Siamo tutti giustamente indignati per il fatto che Berlusconi che si faccia a casa sua l’organigramma dei principali concorrenti delle sue aziende. Cose da fuori di testa per qualsiasi Paese che si rispetti, ma ordinaria amministrazione da noi. Questa volta le vittime sono la libertà di informazione e la libertà d’impresa: sarà pure il Popolo della Libertà, ma di quali libertà questi stiano parlando, io ancora non l’ho ancora capito. Dal canto nostro, potremmo forse cominciare rinunciando unilateralmente a lottizzare la RAI la prossima volta che torniamo al governo. Tanto per cominciare a stabilire qualche differenza chiara e netta tra l’Italia del Signor B. e quella del PD.iMille.org – Direttore Raoul Minetti
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Bellissime parole, sicuro.
Ma.
Ma visto che siamo tanto prodighi di sanissimi principi, non si poteva cominciare a metterli in atto già dal mese scorso e rinunciare a partecipare alla solita ignobile spartizione delle poltrone?
S’è persa un’occasione, anche questa volta. Eppure il termometro dice da tempo che l’elettorato vuole VEDERE differenze, altrimenti per trovarle si continuerà a migrare da DiPietro.
Di buone intenzioni, ne abbiamo sentite troppe. Non potresti raccontarci cambiamenti che sono già avvenuti?
Anche piccoli sono meglio di ipotesi potrebbero avvenire in un ipotetico futuro in cui improvvisamente tre quarti della dirigenza cambiano all’unisono abitudini, attitudini etiche e morali, amore per lo stato, il futuro e il genere umano.
Ma la favola di al lupo al lupo, non se la ricorda mai nessuno?
Al governo, i tuoi colleghi ci sono stati fin troppo a lungo. Se fai parte di loro, ti devi fare carico dei loro errori e non puoi sperare di fare proposte che hanno ripetutamente disatteso ed essere preso sul serio.
Predicare la fine del dalemismo nel PD è qualcosa di tanto sognatore quanto predicare la fine del berlusconismo nel PDL. Auguri!
Vorrei leggere qualcosa sui contenuti delle discussioni. Posizioni, pensieri, idee, progetti. Magari attraverso questo sito. E noi possiamo partecipare al lavoro magari con questi commenti. Un saluto
ha ragione riccardodm.
Inutile criticare la propria parte politica, se poi ci si assoggetta alle decisioni che si dichiara non essere condivise. per esempio, come ti dichiari riguardo ai candidati moralmente non candidabili?, sei d’accordo? – no?
e se non sei d’accordo, allora che ci fai con il PD?
azz… messo il commento sul posto sbagliato… scusate