Una delle cose che non sono davvero mai riuscito a digerire, tra le molte, della breve legislatura 2006-2008 è il fatto che il centrosinistra allora al governo non fece mai quella legge di un articolo solo che avrebbe dovuto dire più o meno: “Art.1 – La legge elettorale cosiddetta ‘Porcellum’ è abrogata. Con effetto immediato rivive la legge elettorale precedente cosiddetta ‘Mattarellum’”. Proprio immediatamente prima delle primarie del 2005 tutta l’Unione si era riunita a Piazza del Popolo (100 mila persone o giù di lì) per protestare contro il colpo di mano che aveva portato all’approvazione della “porcata” calderoliana. Eppure, vinte le elezioni, si è traccheggiato, negoziato, mediato, ricattato, cercato di far tutti contenti fino ad essere costretti a reiterare la porcata anche nel 2008, liste bloccate incluse. Ed è anche per quell’indignazione che quando Giovanni Guzzetta lanciò la raccolta di firme per i quesiti referendari gli promisi il mio appoggio e il mio sostegno. In questo momento Berlusconi e soci, tanti dei quali quei referendum hanno sottoscritto, stanno cercando di affossare i referendum elettorali collocandoli in una data impossibile, anche a costo di affontare un colossale spreco finanziario (tanto si sa che “la crisi c’è ma non è tragica”). Bene che Franceschini abbia preso una posizione chiara su questo tema e che 50 parlamentari del PD si siano schierati a difesa dell’election day: se non che viene immediatamente da chiedersi dove siano finiti tutti gli altri nostri parlamentari.
iMille sono con Guzzetta, col referendum, contro questa legge elettorale assurda e contro questa incredibile, ulteriore, sinistra manovra contro la nostra democrazia.
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Ivan, questo e’ un punto gravissimo, su cui dovremmo davvero lavorare come comunicazione per sensibilizzare la gente.
L’assurdo e’ che si arriva a spendere di piu’ per far fallire un referendum, ossia per inibire uno strumento basilare del processo democratico.
Posso capire che la si pensi diversamente e ci si attivi per far vincere il no, ma che si voglia raggiungere l’obiettivo, non facendo raggiungere il quorum e’ la chiara dimostrazione di come la sensibilita’ democratica in Italia stia venendo meno.
Nel mio circolo (PD Balduina) noi ci faremo sentire!
SI
Marco
Caro Ivan
quella breve legislatura non ha abrogato la legge nè parti di essa. Dmandiamoci perchè però!
Viene da pensare che le liste bloccate facciano comodo a tutti. Ma a tutti tutti.
Anche io sto con Guzzetta, ma mi domando perchè manchi il quesito per l’abrogazione delle liste bloccate ed il ritorno alle preferenze.
Poi ci lamentiamo che le liste arrivano dall’alto e non sono rappresentative…
Francesca
[...] Marzo 2009 · Nessun Commento Condivido Ivan parola per [...]
Francesca, credo che sia per motivi giuridici e legali.
Il referendum è solo abrogativo e non può lasciare un campo essenziale del diritto con una legge non-funzionante: è impossibile quindi introdurre la parola “preferenze” ed il loro funzionamento o cancellare il concetto “liste bloccate” perché si avrebbe una legge non più funzionante e la Corte Costituzionale avrebbe bloccato il quesito.
Posso sapere perché si ripete come un mantra di sostenere questo referendum elettorale e non si risponde alle critiche di merito poste da quei costituzionalisti che sostengono che la legge elettorale Guzzetta manterrebbe le liste bloccate e sarebbe meno democratica della Legge Acerbo, assegnando il 55-60% dei seggi alla lista di maggioranza relativa? Perché vuoi dare al PDL un governo monocolore del 60%?
…non che il mattarellum fosse questa cosa fantastica…anzi..
è però fondamentale lottare per il ritorno delle preferenze!Il PD dovrebbe essere compatto per questa battaglia
[...] 9, 2009 Il Crinale si associa alla battaglia del comitato per il referendum contro la porcata che il governo vuole fare, cioè spostarlo rispetto alle prossime elezioni [...]
