Matteo Renzi (2)

di Marco Simoni (da l’Unità)

renziMatteo Renzi ha condito la sua vittoria alle primarie di Firenze con dichiarazioni all’insegna della prudenza, dei richiami all’unità e del guardare avanti. E’ grosso modo quanto ci si aspetta da un bravo sindaco, che non deve cavalcare onde emotive, ma come primo compito ha quello di tenere unita una comunità di persone. Eppure, per noi che cerchiamo, tra le altre cose, di raccontare i pensieri di una generazione sulle cose pubbliche; e per chi prenda sul serio il valore della partecipazione e della apertura della politica, la vittoria di Matteo Renzi sembra una cosa la cui portata difficilmente possa essere sopravvalutata. Mattero Renzi è un politico non inquadrabile in vecchi schemi anche per via della sua età non troppo anziana.

Tuttavia, proviene dalla Margherita e la sua vittoria in una delle città più rosse d’Italia è una lezione di politica formidabile per chi passa le sue giornate a lamentarsi dell’influenza degli ex DS, e a far filtrare dai bassifondi del gossip politico minacce di scissione. Oggi per la prima volta il PD sembra un partito nuovo dove persone e idee suffcientemente solide possono prevalere sulle vecchie pigrizie e sugli equilibri decisi a porte chiuse. “Partecipazione” non significa “improvvisazione”, recita la seconda lezione. Matteo Renzi è stato coraggioso ma non ingenuo. Al contrario dei tanti Savonarola di cui la nostra nazione si nutre per garantire eterne permanenze, Matteo Renzi ha convinto anche per la sobrietà delle dichiarazioni del giorno dopo, per il professionismo della sua politica. E’ anche la prima persona della mia generazione a raggiungere un risultato significativo in patria, senza l’investitura collettiva delle generazioni precedenti. Lo ha fatto con una buona dose di coraggio, come è apparso evidente dalla sua intervista televisiva a Daria Bignardi nella quale raccontava, con una sfrontatezza di cui si sentiva il bisogno, della prepotenza ottusa di chi suggerisce ai più giovani di mettersi in fila. In quella stessa intervista prese anche una cantonata (vorrei scrivere “rutellata”) a proposito dei diritti delle coppie omosessuali, corretta subito dopo quando ha affermato che la sua posizione in merito è la stessa del presidente Obama. Con la vittoria di Renzi si è aperta una piccola falla nel sistema, una falla per vedere la quale in molti ci siamo adoperati, convinti che aprire la politica ai contemporanei, anche a costo di qualche rottura col passato, possa solo far bene ad un paese che sta morendo di asfissia per paura del futuro. Il vecchio gruppo dirigente si sperticherà ora nelle lodi per il rinnovamento finalmente conquistato, ma cercherà subito dopo di tappare la falla. Sta anche a tutti gli altri prendere esempio e fare in modo che non vi riesca.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

6 Commenti

  1. giuseppe

    ci facciamo rappresentare nel mondo da loro?

    1) http://www.youtube.com/watch?v=q_xv_Xqg1zg&feature=related
    2) http://www.youtube.com/watch?v=Lp2uDyzxP6g

    Cercasi classe dirigente decente per un partito decente. Cerchiamo di fare tutti la nostra parte

  2. Fr@nco

    Ecco, il massimo che il PD riesce a partorire, un giovane con idee vecchie!

    Andate a vedere una sua intervista fatta da Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche: uno cosi’ e’ rutelliano al 100%, altro che falla, questo e’ la conferma che il PD non riesce nemmeno a far emergere giovani con idee nuove.

    Il PD dovrebbe dissolversi, lo sbaglio piu’ grosso fu quello di andare a braccetto con la margherita, cosi’ da rendere orfani tanti elettori di una sinistra che in italia non c’e’. Siamo orfani, siamo senza partito, siamo in tanti, vedrete alle europee che tonfo.

  3. Una persona di Sinistra, di qualunque età, non può votare per Matteo Renzi per gli stessi identici motivi per cui non può votare per l’altrettanto giovane e impegnata Giorgia Meloni. Differenti idee politiche, differenti valori, differenti punti di riferimento.

  4. Gianni

    Mi sembra francamente una analisi molto debole. In base a questa il modello di partito a cui dovremmo ispirarci sono le liste di Beppe Grillo.
    Lo scopo sarebbe invece trovare il modo di selezionare una classe dirigente di qualita’, e non dei “n’importe qui” che basta abbiano l’eta’ di Simoni e magari anche la sua pettinatura.

  5. Forse sono stato troppo severo ad accostare Giorgia Meloni a Matteo Renzi. Almeno la Meloni porta avanti nella pratica il discorso della parità uomo-donna, e solo per questo la sento già meno lontana di Renzi.

  6. Fr@nco

    Grande Anelli!

    E a dirla proprio tutta, quando si scrive “una cantonata…..a proposito dei diritti delle coppie omosessuali, corretta subito dopo quando ha affermato che la sua posizione in merito è la stessa del presidente Obama”

    una affermazione del genere e’ una semplice e pura presa per i fondelli, alla berlusconi, che prima spara a zero, e poi dice che voleva dire esattamente l’opposto… please… non siamo co….i come ci dipinde il premier…

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