Europee, le preferenze ci sono

di Ivan Scalfarotto (lettera a Beppe Severgnini)

Caro Beppe, ho letto il tuo articolo sulle elezioni europee. Capisco perfettamente le motivazioni e gli obiettivi di chi pensa di non votare, ma credo che esistano strategie più efficaci per manifestare il proprio malessere. Mi capita spesso di sentirmi dire: «Ivan, sei in gamba ma non voterò te: la tua classe dirigente si merita una bella sconfitta, solo così deciderà di farsi da parte». Le loro insofferenze sono le mie, ma a chi mi dice quelle parole rispondo sempre: i dirigenti di cui parli sono per caso gli stessi del Pci al 30%, del Pds al 21%, dei Ds al 16%? E’ vero, nelle liste delle europee ci saranno diversi politici a fine carriera. Ma non ci saranno solo loro. Sai meglio di me come funziona: se un partito candidasse un’esperta di questioni comunitarie, magari trentenne e semisconosciuta, il suo nome finirebbe nelle anticipazioni dei quotidiani? Le europee sono l’unica tornata elettorale su scala nazionale nella quale sia ancora possibile esprimere delle preferenze, e il loro utilizzo è uno dei pochi modi rimasto ai cittadini per indicare una strada piuttosto che un’altra.

Come? Evitando di votare il sessantenne da pensionare a Strasburgo e premiando la trentenne di cui sopra, ad esempio. Sapevi che alle ultime europee solo poco più del 20% degli elettori ha indicato una preferenza, mentre si ha diritto a esprimerne ben tre? Ecco una battaglia che varrebbe la pena fare, piuttosto che quella per l’astensionismo. Le preferenze ci sono: usatele bene, usatele tutte. La politica italiana non se la passa benissimo, per usare un eufemismo. Ma non sono tutti uguali. Non è vero che Bassolino sarà candidato. Non è vero perché il Pd – unico partito in Italia a farlo – ha vietato candidature multiple e di persone ineleggibili perché già sindaci, presidenti di provincia o di regione. Stavolta possiamo scegliere; dobbiamo scegliere. Piove, è vero, ma dire che grandinerà non farà sì che le cose migliorino da sole. Con stima.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

5 Commenti

  1. Valter Ballantini

    Bravo Ivan, bella proposta. Farò tutto quanto è nelle mie possibilitá per diffonderla.
    Per favore facciamo i nomi per tutte le circoscrizioni.

  2. Andrea Ballabeni

    Bravo Ivan, ben detto.

    Si usino le preferenze e le si usino tutte. I cittadini hanno la possibilita’ di scegliere i candidati migliori in base alle loro capacita’ politiche e professionali ed indipendentemente dalla loro eta’, dal loro sesso o dal loro orientamento sessuale. L’unico modo per migliorare le cose e’ sempre quello di scegliere i migliori ed evitare di seguire gli istinti qualunquisti.

    Andrea

  3. argodiano

    Certo che per quelli come i “Mille” hanno sempre sostenuto le “primarie”, deve essere un bel colpo avere un condidato per le europee deciso dal vertice e lavorare per sostenerlo.
    Ma! pazienza.
    Nel concreto, le qualità politiche e professionali dei candidati NUOVI chi le conosce? Non si aspetti il periodo di campagna elettorale per ..Mostrare la faccia, esporre le idee, proporre nuovi stili di comunicazione. Chi vuole rappresentare una nuova stagione del PD inizi a far visita ai CIRCOLI teritoriali. Devono consumare tante paia di scarpe, litri di carburante per girare e incontrare le facce e le menti dei Democratici impegnati, solo così si può sperare in qualche risultato concreto con le preferenze, altrimenti contro i soliti noti la battaglia è persa in partenza, e non per colpa degli elettori.

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