La sinistra degli adolescenti

di Denni Romoli – foto di Costanza Maremmi

Articolo tratto da Il Barlume

Il nuovo leader della sinistra parlamentare ha proprio oggi dibattuto, di fronte ad una platea fittissima e interessata di giovani e giovanissimi della sinistra italiana, su alcuni dei temi caldissimi della nostra scena politica, spaziando dal testamento biologico alla laicità dello stato, dalla sacralità istituzionale agli atteggiamenti antropologici nei confronti del presunto diverso. A Cesare quel che è di Cesare: dalla sua vanno annoverate una retorica progressista d’alta scuola, con chiare evidenze post-gramsciane, un umorismo yiddish di stampo alleniano, una profonda conoscenza del pensiero keynesiano. È andato a centrare il discorso sulla necessità di evolvere da una posizione forzosamente oppositiva ad un’altra maggiormente riflessiva, matura, adulta. “Dico no ad una sinistra necessita ad essere Contro. Dico sì ad una sinistra che si impegna responsabilmente ad essere Per. Comprendo il vostro spirito sfidante, proprio dei vostri anni, ma questo deve essere contemplato all’interno di una progettualità di più ampio respiro, che vada a coinvolgere non solo il presente, ma anche il futuro. Distruggere il vecchio è un presupposto essenziale, senza dimenticare che da quel punto in poi occorre costruire il nuovo. Distruggere è fin troppo facile, costruire è molto più difficile.” Standing ovation globale del giovane popolo della sinistra. “Uno stato laico e civile non si pone come Stato Etico, non si arroga il diritto di esercitare intransigenze, non si avoca inalienabili e indiscutibili ragioni, ma piuttosto propone un’etica di stato che contempli la comprensione, la tolleranza, la collegialità, la multietnicità, lo sforzo di dialogare con l’altro da sé. Elementi questi di forza, non di debolezza. Un governo laico in uno stato laico non va avanti a colpi d’ascia, non usa il proprio potere in modo indiscriminato, non uccide ma supporta, non troneggia ma amministra, non punisce ma educa. Ed è quello che faremo”. È un trionfo. La platea della giovane sinistra esulta, finalmente un leader che assume l’eredità del mai troppo compianto Enrico Berlinguer.

E dalla platea l’ultimo striscione sancisce la consegna del virtualissimo alloro che lo incorona futuro fiore all’occhiello della sinistra italiana: “Grazie Gianfranco, con te We Can”.

Mentre il cuore d’Italia
da Palermo ad Aosta
si gonfiava in un coro
di vibrante protesta
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

1 Commento

  1. Gianni

    Si, ma non ditelo a Valter Gallo altrimenti lui lo propone davvero Gianfranco Fini a segretario del PD. Almeno fino a giovedi’ prossimo.

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