2+2=5?

di Francesco Carnesecchi

Nel 26,1% del PD c’è quello che volevamo: la conferma del progetto del Partito Democratico, e ce l’hanno data gli elettori non i commentatori, e l’aver fermato l’avanzata della destra.

Diciamolo senza giri di parole, il risultato per PD è una bella batosta.Mentre il governo si rivela completamente incapace di affrontare la crisi e di gestire il paese, il principale partito di opposizione, con 218 deputati e 119 senatori, al potere in molte amministrazioni locali, non è in grado di fornire una valida alternativa di governo e cede il 7% dei propri elettori in un anno.

Certo, l’espressione “sostanziale tenuta” fa parte del gioco, ma visto che 2+2 non fa 5, c’è poco di cui rallegrarsi e diventa difficile essere d’accordo con le parole del Segretario Franceschini ricordate sopra. L’impressione è che invece che la destra si sia fermata da sola, almeno la PdL, visto che la Lega cresce, per riprendere fiato mentre si appresta a strappare di qui a due settimane un grosso numero di amministrazioni locali al centro – sinistra.
Soprattutto nel 26,1% non c’è la conferma del progetto del PD, almeno non di quello di un partito a vocazione maggioritario capace di rappresentare una parte rilevante dell’elettorato.
Al contrario si riparte ma da una posizione più debole che imporrà ancora infinite trattative con la frammentatissima galassia del centro-sinistra.
E’ mancato il coraggio di riprendersi gli elettori dell’anno passato, in fuga verso le due insalate miste di sinistra e verso la lista Pannella messa su in fretta e furia, forze che continueranno a costituire un interlocutore obbligato in qualunque alleanza di governo.

Una parte di questa responsabilità la porta proprio la classe dirigente democratica che ha presentato l’emendamento poi votato all’unanimità che garantisce i rimborsi elettorali a tutte le liste che pur non avendo raggiunto il quorum abbiano comunque ottenuto il 2% dei voti al livello nazionale. E’ mancato soprattutto il coraggio di presentare il voto democratico come davvero utile in chiave europea dopo le infinite discussioni sulla collocazione nel Parlamento Europeo.

Ancora una volta siamo caduti nella trappola di presentare le elezioni europee come un referendum sull’attività del governo. Il risultato è stato che una parte dell’elettorato di Berlusconi si è astenuto ed una parte di elettorato di centro sinistra ha interpretato le elezioni europee come un referendum sull’opposizione ed ha bocciato il PD.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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1 Commento

  1. bho

    il Pdl non la Pdl….

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