Il futuro

giardini_verticali02di Filippo Zuliani e Corrado Truffi

Il rendimento energetico delle fonti fossili è in rapida diminuzione. Il futuro prossimo indica una probabile ridotta disponibilità di energia fossile o, comunque, una riduzione del suo EROEI, con conseguente impossibilità a sostenere una crescita significativa del PIL. Detto altrimenti, un petrolio scarso o costoso da estrarre bloccherà l’economia monetaria e il miracolo della crescita perenne. Anche qualora la comunità mondiale riuscisse ad investire al meglio nelle fonti di energia rinnovabile, il loro ricavo energetico – rapporto fra energia ricavata ed energia consumata per produrla, l’EROEI – rimarrá ben lontano da quello delle fonti fossili nel loro periodo d’oro.

Se queste previsioni sono vicine al vero – e purtroppo lo sono – ci aspetta un mondo molto diverso, non distante nel tempo e che si prospetta molto difficile se lo affronteremo ancorati a consumi ed abitudini odierne.


La sinistra riformista ha l’opportunità di completare il finora timido percorso che l’ha portata dal tradizionale industrialismo alla comprensione delle istanze ecologiste. La risposta alla crisi non può basarsi su un illusorio ritorno alla crescita che sarà stroncato da nuove impennate dei prezzi delle materie prime. E’ necessario un completo riorientamento dell’economia e dei valori sociali che la sostengono.

Primo, le città. Investire sulla loro trasformazione energetica e sociale significa poterci vivere anche in un mondo con meno energia. Il futuro che immaginiamo è costituito da un vasto piano di trasporto elettrico pubblico e privato: treni urbani, tram, filobus, auto e veicoli elettrici cittadini. E’ fatto di recupero degli spazi senza consumo di territorio e di trasformazione energetica degli edifici pubblici e privati, con giardini verticali e orti urbani.

Secondo, la produzione. Recuperare e riutilizzare ben prima di riciclare. Valorizzare la diversità e l’intermittenza delle fonti rinnovabili tramite una griglia elettrica intelligente è d’obbligo. Lo sfruttamento congiunto di Africa ed Europa dei deserti nordafricani per vasti campi solari e l’uso dell’energia geotermica sono esempi di un mondo in cui lo sviluppo energetico e delle comunicazioni globali avanzeranno di pari passo.

Terzo, il modello sociale. Sviluppare banche del tempo e altre forme di economia non monetaria. Dematerializzare il lavoro d’ufficio tramite promozione di telelavoro e rete. Distribuzione sociale del lavoro in chiave nuova, per promuovere il ridimensionamento della quantità di oggetti, di beni materiali, di consumi. Insegnare, formare, fare della cultura dell’immateriale il cuore del futuro e spostare la percezione della soddisfazione della propria soddisfazione dalla ricchezza materiale alla ricchezza relazionale, verso un’economia della felicità non necessariamente legata all’idea del consumo per il consumo.

Insomma, il messaggio per la sinistra riformista a questo punto è chiaro. Pilotare questo mondo dall’attuale consumismo industriale energeticamente insostenibile verso una crescita dell’immateriale. Un consapevole e determinato new deal verde dove l’aiuto reciproco e una vasta rete di nuova sicurezza sociale rappresentano la chiave per affrontare con successo questo difficile periodo di cambiamento.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

2 Commenti

  1. Marco Bertini

    Buona osservazione! Fino ad oggi si continua a discutere di come matenere l’attuale approccio senza far fallire le aziende e far ripartire i consumi.
    D’accordissimo nel salvare le grandi aziende che altrimenti genererebbero panico con rischio di un vortice deflazionistico.

    Ma senza dubbio qui il vero problema e’ quello di identificare un nuovo modello di societa’ e cominciare ad evolvere di conseguenza.

    Sara’ un modello che cambiera’ le nostre abitudini, i nostri usi, i nostri consumi e servira’ un approccio culturale forte a supporto.

    Sono convinto che la sinistra qui potra’ giocare un ruolo che la destra non e’ in grado di fare per un retaggio culturale completamente diverso.

    Ma iniziamo il dialogo e la riflessione con qualche gruppo di lavoro!

    Ciao, Marco

  2. nico

    Vorrei segnalare questo sito di raccolta di informazioni e contributi all’argomento. http://www.openecosource.org/

    Saluti, nico

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