Dove sono gli altri? Gli altri parlamentari ringraziano ancora il porcellum perché senza di esso starebbero ancora ad arruffianarsi i capi…
Anche a me sta legge elettorale non piace. Soprattutti per l’aspetto delle liste bloccate. C’è da dire però che non è vero che è una legge ad hoc per creare l’ingovernabilità come disse a suo tempo la sinistra. Berlusconi infatti ha stravinto ed ha una maggioranza blindata!!!
Putroppo sono anche convinto che per la maggioranza degli italiani la legge elettorale sia l’ultimo dei problemi, e non solo in tempo di grave crisi economica, proprio in generale.
L’unico tasto da battere e ribattere a parer mio è quello del risparmio che si avrebbe accorpando le elezioni in un election-day, evidenziando l’entità di tale risparmio, sottolineando che tali risorse andrebbero per…. (da definire, ma benzina alle volanti della polizia, un incentivo per il rimpatrio di stranieri disoccupati, altri 10 euro a testa per social card andrebbero bene, purchè iniziative tangibili). Poi se una volta accorpate le votazioni il referendum perde o non ha quorum, avrà deciso il popolo bue, ma cmq sovrano.
Però, dico io se rimangono le liste bloccate, si provi a far passare il concetto che la responsabilità dei parlamentari è di chi li ha messi in lista. Se ci sono poche donne, colpa di Berlusconi; se ci sono pochi giovani, colpa di Berlusconi; se ci sono dei corrotti colpa di Berlusconi!
Purtroppo per fare ciò bisogna prima essere puliti noi (del PD) e invece non siamo proprio senza peccato! Vero che è meglio un ottantette davvero liberale ad un giovane plagiato ed asservito, ma questo è il primo governo da anni in cui vedo facce nuove e giovani e mi rode dover dire che è “merito” di Berlusconi!
Angelino Alfano per esempio sarà anche solo un tirapiedi che fa tutto quel che può per aiutare il capo nei suoi guai giudiziari presenti passati e futuri, ma passa per essere una faccia nuova; se ci aggiungete poi che il contraltare più recente per la Sx era Mastella, ecco che il nuovo ministro pare quasi un gran passo avanti, mentre, lo sappiamo, è solo il curatore fallimentare della giustizia italiana per conto di Berlusconi.
C’è una bella differenza fra una legge che premia una coalizione al 46%
dandogli il 55% dei seggi ed una legge che invece può attribuire il 55%
dei seggi ad un unico partito, attualmente al 37%. Inoltre se questo partito
imbarcasse in coalizione Lega e/o UDC, che avrebbero interesse a evitare la
soglia di sbarramento, i loro seggi andrebbero detratti dal 45% pur essendo
coalizzati col PDL, per cui i seggi riservati alla opposizione diverrebbero
ancora meno del 45% attualmente garantito e potremmo avere una maggioranza
anche del 70%….
Il referendum non poteva che avere il compito di tenere sotto pressione i partiti e spingerli a fare una nuova legge,compresa la reintroduzione delle preferenze.
Dopo la batosta infertaci dal Berlusca e,soprattutto,la realizzazione di una maggioranza netta e soverchiante non c’è una ragione per insistere per un referendum che non può che darci una legge addirittura peggiore e veramente pericolosa per questa democrazia già messa a dura prova.
E senza restituirci le preferenze.
Lo dico a malincuore.Questo referendum con i suoi problemi a suo tempo l’ho firmato ma purtroppo ha mancato quello che ritenevo il suo vero obiettivo.
Ciao
se iMille stanno col referendum, personalmente non me la sento di stare con iMille: se passasse il referendum che assegna il 55% dei seggi al primo partito, questo significherebbe consegnare il paese a Berlusconi ancora più di quanto non sia stato fatto alle ultime elezioni. Se questo è il nuovo che avanza, siamo alla canna del gas…
La cosa davvero grave è la posizione dei Mille sul referendum elettorale. La seconda cosa davvero grave è che nessuno dei Mille si prenda la briga di spiegare a questi commentatori qui su perché iMille stanno col referendum elettorale. Scoccia dirlo, ma siete inadeguati alla politica.
“Scoccia dirlo, ma siete inadeguati alla politica.”
La pagella dobbiamo farla firmare dai genitori?
Dobbiamo lottare ALMENO per il ritono delle preferenze!”!!
