Rinnovamento o non rinnovamento, questo è il problema.

di Emidio Picariello

pistoiaLa mattina dopo il risultato delle primarie mi sono svegliato con in testa una domanda: la vittoria di domenica di Federica Fratoni alle Primarie per la Provincia di Pistoia, vittoria per la quale anch’io ho lavorato, è una vittoria di rinnovamento oppure no? La domanda in effetti me l’ero posta anche prima di dare alla candidata il mio appoggio, e avevo spiegato sul mio sottoscritto e fatto suo l’appello alla trasparenza lanciato da Ivan Scalfarotto, dal consigliere regionale lombardo del Pd Giuseppe Civati e Michele Dalai, direttore editoriale della famosa omonima casa editrice, sottoscrivendo un codice etico semplice e chiaro. Dall’altra parte, però, non ha cominciato ieri a fare politica – era segretaria comunale del PD e prima segretaria provinciale della Margherita – e ha trovato il sostegno di tanti dirigenti di grande esperienza politica e istituzionale, eccezion fatta per l’attuale segreteria provinciale.

Per cui mi sono chiesto: insomma, il rinnovamento deve per forza essere “contro”? Non può essere semplice selezione, da parte di una classe dirigente e – immancabilmente – da parte degli elettori, con le primarie, di quei giovani che possono proseguire un lavoro aggiungendo freschezza e maggiori sintonie con le sfide della modernità? Se ho lavorato per Federica Fratoni in queste settimane è perché credo che questo sia possibile. Non ho mai creduto di poter fare un PD che azzerasse la propria classe dirigente in un baleno, dall’oggi al domani. In quel caso avrei lavorato per creare un partito da zero: avrebbe avuto più senso. Il problema, o almeno uno dei problemi che mi sta maggiormente a cuore, è che adesso sta a Federica Fratoni dimostrare che questa freschezza non è solo estensione di un vecchio potere. Come? Gli appuntamenti del partito sono molti. Innanzitutto la segretaria comunale è ufficialmente il lizza per la carica di Presidente della Provincia, per cui è immaginabile che si dimetta e che si debba procedere quindi con l’elezione di un nuovo segretario.

Allo stesso modo, sarebbe forse plausibile che la segretaria provinciale – che appoggiava apertamente l’avversaria di Federica Fratoni – ragionasse sulla possibilità di fare un passo indietro; se questo dovesse accadere, al di là del fatto che sia auspicabile o meno, e pur considerato il fatto che non spetta della candidata a Presidente della Provincia suggerire il prossimo segretario, sarebbe opportuno che Federica Fratoni faccia sentire la sua voce spingendo per una scelta di freschezza e rinnovamento. Infine, poi, si dovranno scegliere le candidature per il Consiglio Provinciale – il meccanismo dei collegi crea una situazione simile a quella delle liste bloccate – e dopo le elezioni, speriamo, inizierà il lavoro di formazione della giunta provinciale. In tutte queste circostanze, quali saranno i criteri di scelta delle persone che rivestiranno questi ruoli? Si punterà a un giusto equilibrio fra esperienza e rinnovamento generazionale, senza mai dimenticare la questione etica e la trasparenza?

La prima riunione per organizzare questa campagna elettorale primaria – adesso posso dirlo – vedeva in sala un’età media di 32 anni. Le primarie però si sono vinte grazie anche alla capacità organizzativa di coloro i quali, all’interno del partito, fanno campagne elettorali da trent’anni e sono in provincia dei consolidati opinion leader.

Insomma, fin qui è stato un bel miscuglio generazionale e di provenienze. Adesso si devono assegnare delle responsabilità. Se quella di domenica sia stata una vittoria vera del rinnovamento o una vittoria di Pirro lo sapremo strada facendo. Io, intanto, sono assolutamente fiducioso: questa fruttuosa commistione di rinnovamento ed esperienza può proseguire ancora.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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