A bocce ferme

di Tommaso Caldarelli

A bocce ferme e con occhi più svegli, non c’è molto altro da aggiungere rispetto alla sera delle elezioni.
Per quanto riguarda il PDL, si parla molto della grande sconfitta che il cavaliere avrebbe subito. Per parte mia non penso sia così. Il Popolo della Libertà vince alla stragrandissima alle amministrative, costringendo il centrosinistra al ballottaggio in posti che, sinceramente, si poteva evitare di perdere: e se la situazione a Bologna appare lievemente stabile, una sconfitta a Firenze è ipotizzabile (anche se improbabile – speriamo) e varrebbe doppio perché Renzi ci ha messo la faccia della sua gioventù, su cui tutti puntiamo. E’ un po’ antipatico, come lui dice di se stesso: speriamo riesca a farcela. Alle Europee Berlusconi non fa il botto delle preferenze personali, ma questo calo di voti e cognomi scritti sulla scheda è dovuto in gran parte all’astensionismo del sud. Che non è tutto “di protesta” contro Berlusconi, anzi. E’ sia quello, sia la gente che è andata al mare, sia l’Europa che ai più non interessa; nulla però che non si possa recuperare alle Politiche, quando la gente a votare ci va sul serio.
Il PD salva la pelle. E’ come a sette e mezzo, quando ti arriva cinque e tu punti basso e stai: è poco, ma è meglio di niente. Inserito, poi, in un contesto europeo in cui, tranne il PASOK in Grecia, i socialisti perdono ovunque, è comunque un buon risultato. In Portogallo, il premier Socrates è insidiato dai Comunisti, in Spagna Zapatero subisce una sconfitta ideale e politica ben al di la dei quattro punti di scarto con i Popolari, in Francia, Germania e Inghilterra i socialisti sono rasi al suolo. Tuttavia, dopo questo cinque servito dal banco, la seconda carta per Franceschini è stata devastante. PD primo solo in Emilia e in Toscana, perse sia Umbria che Marche, Provincie e Comuni impensabili al ballottaggio, un massacro. La festa è durata pochino: parlare di vittoria equivale a farsi del male.
Debora Serracchiani nel nord est tritura Papi, per Scalfarotto nel nord-ovest purtroppo invece niente da fare: un vero peccato per Ivan, che si meritava davvero qualcosa di più. Debora, sei fichissima.
Grande sorpresa ambientalista su cui vale la pena soffermarsi. Nei paesi normali il voto di protesta di sinistra si è catalizzato sui Verdi: così in Germania e Francia, dove Europe Ecologie di Daniel Cohn-Bendit realizza un’ottimo risultato, a 0,2 dal Parti Socialiste che è in coma profondo. Il fatto che ci siano più Verdi in giro è una buona notizia. No?
Tornando in Italia IDV diventa una presenza molto, quasi troppo ingombrante nel centro sinistra: e IDV mira a diventare stabile su questi numeri, per poi partire alla scalata sperando che il PD, in futuro, esploda. La Lega dilaga verso sud, con percentuali mai viste in Emilia e qualcosa anche in Toscana: la gravità della cosa non ha bisogno di commenti
Sinistra e Libertà perde alla grandissima, perchè aver preso meno dei Comunisti (per quei numeri, gli zerovirgola sono rilevanti) è un brutto dato, bruttissimo, per un progetto politico che, a detta dei promotori, dovrebbe diventare stabile.
Infine, vedere Ferrero, il segretario di Rifondazione Comunista che chiede la creazione di “un largo fronte di opposizione” (ovvero, l’Unione) sinceramente mi da un po’ di tenerezza.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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