di Valter Gallo e Carlo Traina
Tra gli aggettivi, in alcuni casi impietosi, con i quali Debora Serracchiani ha definito i dirigenti del PD, c’è ne uno che è risuonato particolarmente calzante, soprattutto alla luce di cosa “non” è avvenuto dopo il suo intervento all’assemblea nazionale dei circoli: inadeguati.
Chi ha seguito appena un poco le cronache degli ultimi giorni, sa bene che Debora ha invaso il web con citazioni e contatti, ha suscitato l’interesse di quotidiani italiani ed esteri e Daria Bignardi non se l’è fatta scappare invitandola immediatamente nel suo nuovo programma l’Era Glaciale. Insomma: una instant celebrity, come l’ha definita il Corriere della Sera.
Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta in fondo di un successo “virtuale”, amplificato – come sempre avviene – in quel mondo tanto diverso dalla realtà (questo è quello che pensano molti tradizionalisti) che è internet. Invece. basterebbe rivedere la registrazione del suo intervento all’assemblea dei circoli e contare le volte che le sue denunce sono state interrotte dagli applausi: più di 30 volte, in alcuni casi vere e proprie ovazioni con i delegati in piedi a urlare la propria approvazione. Coloro che applaudivano erano coordinatori di circoli, iscritti e militanti, che finalmente sentivano dire da una di loro cose ovvie, sentite e risentite ogni momento da militanti ed elettori delusi.
A leggere i commenti che a centinaia hanno messo sul profilo di Debora su Facebook, si ha netta la consapevolezza che la piccola avvocatessa di Udine rappresenti il miglior spot per la rinascita del PD e che possa aiutare il partito a riconquistare la credibilità andata progressivamente scemando dal discorso del Lingotto di Veltroni in poi.
Peccato che a via delle Fratte tutto questo sembra sfuggire, se è vera la risposta che Debora Serracchiani ha dato durante l’intervista a Daria Bignardi: nessun dirigente del PD ha sentito il bisogno di fargli una telefonata dopo il suo intervento neanche per domandargli se le interessasse avere un ruolo, in questa fase di rilancio progettuale, all’interno delle prossime assemblee dei circoli. Mah, magari, come Belushi in Blues Brothers, avranno avuto qualche impedimento: ” .. è crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa miaaa!”iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Personalmente non fui particolarmente colpito dal suo intervento, ma molto di piu’ da quello di Beatrice Biagini.
@ Giuseppe: di interventi “validi” ce ne sono stati diversi, oltre a quelli di Debora, e Beatrice è sicuramente tra questi, per l’analisi lucida e ugualmente spietata.
La cosa però che a me ha colpito veramente (e l’abbiamo infatti sottolineata nel post)è stato l’atteggiamento degli altri delegati durante l’intervento di Debora: come se si sentissero finalmente “liberati” da un rito in cui fosse obbligatorio seguire i soliti schemi. In questo Debora ha avuto la capacità (non riuscita ad altri che pure hanno detto cose condivisibili e molto vicine alla visione che che poi ha dato Debora) di fare scattare la molla della parteciopazione corale alla denuncia.
Un leader.
Stiamo (inconsapevolmente?) ricercando un leader a cui affidare le nostre speranze di “VITTORIA”.
Deve “bucare il video”, deve parlare bene, deve essere giovane o giovanile, deve essere una “bandiera” per ogni occasione.
Ma…. un momento. Ma questi sono valori democaratici e progressisti?
No Argodiano, il senso del post non è quello che dici te: non cerchiamo una semplice star capace di “bucare il video”, nè una “bandiera per ogni occasione”.
Qui si è voluto (semplicemente?) segnalare la presenza “concreta” di quel PD che molti elettori vogliono e non hanno trovato fino ad ora.
Debora non è il leader che cercavamo: è il PD che cercavamo e che cerchiamo. Mi è difficile spiegare la (non) sottile differenza, ma spero che ora sia più chiaro.
In quanto ai valori democratici e progressisti, io credo che nell’interventio di Debora ne siano stati indicati diversi.
L’ infantilismo e l’inconsistenza di Debora Serracchiani (una onesta segretaria di circolo, leggermente sotto la media in termini di qualita’ della analisi politica) e’ superata solo da quella dei sui fans.
