Noi Europei

di Andrea Ballabeni
how-china Sono tante le ragioni dell’importanza di vivere in un’ Europa più unita e coesa. Ci sono motivi economici e politici. E poi, forse se ne parla sempre troppo poco, ci sono motivi culturali. Vista da lontano l’Europa sembra piccola piccola e la si sente ancor di più come casa propria.

Su una copertina dell’ Economist del Marzo 2009 c’è un disegno che illustra come la Cina, nuova grande potenza mondiale, vede l’Europa. Si sa, le immagini hanno a volte piu’ capacità comunicativa di mille parole. In quella imagine l’Europa è rappresentata come una minuscola isoletta oltre l’orizzonte degli Stati Uniti (cioè l’America) e attaccata all’Africa. Ovviamente non si vedono nemmeno le singole nazioni che compongono l’Europa. Non voglio ora entrare nelle considerazioni economiche. Altre persone lo hanno fatto e lo faranno molto meglio di me. Non voglio nemmeno entrare nelle considerazioni geopolitiche. Basterebbe per questo pensare che i 27 paesi dell’Unione Europea occupano un fazzoletto di terra che copre circa l’1% della superficie del pianeta e nuove aree geografiche stanno crescendo ad un ritmo impressionante, economicamente, politicamente e militarmente.

Vorrei invece enfatizzare un altro aspetto e cioè che noi europei apparteniamo alla stessa storia e alla stessa cultura forse molto di più di quello che pensiamo. Quella della stessa cultura e della stessa storia è una cosa che ho sempre letto e sentito dire e ci ho sempre creduto ma è solo abitando fuori dall’Europa che ho capito fino in fondo quanto noi europei siamo simili. Senza andare fino in Cina ma fermandoci nei più vicini (culturalmente) Stati Uniti, basti pensare che spesso gli americani ci vedono “europei” prima ancora che “italiani” (anche se noi italiani, come francesi, tedeschi e inglesi abbiamo sicuramente una forte identità). E se non vogliamo considerare come gli americani ci vedono (qualcuno potrebbe dire che c’è anche un po di ignoranza nel loro modo di vedere il resto del mondo… d’altronde anche noi italiani siamo spesso incapaci di vedere tutte le differenze tra paesi lontani come ad esempio quelli del sud-est asiatico) basti pensare che gli inglesi si sentono tutto sommato molto più vicini agli italiani che agli americani. L’European Club dell’ MIT nei pressi di Boston raccoglie 2800 membri associati, quasi tutti europei e fieri di esserlo.

Il futuro va in quella direzione: la strada da imoboccare è quella di una maggiore unione e cooperazione e bisogna capire che prima ci muoviamo in quella direzione meglio è. All’anti-europeismo ideologico di una certa parte politica non bisogna contrapporre, come ha recentemente sottolineato Marco Simoni , un europeismo vacuo e puramente ideologico. Importantissimo quindi spiegare sempre i motivi dell’importanza di una maggior unificazione politica, economica e culturale.

Fra poco ci saranno le elezioni per eleggere il settimo Parlamento Europeo. Per quelle elezioni è possible selezionare dei candidati, cosa non possible alle elezioni politiche nazionali per via della legge liberticida concepita dal centrodestra. L’Italia sta attraversando una fase di decadenza morale e politica da Basso Impero, come testimoniato anche da alcune recenti candidature proposte dal centrodestra (e cioè da Berlusconi). Per fortuna nelle liste del PD per il Parlamento Europeo mancano quelle candidature mediatiche e populistiche volute da Veltroni per il parlamento nazionale. Alcuni candidati nel PD non piacciono a tutti ma altri sono di indiscusso spessore umano e politico. Dobbiamo augurarci che gli elettori del PD (ma non solo) sappiano informarsi  e scegliere i candidati più preparati, competenti ed in grado di interpretare al meglio il cammino verso una Europa più unita.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

3 Commenti

  1. “Noi, Europei” è lo slogan della campagna del PS portoghese.
    Tre manifesti tra l’azzurro e il rosso, uno che commemora l’entrata nella CEE, uno che commemora l’entrata nell’euro e uno il trattato di Lisbona, tutti e tre con primi ministri o presidenti socialisti. abbastanza appropriati direi.

    http://tinyurl.com/pezz7z

    il PD le rivendica le sue ottime credenziali europee, nella campagna?

  2. Daniele Mazzini

    “basti pensare che gli inglesi si sentono tutto sommato molto più vicini agli italiani che agli americani”: mi incuriosisce molto questa affermazione… ma ne sei sicuro?? A me suona un po’ strana!

  3. Andrea Ballabeni

    Daniele,
    in effetti questo e’ un punto piuttosto controverso. Se ne parla da sempre dell’identita’ degli inglesi e delle loro somiglianze con l’Europa o con gli States. Certamente per alcuni aspetti gli inglesi sono molto simili agli americani. Per altri aspetti invece sono molto piu’ simili agli europei. Per limiti di spazio non sono entrato nel merito. Penso che su questo punto ogni persona abbia il suo personale punto di vista. Anche perche’ ogni persona e’ portata a dare importanze diverse a diversi aspetti. Dal mio punto di vista gli inglesi condividono con il resto d’Europa (e quindi anche con gli italiani) dei tratti culturali che ritengo essere piu’ caratterizzanti rispetto alle somiglianze con gli americani.
    E’ l’impressione che ho ricevuto anche parlando con molti inglesi emigrati negli States (anche se non tutti la pensano allo stesso modo) che, a differenza degli inglesi che vivono in madrepatria, vedono meglio (e spesso apprezzano) alcuni tratti decisamente “europei” della loro cultura.
    Andrea

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