di Andrea Ballabeni
Sul caso di Eluana abbiamo tutti udito le vergognose, irresponsabili e violente parole del Presidente del Consiglio e di alcuni suoi controllati. Al di là delle squallide strumentalizzazioni penso però che esistano valide ragioni tra chi era contrario alla sospensione della alimentazione. Va detto che su temi etici cosi’ delicati i toni da ultra’ non aiutano mai a comprendere la ragioni degli altri. E’ necessario fare uno sforzo per cercare di capire posizioni dissimili.
Come già dissi in passato io faccio parte di quella parte di italiani (la maggioranza, anche dopo il martellamento mediatico di Berlusconi, Vaticano e controllati) che era favorevole alla sospensione dell’alimentazione. Su diversi punti ho però dei dubbi e comprendo le ragioni di chi la pensava diversamente. Il fatto che non ci siano documenti scritti o filmati in cui Eluana dichiarava, prima dell’incidente del ’92, le sue volontà’ è ad esempio un problema molto serio. Io credo al papà di Eluana ma penso anche che non sia così scontato che si possa decidere della morte di una persona in base a testimonianze di altre persone, anche se queste sono persone molto care e molto perbene. Capiamo tutti che in situazioni del genere ci possano essere casi in cui famigliari disperati optino (anche inconsciamente) per la fine delle proprie atroci sofferenze (sarebbe umanissimo). A parte questo rischio, capiamo anche che non sia così scontato che debba essere un familiare a decidere per la vita di un malato, anche nel caso in cui il malato sia un minorenne. Il problema è complessissimo. E’ vero che nel caso di Eluana esiste una sentenza della magistratura ma è anche vero che il dibattito etico non si esaurisce con una sentenza della magistratura.
Vorrei soffermarmi su un altro aspetto di questa dolorosa vicenda e precisamente sul concetto di fine della vita. Questo concetto era centrale al dibattito etico, visti anche i dubbi legati alla “legittimità” della ricostruzione delle volontà di Eluana. Nei tanti dibattiti di questi giorni si è spesso fatta confusione sul concetto di fine della vita. Il termine “vita” possiede un accezione scientifica ed una metafisica. Nell’accezione scientifica “vita” è definita secondo criteri stabiliti dalla biologia e dalla medicina. In questo senso vita è quella di animali, piante e anche batteri invisibili ad occhio nudo. Vita è anche quella delle cellule che formano il nostro corpo, molte delle quali muoiono fin dai primi istanti di sviluppo intrauterino. Vita è anche quella di alcune cellule di un cadavere che continuano a vivere per diverse ore dopo il decesso della persona. Nell’accezione metafisica il termine vita è da mettere in relazione ad uno status spirituale che ciascuno di noi (ed ognuno in modo diverso) conferisce ad una determinata entità. Anche per il concetto di “vita umana”, così come per il concetto di “vita”, esistono una accezione scientifica ed una metafisica.
E’ proprio per la incapacità di capire questa doppia accezione che si fa spesso confusione. Se le due accezioni coincidessero, la “vita umana” di Eluana sarebbe valsa tanto quanto la vita umana di una persona nel pieno delle proprie forze e delle proprie capacità mentali. Eluana era infatti viva dal punto di vista della medicina, su questo non ci sono dubbi. Ma era, dal punto di vista metafisico e spirituale, la vita di Eluana la stessa di una persona nel pieno delle sue capacità fisiche e mentali? Per me no (ed infatti per questo ero favorevole alla sospensione della alimentazione). Ma capisco le ragioni di chi la pensa diversamente. Come, per esempio, le suore di Lecco che hanno accudito per anni Eluana e che pensavano che quella vita umana aveva una grandissima dignità. Non possiamo certo accusare quelle suore di strumentalizzazione politica. Il sentimento di quelle suore era vero e sincero e dobbiamo portare profondo rispetto per quel pensiero.
