Di Ivan Scalfarotto e Giuseppe Civati, da L’Unità.
Dalla fine della seconda guerra mondiale c’è una linea chiarissima e invalicabile che le grandi democrazie occidentali hanno tracciato tra sé e la barbarie dato dal ripudio fermo e inequivoco del fascismo, della xenofobia, del razzismo e delle forze politiche che li rappresentano.
Razzismo e xenofobia sono scoraggiate con un continuo ed univoco lavoro di educazione e di prevenzione, le forze politiche che ne fanno una bandiera sono escluse dal governo perché nessuno – a destra come a sinistra – stringerebbe mai accordi con esse, anche a costo di perdere le elezioni. Perché un’elezione si può ben perdere, ma lo spirito democratico, perdere quello non si può. Con l’approvazione del pacchetto sicurezza l’Italia ha tristemente varcato quella linea; con l’infamia di norme che legittimano sinistre ronde di cittadini e consentono la delazione del malato al personale sanitario si è rotto definitivamente un tabù. E proprio nel giorno dell’approvazione di queste norme «La Carovana del Partito Democratico» – l’iniziativa che sta percorrendo l’Italia per riaffermare lo spirito originario del Pd – ha incontrato Cremona, una città eccellente nel suo aver saputo affrontare il tema della convivenza, del confronto e del rispetto delle culture e della legalità nello stesso momento.
Da Cremona abbiamo chiesto al nostro partito di chiamare tutto il Paese alla mobilitazione, per una grande manifestazione di italiani e stranieri insieme, aperta alle forze sociali, alle realtà associative e alle coscienze democratiche di tutta Italia.
Abbiamo chiesto ai circoli di mobilitarsi, informare, denunciare e «segnalare» non gli stranieri, ma quel legislatore che ha approvato una legge così radicalmente inaccettabile per un paese civile. Bisogna dire di no, con forza, manifestando tutti insieme. Perché quando c’è un colpo ai diritti umani, i bersagli non sono solo i più deboli, siamo tutti noi.iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Le ronde dei cittadini ci sono anche a New York, le famigliole del Texas passano i weekend a intercettare clandestini messicani che attraversano il deserto e se passi con il rosso in Svizzera le vecchiette ti prendono il numero di targa.
E’ una brutta legge, di destra, che fara’ dei danni e che va combattuta con la forza degli argomenti. Non e’ una svolta epocale, non e’ la fine delle democrazie antifasciste nate nel dopoguerra. Non capisco perche’ si debba sempre sgranare gli occhioni e ricorrere ad iperboli tragiche anziche’ scegliere di esporre pacatamente argomenti che sono del tutto evidentemente giusti, legittimi e di buon senso, oltreche’ numerosi.
Sara’ il gusto del melodramma di noi mediterranei.
O sara’ che ci stiamo abituando a qualsiasi cosa in Italia…
Non saprei a cosa vi abituate in Italia, non frequento il luogo da una quindicina d’anni.
Forse perché la politica italiana ha avuto finora poche persone con gli occhioni e troppe col pelo sullo stomaco. I risultati dicono che col pelo sullo stomaco non abbiamo combinato molto. Ben vengano gli occhioni, dunque, di chi dice che questa e’ una legge razzista e xenofoba, fatta da una forza politica razzista e xenofoba.
avete chiesto, avete chiesto, avete chiesto…ma come vi hanno risposto?
Razzismo e xenofobia vengono additati di continuo ad ogni tentativo di difesa dei propri diritti acquisiti (cittadinanza e nazionalità), laicità, perfino riguardo la peculiarità dei prodotti tipici locali…
Un scusante, quindi, architettata contro chi non è sempre un permessivista, un globalista, un esterofilo, un voltagabbana e magari si trova a reagire alle comportamenti lesivi degli altri, da qualunque parte provengano.
Il circo scandalosamente ipocrita delle forze politiche odierne di questo paese, che ne fa una bandiera pur di non farsi escludere dal potere e dai lauti guadagni o sperperi di denaro pubblico che ne derivano, non si sognerebbe mai di schierarsi o accordarsi con coloro che ogni giorno capitano sotto violenze di ogni genere da parte degli stranieri, delle minoranze religiose, ecc. ecc. che entrano a vagonate in Italia: dai prodotti economici copiati fino alle vere e proprie violenze psicofisiche culminanti con omicidi barbari dai particolari raccapriccianti (come non se ne vedevano da tempo qui).
Non svilite ancor di più quel poco di collante sociale che ci tiene sulle mappe, quei valori e identità assimilati dopo secoli di guerre intestine, mascherandoli ora con uno spirito democratico distorto, inculcante che “siamo tutti uguali” ma che poi a perdere, subendone conseguenze, è solo il singolo italiano malcapitato che inutilmente cerca giustizia…
In nome di cosa quindi si dovrebbero tradire i nostri valori e costumi con tutto questo permessivismo, inutil-buonismo, lasciandoci intossicare dalle accuse di razzismo, antisemitismo, terrorismo, e xenofobia?
Mica vengono qui dei premi Nobel… solo una “razza” tristemente prolifica: gli approfittatori!