Pierino no, ma sarà difficile che riprendiate il mio voto. E non solo il mio, grazie anche a risposte come la tua.
I Mille possono appoggiare o meno il referendum: anche se mi sembra assai coerente con la voglia di chiarezza che anima i Mille, appunto, appoggiarlo.
Non capisco pertanto chi si scandalizza, come Anellidifumo. Qui non si tratta di discutere del bene o del male del referendum, ma di avvallare o meno uno spreco di 400 milioni di euro per affossarlo. Se tanti sono convinti del danno che il referendum può fare, votino no. Non si può, invece, ricorrere a mezzi non solo antidemocratici, ma sciaguratamente spreconi. Non so con che faccia gli elettori del Pd potrebbero andarsene in giro, a spiegare ai cassintegrati che sono stati buttati via 400 milioni di euro per lasciare in vita il Porcellum.
Una notazione a margine, rivolta a chi distribuisce patenti di sapienza politica.
Tutti sanno che la modifica di una legge elettorale in corso di legislatura tende, per sua natura, a delegittimare gli eletti in carica. Non vedo cos’abbia da perderci, la sinistra, da una simile dinamica, che inoltre aprirebbe ampie falle nella stabilità della coalizione al governo (leggi: Lega).
Giovanni, premesso che io già detto e scritto che secondo me il referendum elettorale si deve tenere nello stesso giorno delle elezioni europee (non solo per evitare lo spreco di soldi, ma anche perché non mi piacciono i sotterfugi per evitare i quorum dei referendum), il punto è che scrivere come fai tu: “Tutti sanno che la modifica di una legge elettorale in corso di legislatura tende, per sua natura, a delegittimare gli eletti in carica. Non vedo cos’abbia da perderci, la sinistra, da una simile dinamica” significa non avere capito CHE COSA COMPORTEREBBE il referendum elettorale.
LA FINE DELLE COALIZIONI. Dando il 55-60% dei seggi alla LISTA (e non alla coalizione) arrivata con un voto in più (ossia: il PDL, senza UDC e senza Lega, a meno che queste non decidano di essere assorbite dal PDL, cosa improbabile ma non impossibile), avremmo che il 60% dei parlamentari sarebbe NOMINATO DIRETTAMENTE da BERLUSCONI.
La Sinistra in Parlamento non c’è più e non ci sarebbe nemmeno dopo, o magari ci sarebbe se superasse il 4%. Non ce ne frega niente di questo. Il punto è che oggi il PDL per governare ha avuto bisogno di un’alleanza con la LEGA, domani, grazie al referendum che sostenete voi, avrà la possibilità di avere un GOVERNO MONOCOLORE.
Una legge meno democratica di questa l’Italia non l’ha mai avuta, nemmeno ai tempi della Legge Acerbo (1923). In confronto la “legge truffa” della Dc, che non scattò per un niente, era un esempio di democrazia rappresentativa.
IMille non accettano il discorso nel MERITO della questione, rifiutando il confronto politico. Siete dunque voi che vi auto-ponete come inadatti alla politica, se è vero che questa è soprattutto confronto con chi ha idee differenti dalle proprie.
Qui per approfondire il MERITO delle conseguenze del referendum elettorale: http://anellidifumo.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1488255
Capisco benissimo le tue obiezioni, e del resto non ho mai detto di essere a favore del referendum. Mi pare che siamo d’accordo su due punti importanti: 1)questa legge elettorale, così com’è, non va bene: 2)se il referendum passasse, si verificherebbero sconquassi nell’attuale maggioranza. Da tale ultimo punto, all’automatica vittoria del Pdl con poteri autocratici di Berlusconi, tu dimentichi il possibile ruolo di Lega e Udc (e forse anche di qualcuno in AN). E’ evidente che sia Lega che Udc avrebbero tutto da perdere, da una tale ipotesi: e non mi stupirei quindi di assistere a tentativi di riforma della legge elettorale in extremis. Molti di coloro che hanno appoggiato il referendum l’hanno fatto proprio per questo. Perchè la situazione dovrebbe essere diversa dall’anno scorso? E’ la stessa, a parti invertite.