Ha ragione Argodiano. Questa ossessione per l’ uomo (o la donna) della provvidenza che fara’ risorgere la sinistra (Veltroni, Soro, la Serracchiani…ma prima ci sono stati Cofferati, Berlinguer il fratello, Moretti, Rutelli, oh yes) non ha niente di sinistra. Anzi, e’ proprio la negazione di tutto cio’ per cui e’ nato il partito democratico. E’ la scorciatoia para-autoritaria di chi e’ incapace di fare politica, non sa decidere da se’ e cerca qualcuno che lo faccia per lui. E’ la politica di chi non saprebbe usare la democrazia nemmeno se gliela spalmassero sul pane con il burro. E’ quanto di piu’ berlusconiano si possa immaginare: nessun dubbio che piaccia quindi agli ex radicali.
Concordo con l’analisi di Carlo, è inutile che stiamo qui a farci tante seghe se questo sia berlusconiano o no – scusate la franchezza – il fatto è appunto che dalla direzione PD nessuno ha “sfruttato” politicamente la new entry Debora e il consenso che ha riscontrato. Della serie che l’ottimo Dario&co non hanno il minimo senso della comunicazione, vanno bene le denunce e l’opposizione contro Berlusconi ma bisogna anche comunicare positività e volti nuovi all’elettorato, e se non sisbrigano anche questa chance verrà persa. Saluti.
… Per la cronaca (e per Gianni): non sono mai stato Radicale. Certo, se fossi costretto a fare i paragoni, per quanto riguarda il PD, tra una “Debora” e un “Gianni” , il rischio di diventare radicale potrei correrlo.
Precisato che la Serracchiani è la coordinatrice del PD di Udine, oltre che consigliere provinciale del capoluogo friulano, bisognerebbe chiarire una questione: questa persona, per l’attenzione suscitata con le opinioni espresse, soprattutto verso i “delusi” del PD, è una risorsa o è un problema?
Sembrerebbe che molti, visto il clamore e le migliaia di riscontri solo su facebook, siano convinti della prima ipotesi, alcuni sempre gli stessi e sempre più isolati, optano per la seconda.
Debora Serracchiani e’ una risorsa, ovviamente, come migliaia di altri coordinatori di circolo ed amministratori locali, diversi dei quali (ne conosco personalmente) molto migliori di lei sia sul piano comunicativo che (sopratutto) su quello della proposta politica.
Chi confonde il clamore con il consenso e la societa’ con facebook non e’ invece ne’ una risorsa ne’ un problema: e’ semplicemente qualcuno che non ha capito molto ne’ del consenso, ne’ della societa’. E nemmeno di facebook, direi. Sono certo che se frequentasse di piu’ di i circoli troverebbe dei coordinatori che gli potrebbero spiegare bene tutte e tre le cose. Ne conosco personalmente.
Sempre per la cronaca (e sempre per Gianni).
Non capisco perchè, ogni volta che si parla di Internet, si risponde al solito modo: “andate nei circoli, frequentate il “territorio”, parlate con la gggente”.
Come se le due cose fossero contrapposte e non fosse possibile fare l’uno e l’altro.
Io – ad esempio – sono stato nel coordinamento del mio circolo territoriale. Alla fine mi sono dimesso per motivi che non sto qui a elencare, ma continuo a partecipare a molte iniziative nei circoli romani. Sono stato negli ultimi mesi(e quindi ho conosciuto i coordinatori) dei circoli PD Parioli, Alberone, Donna Olimpia … e mi fermo qui. Conosco quei circoli, ti posso dire quali manifesti sono appesi alle pareti, che tipo di sedie anno, le “facce” di chi le frequenta, ripetere le discussioni che ho fatto con loro, ecc.
E’ veramente così grave se – oltre a questo – si cerca di fare politica ANCHE (Anche … Gianni … Anche) nel territorio di Internet?
Ho visto in diretta l’intervento di Debora, mi sono felicemente commosso.
Persone come Debora sono SICURAMENTE delle risorse, indispensabili al PD.
La mia preoccupazione deriva dalla sensazione che provo nella lettura dei sondaggi, nella lettura degli interventi (tanti). Il Popolo della sinistra è come annichilito dalle sconfitte elettorali e si ritrae (non voto) accusa i propri dirigenti (anche se da poco osannati) insomma si dimostra non all’altezza della propria missione DEMOCRATICA: realizzare tramite la PARTECIPAZIONE un grande progetto per il futuro del paese, declinarlo in formule semplici e sul quale chiedere il consenso degli elettori (utilizando tutti gli strumenti leciti, tecniche di comunicazione ecc.).
