di Giorgio Gualberti.
Cari Mille,
capisco perfettamente l’entusiasmo di Franceschini per il referendum elettorale, dato che favorirebbe moltissimo il PD(L), ma capisco molto di meno l’appoggio incondizionato ai primi due referendum dato da molti, anche tra iMille, che hanno sempre rivendicato una grande indipendenza e onestà intellettuale rispetto agli interessi di bottega.
Vorrei esser chiaro: il fatto che la legge Calderoli sia una schifezza probabilmente è l’unico punto di unanimismo del quadro politico italiano. Eppure, in tre anni dall’approvazione, non è stato fatto nessun passo conreto per cambiarla, né dagli uni né dagli altri. Niente di niente.
Oggi c’è un referendum il cui eventuale risultato positivo porterebbe all’incredibile esito di peggiorare una legge giá pessima.
Tecnicamente penso che molti siano d’accordo con me sul fatto che la legge che esce dal referendum, con premio di maggioranza al primo partito, senza soglie minime, con liste bloccate, senza collegi uninominali, senza primarie, sia anche peggio dell’attuale. Una legge così consegnerebbe le istituzioni del paese in mano ai capi dei due principali partiti, ancora più di adesso.
In pratica, il referendum aggrava i difetti della legge e non risolve alcuna delle sue criticità, al punto da renderla così oltraggiosamente brutta che il Parlamento, qualsiasi cosa faccia, non potrà che migliorarla in qualche modo. E’ veramente machiavellico. E’ come sostenere che, siccome la strada davanti casa è sporca, per protestare ci butto un carico aggiuntivo di monnezza, in modo da far diventare la puzza così asfissiante che le autorità dovranno per forza pulire.
Pensare di votare SI nella speranza che il Parlamento, un giorno, farà finalmente una legge elettorale che dia la scelta ai cittadini mi sembra una pericolosa illusione. Se non l’hanno cambiata fino ad adesso, quale vantaggio avrebbero PD e PDL a cambiare una legge lettorale che blinda il sistema politico e di potere a loro favore, e che per di più questa volta è stata “voluta dagli elettori”?
Nessuno mi pare, e se il rimedio è peggiore del male, perché votare SI?
Io non lo farò di certo.iMille.org – Direttore Raoul Minetti





“Pensare di votare si…” Io ho un altro problema, ben più grave: pensare di andare a votare!
Spiace, ma questa volta per me sarà durissima!