di Marco Simoni (da l’Unità)
Diciamo la verità: per come viene articolato, il tema del rinnovamento del PD ha stufato. E’ stantio. È noioso e parla solo ai diretti interessati. Inoltre, dal punto di vista tecnico, legato al dato anagrafico, è un problema superato, almeno nella forma. La segreteria nazionale e il gruppo parlamentare hanno età medie paragonabili, se non inferiori, a quanto si riscontra in altri paesi. Alcuni ricorderanno che nel Comitato Promotore del PD non sedeva alcuna persona sotto i 40 anni: era un problema di forma talmente enorme da impedire ogni altra considerazione. Liberi da ciò, è possibile concentrarsi sulla sostanza, discutere la direzione politica delle generazioni che si candidano a costruire il futuro.
Generazioni in senso stretto e non anagrafico, intese come persone che condividono esperienze simili ed elaborano visioni comuni, indipendentemente dall’età. Dovrebbe essere in tempo, il centrosinistra, per costruire una credibile alternativa alla destra entro le prossime politiche. Tuttavia, l’occasione delle europee, al momento, sembra persa. Berlusconi e Di Pietro personificano egregiamente le linee politiche dei loro partiti, pur nella truffa della loro candidatura di bandiera, sintomo di una concezione provinciale, miope e poco rispettosa dell’Europa. Il PD aveva l’occasione per plasmare le sue liste sulla linea, ottima, elaborata in Direzione Nazionale, da rendere viva e visibile. Vi sono poche candidature, tuttavia, in cui si riconosce quel misto di esperienza, competenza e freschezza in grado di rappresentare un impegno europeo alto e di prospettiva, capace di guardare avanti. Il dato politico dell’Europa degli ultimi dieci anni è infatti l’incapacità di andare avanti. L’immobilismo dal fiato corto non mette l’Europa in grado di affrontare la crisi economica e i problemi del tempo globalizzato: dal clima, alle migrazioni, alla povertà, ai fondamentalismi. Un’Europa all’altezza delle sfide servirebbe molto, invece, anche per rafforzare la legittimità delle democrazie nazionali. Non può non fondarsi su una visione Europea di lungo periodo l’identità di un centrosinistra vincente. Invece, nella costruzione delle candidature ha prevalso la necessità di uno scivolo morbido verso la pensione per politici che hanno esaurito la loro spinta propulsiva, accanto ad alcune improvvisazioni mediatiche. Una terza via, per la campagna e per dopo, si tenterà di tracciare a Piombino questo fine settimana. Alcuni dirigenti e militanti del PD, uomini e donne di mezza età che qualche buontempone chiama giovani, cercheranno di entrare nel merito della sostanza del rinnovamento, inteso in senso strettamente politico. Vista la portata della vittoria della destra, senza una linea politica nuova difficilmente basterà qualche persona nuova per impensierire gli eredi del Berlusconismo.iMille.org – Direttore Raoul Minetti