Il concetto metafisico e spirituale di fine della vita umana assomiglia molto a quello di inizia della vita umana. Ognuno di noi ha, al di là delle convenzioni mediche e biologiche, una propria idea di inizio e fine della vita umana. Purtroppo o per fortuna, nessuno possiede la verità proprio perché il conferimento dello status di persona avviene sulla base della propria spiritualità. Ricordo che per alcune persone l’embrione è gia un essere umano mentre per altre no.
Come agire quindi in questi casi per arrivare ad una soluzione il più possible condivisa? Come è ovvio occorre, e al più presto, una legge il più articolata e precisa possible. Le legge deve, inutile dirlo, essere fatta all’interno del perimetro stabilito dalla costituzione italiana e deve essere approvata come tutte le altre leggi da una maggioranza parlamentare.
Personalmente mi augurerei una legge che desse ad ogni cittadino il diritto di non ricevere alimentazione contro la propria volontà. Sappiamo già che con questo tipo di maggioranza parlamentare sarà difficile arrivare ad una legge che garantisca questo diritto. Questo diritto non avrebbe nulla a che vedere con il diritto alla eutanasia attiva dove un medico o altra persona somministra, su richiesta del malato, sostanze che portano alla morte. Nel caso di eutanasia attiva si potrebbe opinare che l’intervento attivo di una terza persona configurerebbe uno scenario simile a quello di un omicidio ma nel caso di mancata alimentazione questo argomento avrebbe meno forza.
Se da questa maggioranza parlamentare di centro-destra uscirà una legge sul testamento biologico sarà quasi sicuramente una legge che non piacerà alla maggior parte degli italiani.
Cosa possiamo fare per cambiare in futuro questa legge? Come ovvio dobbiamo fare in modo di cambiare appena possible la maggioranza parlamentare. Prima ancora di cambiare la maggioranza parlamentare (cosa che verosimilmente non potrà avvenire prima del 2013) dobbiamo fare in modo di buttare i semi per arrivare ad un ricambio della gran parte della attuale classe politica che, tra i vari difetti, ha anche quello di essere molto più “vaticanizzata” del proprio elettorato.
E’ necessario poi che il PD metta fin da subito al centro della sua azione politica anche questi grossi temi etici. I grandi partiti si riconoscono anche per il coraggio di affrontare certe delicate questioni, anche se queste a volte sono di difficile comprensione o di difficile gestione. E’ vero, nel PD esistono posizioni molto diverse su alcuni temi. Come fare allora? Per prima cosa questa divergenza di idee non dovrebbe mai essere un motivo per non parlare di certi argomenti. Se esistono idee diverse lo si dica subito, sin dall’inizio della camagna elettorale e si dica anche come si intende procedere in materia. La libertà di coscienza e di voto dovrebbe a mio avviso essere ridotta il più possible. Anche su queste delicate questioni sarebbe auspicable una linea di azione comune concordata in base ad un semplicissimo criterio di maggioranza semplice all’interno del partito. Il potere di veto non aiuta mai. Capisco che in alcuni casi i convincimenti morali ed etici siano così forti e così diversi che non si puo fare a meno della libertà di coscienza ed azione. Penso però che anche in questi casi un partito abbia il dovere di indicare subito, sin dall’inizio della campagna elettorale, quali saranno i temi su cui ci sarà libertà di azione e quali sono le varie posizioni in campo. Un partito serio parla anche di argomenti seri. Un partito che sceglie una linea populista parla solo di argomenti semplici e popolari. Io penso che il paese abbia bisogno ora più che mai di una classe politica seria e non populista.
Quello che io mi auguro è che in un futuro non troppo lontano si possa arrivare ad una legge che preveda un testamento biologico con il diritto del malato a non ricevere alimentazione e che preveda anche il diritto all’eutanasia, ovviamente all’interno di una regolamentazione molto rigorosa. Tutti noi che abbiamo a cuore quesi diritti dobbiamo fare in modo che questi problemi siano da subito al centro del dibattito politico, informare il più possibile l’elettorato e fare in modo che in Italia ci possa essere presto un’ altra maggioranza parlamentare ed un’altra classe politica. Nel frattempo continuiamo a dialogare e a cercare di capire le ragioni di chi non la pensa come noi.iMille.org – Direttore Raoul Minetti





una speranza ce l’abbiamo
“Testamento biologico, la Binetti: «Se vince la linea Marino me ne vado»
http://www.unita.it/news/81721/testamento_biologico_la_binetti_se_vince_la_linea_marino_me_ne_vado
Un intervento eccellente. Grazie di cuore, ce n’era bisogno.
