Sembra di esser tornati a quasi un anno fa quando durante la campagna elettorale per le politiche veniva dato molto risalto alle violenze sulle donne che avvenivano in Italia e spesso a Roma. Su quei tristi avvenimenti il PdL a livello nazionale e soprattutto a Roma aveva fondato parte della sua campagna elettorale. I loro slogan, in estrema sintesi, affermavano che con il centro-sinistra c’era più permessivismo, meno controllo, in una parola meno sicurezza e che con il centro-destra alla guida del paese e della Capitale tutto sarebbe cambiato. Le notizie di questi ultimi giorni sembrano smentire quegli slogan e a mio modesto parere anche le prossime iniziative strombazzate sui media a quello si ridurranno: slogan senza effetti.
Uno dei provvedimenti che leggo saranno adottati è quello di dare maggiori risorse alle forze dell’ordine, anche se pare che da una parte si dia e dall’altra si tolga. Secondo non è così che la situazione cambierà. Le forze dell’ordine mi sembra che facciano già un buon lavoro e molto spesso i colpevoli vengono presi quasi subito. Il problema è quello che avviene dopo l’arresto, e il problema mi appare molto più generale.
In Italia si ha l’impressione che molti reati e molte scorrettezza restino impunite. Che se si infrange la legge magari si viene anche arrestati, ma dopo poco si torna in libertà, o in semi-libertà, o ai domiciliari, e magari si viene processati dopo anni e anni. E questo non solo nel caso degli stupri, ma anche nei casi di incidenti automobilistici con persone che dopo pochi giorni vengono di nuovo fermate per altre infrazioni (ma non dovevano avere la patente ritirata, come minimo?), o anche nei casi eclatanti di evasione fiscale con gente che non paga 1 milione di euro, poi paga una multa da mezzo milione e va tutto a posto: molto conveniente direi, se non ti beccano hai guadagnato 1 milione, se ti beccano ne hai guadagnato mezzo… E di sicuro alcuni elementi di questo governo, di questa maggioranza e anche di questa opposizione non fanno che confermare questa impressione: infrangi la legge e invece che pagare la giusta multa in denaro o giorni di libertà ti puoi addirittura ritrovare eletto in parlamento, nazionale o regionale, o a capo di qualche ente o società a partecipazione statale. E di certo le ronde o le spedizioni punitive non sistemeranno le cose: io già lo vedo l’eventuale straniero che non ha fatto nulla che viene picchiato in quanto “straniero” non in quanto colpevole, pensare che la prossima volta il delitto lo commetterà, tanto ha già pagato o pagherà anche se non ha commesso nulla…
Penso che in Italia il problema vero non sia di SICUREZZA ma di GIUSTIZIA: del rispetto delle leggi, di sanzioni sicure nel caso in cui vengano infrante, di certezza che queste sanzioni vengano comminate, e che tutto avvenga con una certa velocità. Se l’Italia diventasse davvero un paese così, probabilmente attireremmo molti emigranti che vorrebbero vivere in un paese dove la legalità sia rispettata e terremmo lontani quelli che invece nella legalità fanno affari e che sono attratti per questo dal nostro paese. Ma per far questo dovremmo iniziare con il cambiare mezza classe politica, forse di più, e penso che questa non sia intenzione, almeno per il momento, né dell’attuale maggioranza né dell’attuale opposizione.iMille.org – Direttore Raoul Minetti







Che l’attività del governo, in questi casi di manifestazione della violenza, sia strumentale lo dimostra che l’anno scorso di questi tempi la colpa era di Veltroni mentre ora è degli stranieri: la differenza sembra minima ma è in realtà gigante e purtroppo fomentata anche dai titoli dei grandi giornali, spesso indicati come vicini alla sinistra.
Hai detto tutto nell’ultimo paragrafo, non posso che condividere appieno. Di fatto c’è chi si è portato avanti col lavoro, ed ha insegnato alla massa ebete che Giustizia significa “comunisti che odiano B.”, per cui il termine non è più usabile. Un modo per cominciare a fare una politica nuova in modo nuovo dovrebbe partire da un’altra parola: integrità. Perché non provare a rompere proprio su questo? Perché non mandare a quel paese la spartizione delle poltrone Rai? Perché non cominciare DA SUBITO?