di Pennarossa
È vero, non eravamo in molti del PD al Gay Pride romano, ma c’eravamo.
C’eravamo come l’anno scorso, c’eravamo quasi tutti da etero, c’eravamo con le bandiere prese con un blitz, c’eravamo per beccarci i vaffa giustamente destinati ad una parte considerevole del PD, c’eravamo per scusarci per non aver fatto abbastanza la nostra parte.
C’eravamo perché sapevamo d’interpretare le volontà di tanti che non potevano essere presenti, c’eravamo perché convinti che avremmo trovato degli incoraggiamenti e ne abbiamo avuto conferma.
C’eravamo perché il PD che vogliamo dovrebbe essere sempre più impegnato sui diritti negati alle minoranze sessuali, di razza o di orientamento religioso. C’eravamo perché crediamo in una Italia civile, un’Italia sempre più orientata alla legislazione delle grandi nazioni europee.
C’eravamo come iMille, c’eravamo con l’unico striscione di circolo del PD (“Barack Obama”), oltretutto, in attesa d’esser riconosciuto, c’eravamo come “diversi” perché così ci siamo sentiti avendo sperato in una maggiore partecipazione dei disposti a metterci la faccia.
C’eravamo perché siamo convinti che l’omofobia e il razzismo hanno la stessa radice, c’eravamo perché vogliamo una linea chiara, una linea prevalente, sui matrimoni e sulle adozioni.
C’eravamo perché crediamo ostinatamente e ci batteremo sempre per un Paese in cui non esistano forme di discriminazione.iMille.org – Direttore Raoul Minetti







Grazie
… e altri ancora ci hanno chiesto le bandiere… alla fine ci circondava una ottima sensazione… sù! ci vuole solo un po’ di coraggio!!!