Non dimentichiamoci del mondo.

Di Giuseppe A.Veltri.

mondoE’ da sempre una carenza della politica italiana quella di concentrarsi sull’Italia perdendo di vista il resto del mondo. La politica italiana è provinciale perchè non riesce ad elaborare e confrontarsi su una visione strategica del nostro Paese nel mondo ed in Europa.

Sottovalutiamo constantemente le nostre capacità diplomatiche e di partner economici, in Europa contiamo poco e nulla, come nel Meditterraneo, in Nord e Sud America, Africa, Medio ed Estremo Oriente. Le nostre relazioni con il resto del mondo sono una piccola frazione del potenziale che potremmo avere.
Siamo stato sorpassati da Francia e Spagna nella promozione turistica delle loro bellezze, l’Italia non ha fatto praticamente nessuna campagna di promozione a livello unitario nei paesi su cui potremmo avere un mercato.
La difesa del made in Italy, la stipulazione di accordi scambi tecnologici e scientifici sono quasi sempre esercizi di vuota retorica protocollare che rimangono sulla carta.
La lista dell’assenza dell’Italia dallo scenario mondiale potrebbe continuare per molto e la risparmio.
Quello che manca più di tutto è una visione del ruolo geopolitico dell’Italia nel mondo, essendo consci che il peso del nostro paese si riduce sempre di più.

L’attuale classe politica italiana non sembra essere in grado di questo compito, avendo fallito nelle occasioni degli ultimi anni. Il PD non fa alcuna differenza, le persone che si occupano di politica estera sono poche e persino l’identità politica del partito a livello internazionale non è stata ancora definita, a 90 giorni circa dall’elezioni europee.
Non sono all’altezza, quindi. Si parte dall’incredibile rarità di parlare e scrivere in inglese da parte dei nostri leader politici di qualsiasi schieramento essi siano, incapaci di prendere la parola senza un traduttore all’estero o di scrivere un articolo su Foreign Affairs per spiegare al resto della comunità internazionale qual’è la posizione dell’Italia su un dato tema geopolitico. Durante le primarie democratiche prima e le elezioni presidenziali dopo, i candidati a turno esposero le loro idee di politica internazionale su quella che non è propriamente una vetrina senza contraddittorio, essendo la preferita dagli esperti mondiali di relazioni estere e geopolitica.
Da parte nostra, ricordiamo tutti l’imbarazzante Rutelli del video promozionale per il turismo italiano, il sgarrupato inglese di Prodi (a cui va dato atto dell’umiltà di mettersi ad imparare), o le performance linguistiche di Berlusconi, Frattini, ecc.

Le prossime elezioni europee possono rappresentare un occasione per iniziari ad occuparci del mondo, iniziando da ciò che più ci riguarda, vale a dire l’Unione Europea. Dovremmo rigettare apertamente ogni tentativo di riciclaggio di politici nostrani che essendo stati sconfitti, inquisiti o semplicemente rimasti a bocca asciutta nella spartizione delle poltrone siano presentati nelle liste europee. Dovremmo chiedere quali competenze essi abbiano per rappresentarci in ambito internazionali e quali idee, progetti e proposte abbiano per migliorare la nostra vita e la nostra presenza in sede europea.

Dovremmo chiedere che alle prossime elezioni europee, si presentino dei candidati con un profilo europeo e preferirli ove questi vi fossero. Dovremmo, insomma, imparare ad essere cittadini italiani che si ricordano di vivere nel mondo ed in Europa. Anche perche ignorarlo non è da tempo un opzione possibile.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

4 Commenti

  1. marco de allegri

    Condivido e sottoscrivo! Piccola proposta pratica: E se chiedessimo che i candidati del PD alle europee avessero almeno una buona conoscenza parlata e scritta della lingua inglese?

  2. … e se almeno chiedessimo a chi scrive su questo sito di avere una buona conoscenza parlata e scritta della lingua italiana? Come pretendete di fare politica, quando scrivete in modo volutamente astruso e infarcito di errori? Se posso permettermi, sarebbe forse più intelligente usare una lingua più piana, ma mettere l’apostrofo là dove serve.

    Ciò detto, condivido in pieno il giudizio negativo sulla classe dirigente del PD. Non è un segreto che, come tutte le burocrazie ossificate, non premi i migliori, ma i raccomandati: tiene a bagno Scalfarotto e Marta meo, e invece promuove una nullità come Marianna Madia!

  3. G.V.

    Lorenzo,
    hai ragione, l’articolo e’ al massimo una bozza, ma ti prego di tenere in considerazione che noi tutti scriviamo nei piccoli ritagli di tempo che abbiamo. Io, ad esempio, ho scritto questo post martedi a mezzanotte. A questo aggiungi che il blog non ha una redazione ma solo volontari che fanno quello che possono.

    Se incorro spesso in refusi, forme contorte e via dicendo, ne chiedo venia ma chiedo anche la vostra comprensione. Quanto al tema del post, non ti preoccupare, l’italiano non e’ una lingua di lavoro ufficiale della Comunita’ Europea e non miro certo ad essere un candidato o rappresentare nessuno.

  4. Francesco Papini

    Condivido in pieno il senso del post, anche se mi sono cadute le braccia a leggere la proposta di Marco de Allegri: ingenuamente pensavo che almeno a questa piccola condicio sine qua non ci fossimo gia’ arrivati…

    Mi permetto poi di linkare un breve commento presente sul sito di Limes, in cui si evidenzia come le nostre missioni militari all’estero non siano non solo supportate da una adeguata visione politica d’insieme, ma manchi addirittura la nostra volonta’ di ottenere contropartite (politiche o economiche) per l’impegno (talvolta purtoppo fino alla morte) dei nostri militari: http://temi.repubblica.it/limes/politica-estera-e-operazioni-militari/
    E pensare che il piccolo Piemonte di Cavour era andato in una missione internazionale “in capo al mondo” (la Crimea) proprio per poter poi ottenere voce al tavolo dei grandi…

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