e l’abilità comunicativa; Francesco Costa per la lucidità dell’analisi e l’invito a essere coraggiosi.
E poi quattro “giovani sperimentati”: Francesco Boccia su tutti, ma anche Pierfrancesco Majorino, Andrea Orlando e Ivan Scalfarotto.
P.S.: se fossi un giornalista farei anche un po’ di “inchiesta” per capire come mai Franceschini e Bersani sembrava non dovessero intervenire e sono invece intervenuti, o chi dei due lo ha chiesto con insistenza. O chi, e in nome e per conto di chi, ha discusso per ore con gli organizzatori per consentire al suo mentore di intervenire.



















sembra che tu sappia più di quanto vuoi far credere… chi ha insistito con gli organizzatori? svelaci i retroscena!
quanto al resto, spero che al più presto qualcuno si faccia avanti con una candidatura: “è il momento”, si, e allora non lasciamocelo sfuggire, perchè non c’è più niente da perdere ma tutto da guadagnare