La scorciatoia Berlusconiana (un uomo solo al comando)anche se “buca il video” non dovrebbe appartenere a nessuno del popolo democratico.
INTERNET rimanga sempre di più un “territorio” da frequentare.
scusate il post un pò lungo.
Carlo, non sono io a contrapporre internet e circoli territoriali: e’ Gallo che dice che chi non osanna la Serracchiani e’ isolato, visto il “clamore” che questa ha ottenuto su facebook.
Io incoraggiavo a frequentare di piu’ i circoli territoriali perche’ a me e’ capitato di incontrare dirigenti di base molto piu’ bravi e preparati di Debora Serracchiani, la quale, ripeto, non fa altro che mettere in fila una serie di scontate e scoraggianti banalita’. Saro’ stato fortunato, non so cosa dirti.
Infine, ribadisco il concetto che anche agordiano ribadisce: non c’e’ niente di piu’ berlusconiano dell’ idea dell’ uomo della provvidenza. Gallo, che di uomini e donne della provvidenza ne trova uno alla settimana, e’ una vittima di questa spiacevole sindrome, che colpisce particolarmente chi e’ rimasto esposto in passato a partiti padronali come Forza Italia, di Pietro o i Radicali.
Io ho sentito in diretta l’intervento della Serracchiani (scusate, ma l’abitudine, invalsa a sinistra, di chiamare per nome le personalita` politiche di sesso femminile come fossero la propria sorella non mi e` mai piaciuta) e a me e` piaciuto molto, mi ha colpito ed entusiasmato sul momento. Al contrario di Gianni non la considero vacua e condivido le cose che dice, ma al contrario di Valter e Carlo non la valuto piu` che una delle tante risorse, non certo la stella polare da seguire come leader del futuro. In proposito condivido totalmente (a parte la faccenda del nome…) l’analisi che ne ha fatto Giovanni Filatrella su PDObama:” Debora non ha detto nulla di nuovo, una buona sintesi ma se trascrivete l’intervento e lo leggete nella testa non vi appassiona più di tanto. Ma fare politica non significa dire cose straintelligenti (per quelle ci sono i Sartori, i Berselli, Marx per i nostalgici, e Prodi se fosse per l’intelligenza delle cose che diceva doveva prendere il 94%, altro che 24000 voti in più) ma trascinare le persone. In un sistema democratico vinci se coinvolgi, non se dici la roba più intelligente del pianeta. Debora è stata bravissima a dire cose ragionevoli e giuste e ad appassionnare le persone. Dovremmo imparare, che poi non è neanche impossibile, chessò aprire il discorso con osservazioni meterologiche (“fa freddo qui”) si sa che è la cosa giusta, il buon Eco lo fa dire a Frate Guglielmo quando deve fare il suo discorso politico sul papato e l’impero. Insomma, la Debora è la prova che la politica è roba per gente professionale, non per improvvisatori. Altro che giovani e novità”.
Ah dimenticavo, come argodiano temo fortemente che ci sia piaciuta tanto perche` “funizona” televisivamente e questo per un partito che si chiamo PD e non Publitalia mi fa un po’ paura…
Per quello che può servire, il sottoscritto non ha mai ricercato uomini o donne della provvidenza ma, semmai, segnalato persone, delle risorse, in grado di dare un valore aggiunto al progetto del PD. Tutto il resto è noia o burzate .. isolate!
Provo a prendere la questione da un altro punto di vista. Alla domanda “qualcuno del PD si è fatto sentire?” lei poteva rispondere “chi? Il PD sono anch’io, sono un dirigente dei circoli, non ho bisogno di chiamate dall’alto per sentirmi importante.” Non possiamo lamentarci della cooptazione come metodo di selezione della classe dirigente, e poi chiedere che i dirigenti nazionali offrano posti di riguardo alla prima militante che ha un momento di popolarità.
A me il discorso della Serracchiani è piaciuto. Come detto da altri, ha detto cose piuttosto ovvie, non ha fatto nessuna analisi originale, ma si è fatta ascoltare ed applaudire, senza bisogno di alzare i toni. E questo non è poco. Ora ha guadagnato un minimo di popolarità, che potrà alimentare e sfruttare per portare avanti le sue idee, magari a un livello più alto di quello in cui si trova ora. Se per una volta la spinta dal basso prevalesse sul traino dall’alto, credo avremmo fatto qualche passo verso l’idea di PD che abbiamo in mente.