Il 9 giugno

Non sono stati dei bei risultati elettorali. Non lo sono stati complessivamente per il PD, non lo sono stati per iMille, certamente delusi dalle preferenze di Ivan Scalfarotto, troppo poche per poterlo mandare a Strasburgo. L’unico raggio di sole è venuto dalla candidatura di Debora Serracchiani che con un risultato di preferenze eccezionale è andata ben oltre la vittoria, raccogliendo, secondo noi, l’ansia diffusa di un cambio di marcia del centrosinistra italiano, e mostrando le dimensioni reali di questo desiderio.

Il PD ha perso sette punti percentuali dalle politiche, dato unico tra i partiti di opposizione che vincono in Europa quasi ovunque. Il dato non eccezionale del PDL, che non sfonda e rimane inchiodato a percentuali minime rispetto ai suoi risultati storici, offre a tutti motivo di respirare, e immaginare che un’Italia con un governo diverso, con una rappresentanza politica diversa, è certamente possibile. Ma ci vuole la politica, ci vuole più politica, credibilità, chiarezza. Ci vuole la capacità di sintesi per portare in
un progetto coerente anche quegli elettori – oltre il 10 per cento – che, da sinistra, sono rimasti fuori dall’europarlamento.

Al momento non sono in campo né il modo, né le persone in grado di incarnare la leadership del futuro. I principali giovani dirigenti del PD sono rimasti promesse non mantenute, inchiodati da un risultato elettorale mediocre e da una mancanza di credibilità diffusa. Esistono tuttavia, nonostante tutto, molti segnali incoraggianti. Oggi soprattutto Serracchiani, ma anche gli eletti in Sicilia, simboli attivi della lotta contro le mafie, e i parlamentari uscenti riconfermati, capaci di un lavoro operoso e costruttivo, al di fuori dai riflettori della quotidianità politica. Il percorso dei Piombini,di cui iMille sono stati parte attiva, continuerà, come continueranno le esperienze politiche nei territori, nella rete, nel Partito Democratico, da cui ha preso linfa. C’è molto su cui costruire.

E anche noi continueremo serenamente. Attorno all’estate organizzeremo la solita anarchica assemblea aperta per decidere il da farsi, e continueremo ad osservare e raccontare le cose che vediamo, a tessere le reti della politica pragmatica, seria e radicale che piace a noi. E di questo siamo contenti.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

Tags:

3 Commenti

  1. Marco

    Spiace per Scalfarotto ma una sostanziale differenza con la Serracchiani c’è la nostra giovane amica ha vinto sul suo territorio perchè è sul territorio che bisogna lavorare.

  2. Bene, almeno da questo post viene fuori che avete ancora voglia di lottare. Dal post di addio di Scalfarotto si capiva il contrario.

    Per il resto, vi ho dedicato un intero post di incoraggiamento sul mio blog. Lo so che non avete fatto niente per meritarvelo… http://anellidifumo.ilcannocchiale.it/2009/06/09/la_sconfitta_degli_altezzosi.html

  3. D’accordo con Marco. Vorrei aggiungere l’aspetto anagrafico al discorso sui successi e fallimenti. Credo che alla base di un partito vitale e competitivo dovrebbe esserci il rinnovamento continuo del gruppo dirigente, obbligatorio per statuto magari. L’esperienza dei giovani ha un valore che deriva dal fatto che vivono il mondo di questo momento sulla loro pelle tutti i giorni. Il passaggio dall’impegno locale a quello nazionale dovrebbere essere incentivato e favorito. L’esperienza fatta solo di anni dentro il sistema politico a questo punto sa di rancido e non porta risultati. Un politico dovrebbe a un certo punto farsi da parte e lasciare spazio. Ci sono innumerevoli esempi (all’estero ovviamente) di politici che poi si fanno una nuova vita nel mondo del lavoro o, se hanno qualcosa da dire, continuano a farlo in altre sedi.

Lascia un commento

Subscribe without commenting