di Cecì, da D-Avanti
D’improvviso a Verona il senso civico tocca livelli mai visti.
Milioni di cittadini volontari spuntati come funghi si offrono con gioia per mettersi al servizio del Comune della Città, essere muniti di giacchetto e ricetrasmittente e partecipare a queste tanto discusse ronde.
Secondo il sindaco Verona non è sicura, o meglio lo sarà di più ora che noi tutti siamo controllati in ogni nostro movimento per il quartiere da questi ‘assistenti civici’, non armati, o non ancora, ma solo muniti di telefono per comunicare con le forze dell’ordine.
Ma un buon cittadino che assiste ad un reato può anzi deve chiamare la Polizia, che abbia un giacchetto giallo addosso o no.
L’unica cosa buona che avevo ipotizzato si potesse ricavare dall’arruolamento per le ronde è la possibilità per gli ultrasettantenni in pensione di sentirsi utili alla città e di avere un motivo per uscir di casa la mattina, anche se tutto questo è risolvibile in molti altri modi.
Ma appena il provvedimento Comunale ha iniziato ad essere attuato e si è iniziato a vedere gli assistenti civici in giro è apparsa subito chiara una cosa che forse ha sbalordito chi ci ha riflettuto. La maggior parte di queste persone sono venticinquenni o trentenni, e girano per i parchi e le vie assolate il sabato pomeriggio con un’aria scura, e vedono tutto, osservano tutti. Anche se, dopo aver chiesto al gruppo Scout chi è e cosa fa nel parco, o i documenti a tre ragazzi seduti su una panchina alle nove di sera, non t’infastidiscono più, la netta impressione è che questi ragazzi velatamente sostenuti da un sindaco condannato per incitazione all’odio razziale non tengano più di tanto alla sicurezza cittadina, a meno che questa non venga intesa come mantenere al ‘sicuro’ i poveri veronesi purosangue assediati ogni giorno di più da quest’orda di stranieri. La paura fondata è che questi fedelissimi leghisti – si riconoscono dalla faccia, giuro – trasformino presto queste pacifiche e inattaccabili ronde in squadre armate di manganello.
A Verona, si sa, il pericolo reale, tangibile e confermato non è lo straniero ma l’intolleranza, e il sindaco le ha appena fornito una comoda maschera.iMille.org – Direttore Raoul Minetti





il bue che dice cornuto all’asino