Non smettiamo di parlare di queste cose “solo” perché Veltroni si è dimesso.
I monaci buddisti, nella stagione delle piogge, non escono dai loro conventi per la quotidiana questua del cibo. Nella concezione buddista, ogni essere vivente va rispettato, anche il più piccolo insetto e siccome nella stagione delle piogge le strade di campagna pullulano di insetti, per evitare di calpestarli i monaci buddisti rimangono chiusi nei loro monasteri e i fedeli spontaneamente si recano presso di loro con l’offerta di cibo. Eppure la legislazione dei paesi a maggioranza buddista ( per esempio la Thailandia) non si è mai sognata di interdire ai cittadini di muoversi nella stagione delle piogge !!
Anche in India, paese prevalentemente Indù è peccato uccidere qualsiasi vita (anche animale), ma la maggioranza indù non ha imposto per legge ai cittadini di non macellare gli animali per mangiarne la crne.
Venendo al caso italiano del testamento biologico, al di là di concezioni diversificate anche all’interno dell’area cattolica (sterilizzate dalla censura vaticano-massmediatica) , si stanno imponendo politicamente dispositivi di legge coercitivi, che ci relegheranno su posizioni più arretrate di paesi Indù e buddisti!!
Comunque qui non si tratta di discettare sul terreno della metafisica, della medicina, del credo religioso della vita e del fine-vita, ma della salvaguardia del principio-valore dell’autodeterminazione e a chi affidare questa autodeterminaione quando il caso avverso toglie ad una persona la possibilità di esprimere la propria autodeterminazione.
Qui è in gioco una conquista di civiltà, non negoziabile!!
natale bianchi PD gioiosa ionica rc
la vita e la morte per l’uomo erano, sono e forse saranno sempre un mistero. questo è il problema. anche oggi, nonostante i progressi della scienza, abbiamo dei limiti a comprendere questo mistero. se tutto fosse così chiaro e semplice il problema non ci sarebbe: per nessuno. ora sto pensando che forse l’unico approccio possibile, umanamente possibile sia il seguente: cosa vorrei per me?
in particolare credo che sia assolutamente necessario, proprio perchè la scienza ci ha dato delle possibilità che prima non avevamo, potere scegliere prima. quindi si al testamento biologico, basta una dichiarazione scritta fatta al medico curante una tantum ma revocabile in qualsiasi momento. ogni deve poter fare della sua vita quello che vuole. sempre, in ogni caso. la società deve solo cercare di metterlo nelle migliori condizioni per poter scegliere liberamente. non posso essere costretta a scegliere di morire perchè non so come vivere!!!.
io sono però convinta che questa classe dirigente non sia in grado di decidere nulla. a sinistra e a destra si ha paura di perdere voti prendendo una decisione chiara, per questo si è aspettato fino ad oggi per decidere e ancora nulla è stato deciso. sono convinta quindi che anche l’attuale destra, con un motivo e con un altro rimanderà la decisione. se così non fosse spero che non metterà l’alimentazione forzata. mi sembra una assurdità. non tanto perchè non la vorrei per me, ma quanto perchè anche su questo argomento deve decidere ogni individuo e non sicuramente il parlamento. insomma è giusto che il parlamento legiferi al riguardo, anzi è auspicabile, ma solo per dire che ogni deve e può scrivere quello che vuole, anche praticare l’eutabasia, se vuole. io sono cattalica e so che questo è visto come un peccato enorme dalla chiesa, ma allo stesso tempo mi chiedo se Dio ci ha dato la libertà di scegliere se vivere o morire, il famoso libero arbitrio, chi siamo noi per impedirlo ai nostri simili??? buona riflessione a tutti….