Dall’Unità di oggi, l’intervista a Cristiana Alicata
È solo un caso che io sia lesbica e faccia parte della comunità gay e lesbica presente all’interno del Pd. Come democratica, prima che come laica, ho a cuore i diritti di tutti: donne, migranti, malati terminali, famiglie. Ma quando parlo dei diritti degli omosessuali nel mio partito trovo timidezza e distinguo. Di recente su questo tema ho avuto un dibattito molto animato con Rosy Bindi. Lei diceva: sul tema dei migranti è facile cavalcare il malessere degli italiani, ma noi che siamo di sinistra non possiamo farlo. Bene: ma allora perché pensiamo sempre che affrontare il tema dell’omosessualità invece sia inopportuno? Io credo che la maggioranza degli italiani sia meno omofoba di come la immagina lo stesso Pd. E comunque il discorso che Bindi fa per i migranti dovrebbe valare anche per gli omosessuali. Non esiste un supermercato dei diritti da difendere. O li difendiamo tutti o non possiamo essere, non saremo mai, un partito democratico per tutti.
Qualche giorno fa ho partecipato a una manifestazione organizzata da David Sassoli. Dal palco una sorta di presentatore ha ringraziato tutte le componenti religiose presenti. Io allora gli ho fatto notare che c’era anche la comunità gay e lesbica del Pd. Ma lui non lo ha detto. Io ho insistito. E lui dal palco ha detto solo che ringraziava i gay e le lesbiche presenti. Omettendo di dire: del Pd. Persino sulla questione del testamento biologico il Pd ha una posizione più chiara e sostenuta da voci autorevoli che durante il dibattito parlamentare si sono battute strenuamente, ma quando si parla della questione omosessuale il Pd è pieno di timidezze. E questo significa non considerare la battaglia per il riconoscimento delle coppie omosessuali una battaglia di democrazia. Persino sulla depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo qualcuno dentro il partito discute se sia o meno opportuna. Persino una proposta di legge contro l’omofobia presentata da alcuni deputati pochi giorni fa non reca la firma del nostro segretario. Si segnalano «nicchie» di avanguardia in Piemonte dove Chiamparino e Bresso, due nostri compagni di partito, sono stati al fianco delle associazioni Lgbt nella preparazione del Pride, con lo spiegamento della bandiera Rainbow dal Palazzo del Comune al termine della manifestazione. Ma come non ricordare il dibattito di solo un anno fa al Comune di Roma per il registro delle coppie di fatto? E come non ricordare che dentro questo partito c’è ancora chi sostiene che una coppia gay non è una famiglia? Il Pd deve affrontare la propria omofobia, darle una definizione e scegliere al più presto da che parte stare su questo tema in modo chiaro e netto.iMille.org – Direttore Raoul Minetti







Rosi Bindi lo sa, di avere avuto un “dibattito molto animato” con Cristiana Alicata?
Io penso che la posizione di Rosi Bindi sia discutibile