Lingotti da asporto

di Marco Campione

Sabato ero al Lingotto.  Se dovessi scriverne per un giornale – nel modo più asettico possibile – cercherei di coglierne i punti di forza e quelli di debolezza. E probabilmente non avrei dubbi: la forza del Lingotto è stata costringere Bersani e Franceschini ad andarci, trasformando così quell’incontro in un anticipo di congresso; la debolezza è invece nel non avere (ancora?) una candidatura terza da opporre a Franceschini e Bersani.
Se fossi un giornalista argomenterei oltre, ma non lo sono e quindi mi limito a dirvi cosa mi porto da Torino. Quali interventi mi hanno colpito e userò come metro per decidere che fare nei prossimi mesi.
In rigoroso ordine di apparizione.
Pippo Civati, che era emozionato assai, ma l’emozione non gli ha impedito di emozionarci; Sergio Chiamparino, per la concretezza e l’onestà non solo intellettuale; Cristiana Alicata per la schiettezza e l’abilità comunicativa; Francesco Costa per la lucidità dell’analisi e l’invito a essere coraggiosi.
E poi quattro “giovani sperimentati”: Francesco Boccia su tutti, ma anche Pierfrancesco Majorino, Andrea Orlando e Ivan Scalfarotto.

P.S.: se fossi un giornalista farei anche un po’ di “inchiesta” per capire come mai Franceschini e Bersani sembrava non dovessero intervenire e sono invece intervenuti, o chi dei due lo ha chiesto con insistenza. O chi, e in nome e per conto di chi, ha discusso per ore con gli organizzatori per consentire al suo mentore di intervenire.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

1 Commento

  1. sembra che tu sappia più di quanto vuoi far credere… chi ha insistito con gli organizzatori? svelaci i retroscena! :-)

    quanto al resto, spero che al più presto qualcuno si faccia avanti con una candidatura: “è il momento”, si, e allora non lasciamocelo sfuggire, perchè non c’è più niente da perdere ma tutto da guadagnare

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