Rimango dell’idea, ma anche su questo siamo d’accordo, che il modo migliore per cassare gli effetti del referendum sia un bel NO sulla scheda. Ma qualcosa mi dice che tutta l’opposizione, Lega e Udc riuscirebbero ben prima di giugno a trovare un accordo per una nuova legge elettorale. Mi pare che quests sia un’ipotesi talmente probabile da non richiedere un John Nash.
Giovanni, per riformare la legge elettorale in Parlamento, occorre avere la maggioranza del voto dei parlamentari.
Dal momento che il PDL e il PD sono favorevoli all’esito del referendum elettorale, non vedo come Lega e UDC e IDV possano, da soli, far passare una legge elettorale in Parlamento. Tu fai ipotesi di sconquassi nel PDL, per arrivare a quel risultato parlamentare, ma secondo me sono ipotesi irrealistiche. I parlamentari del PDL hanno tutto l’interesse a che il referendum passi così com’è, ben sapendo che una legge elettorale fatta in Parlamento non sarebbe così vantaggiosa per il PDL quanto ciò che deriverebbe dal referendum stesso.
In ogni caso, grazie per il confronto di opinioni. Tra iMille sta diventando una vera rarità questo genere di cose.
Giovanni, faccio infine notare che se non erro tu ti sei espresso per il NO al referendum elettorale, come me. Mentre iMille appoggiano il SI.
E’ una gran bella differenza, quella tra NO e SI, non sei d’accordo?
Giovanni, tu scrivi: “Perchè la situazione dovrebbe essere diversa dall’anno scorso? E’ la stessa, a parti invertite.”
E no. ‘E molto diversa purtroppo: perchè l’anno scorso, con la maggioranza di centrosinistra, c’era un governo Prodi già caduto e “ripescato” 2 volte (ricordate?)e pericolante ad ogni voto, con una coalizione di micropartiti in cui ognuno, anche Mastella, bastava a farlo cadere determinando così le elezioni anticipate (come poi è avvenuto).
E c’era invece un PD appena nato, bisognoso di consolidarsi con una iniezione di bipolarsimo nel sistema.
In quelle condizioni c’era un attore (il PD) che aveva interesse a prendere l’iniziativa della riforma elettorale facendo pressione sui “cespugli” con la minaccia dell’esito del referendum; e c’erano i “cespugli” appunto interessati ad evitare quell’esito e perciò disposti a trattare la riforma.
Oggi invece abbiamo un governo Berlusconi con una magioranza ampia e salda che non ha bisogno di nulla, se non di non crearsi rogne inutili.
E una Lega che si, non vede di buon occhio un eventuale vittoria del referendum, ma che è impensabile possa “rompere” con Berlusconi per quello, quando è lì,lì per raggiungere il sospirato federalismo. E, per di più, quando, ad ogni elezione, rebus sic stantibus, continua a mietere successi: perchè cambiare? la Lega non è Mastella oggi e non ha nessun interesse a fare il Mastella.
In definitiva:oggi manca un attore interessato a prendere l’iniziativa della riforma, e che abbia una capacità di pressione sugli altri, perchè Berlusconi, a differenza di Veltroni l’anno scorso, non ha interesse a farlo, le cose gli vanno già troppo bene così!
Avrebbe interesse a proporrre una riforma in parlamento il PD, certo, solo che non ha alcun potere di pressione sugli altri.
Quanto alla Lega essa non è tanto interessata ad una nuova legge elettorale: con questa ha avuto ottimi risultati! non per niente l’ha fatta Calderoli. La Lega ha interesse solo a che il referendum non muti la situazione attuale.
Perciò anche la Lega, se Berlusconi non sostiene un’iniziativa di riforma, non farà un bel nulla: a lei basterà che la PDL non sostenga il referendum.
Difatti questo è l’accordo sottobanco che hanno e il cui frutto evidente è stata la proposta di votare il referendum in data a se stante.
In ogni modo io la metterei così:
-sacrosanto l’accorpamento referendum-elezioni
-se lo fanno, può anche darsi che si muova qsa perchè aumenterebbero le probabilità di successo del referendum
-allora stiamo a vedere se si fa qsa prima
-PERO se non si fa qsa prima, e si va al referendum e basta, a quel punto bisogna votare NO, essendo già fallito il possibile scopo utile del referendum