Fluidodinamica di un partito

di Cristiana Alicata.

gramsci-arci

Il mio turno di post sul blog de iMille, capita in un momento in cui è ancora tutto troppo caldo.

Le giuste dimissioni di Veltroni nel momento sbagliato e la sbagliata elezione di Franceschini nel momento giusto. Le scadenze elettorali rimandano, per l’ennesima volta, la necessità di affrontare attraverso un dibattito acceso e pubblico le cose che ci dividono. Non posso che concordare con Marco Simoni sul fatto che un dialogo visibile, seppure acceso, porti più frutti di una finta unità. Un partito liquido, come lo voleva Veltroni, non deve essere un contenitore rigido che fa acqua da tutte le parti (in uscita) e all’interno del quale ci sono continui ostacoli che ristabilizzano il fluire delle idee e le rendono statiche, ma deve essere un’entità permeabile a se stessa (in entrata) e soprattutto deve essere turbolenta.

Mi spiego.

Questo è un partito, giusto? Una forma organizzativa in cui un gruppo di persone vuole governare per fare del bene al Paese e chiede il voto ai propri concittadini. Esiste una gerarchia ed è corretto che sia così, ma si tratta di una struttura non obbligatoria dal punto di vista esistenziale. Non è una famiglia. Non è un’azienda. Non è un corpo militare. Questo significa che l’ultimo volantinatore del PD che si fa il mazzo fuori dalla fabbrica di Mirafiori ha la stessa importanza del segretario del Partito. Questo significa che il segretario del Partito e così i suoi dirigenti fino, appunto, all’ultimo volantinatore, potrebbero anche essere arruolati per volantinare domenica prossima. Vi sto ovviamente parlando per paradossi, ma quello che succede in questo partito è che si è creata una gerarchia piramidale e rigida che spezza il partito e non lo fa comunicare. Berlusconi è il miglior volantinatore di se stesso. Lui si tuffa tra la gente ed alla gente questo piace. Lui lo fa in modo furbesco e spettacolare. Noi siamo chiusi nei loft. Obama ha aperto la sua campagna elettorale facendo le pulizie per una famiglia disagiata. Saranno pure trobvate di marketing, ma il nostro popolo ha bisogno di sentirci vicini. E vicino significa seduti sul loro divano. Ogni italiano sarebbe in grado di immaginarsi Berlusconi a casa propria. Secondo me nessuno dei nostri dirigenti riesce a “bucare il divano”. Questo partito è statico e nello stesso tempo affetto da molteplici discontinuità. In questo partito si dà importanza all’esperienza gestionale delle dinamiche interne (cioè al sapersi muovere dentro il partito) e non si riesce ad esaltare la competenza delle cose del mondo. Non sempre. E non bene. Valorizzare l’esperienza di partito e non quella professionale ci sta prosciugando. Noi scegliamo i candidati per un pacchetto ereditario di voti. Un’ennesima casta. E non per la capacità che avrebbero di “catturare” voti nuovi con il loro talento nel risolvere le cose del Paese. Per assurdo la compagine Berlusconiana che mette insieme i professionisti della politica di An e le maestranze liberali (per quanto nelle aziende del Premier, questa gente fino a qualche anno fa “lavorava”) di Forza Italia è un connubio molto più potente dal punto di vista civico. I cittadini riconoscono alla PDL più capacità di risolvere i problemi perchè li vedono più “vicini”.
Al PD manca quest’ultima componente e per trovarla ed averla, fedele e forte, bisogna che qualche vecchio (non anagraficamente) politico di mestiere si faccia da parte. Spiacente non considero Colaninno un maestrante. Proprio no. Un nome da casta. Non è un giovane. Mi spiace. Non ho sentito dalla sua bocca nulla di “ggiovane”. Meglio Oscar Luigi Scalfaro, tanto per capirci.

In questo partito si perdono milioni di gocce di acqua (i cittadini) in cambio di qualche secchio sicuro (poltrone e pacchetti di voto). E’ difficile misurare l’acqua. Ma un metodo c’è: leggere i risultati elettorali. La politica del tenere i secchi e non accorgersi delle gocce ci ha fatto perdere già in Abruzzo ed in Sardegna. Per non nominare Roma.

Questa crisi va vista come un’opportunità: peggio di così non può andare. Se fossi Franceschini fino alle Europee mi comporterei come un vero segretario. Linea netta e dura. Su tutto. Non ultima la questione laicità che potrebbe smuovere molto astensionismo a sinistra. Proviamo. Vediamo che succede. Magari perdiamo il secchio Rutelli, la secchia Binetti e qualche altro secchio di acqua sporca. Ma chissà quante gocce smettiamo di perdere e chissà che non ci piova dentro qualche cittadino che torni a credere a questo progetto. Un pò di acqua pulita, dal cielo. Che serve tanto, signora mia.

p.s. e se fossi in noi, quelli della Carovana, IMille, gli Autoconvocati, ecc, ecc, comincerei prima delle Europee a dire che ad ottobre noi ci saremo con un nostro candidato segretario. Questo può solo fare bene al Partito. Dimostrerebbe che dentro il PD c’è dell’acqua potabile e qualcuno potrebbe decidere di berla e di votarci anche alle Europee. Qualcuno in più del 20% dato dai sondaggi. Cioè in pratica per tenerci buoni Rutelli e soci abbiamo perso il 16% di gocce in 16 mesi.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

16 Commenti

  1. Carina questa allegoria delle gocce e dei secchi. Argomentazione cristallina e logica.
    Ma non viene da un big del Partito, perdipiù da una donna. Dunque sarà ignorata. Scommettiamo?

  2. Marco

    Sono molto d’accordo con te. Cerchiamo di far valere questea visione, queste impostazioni a partire dalla composizione delle liste per le Europee. Fuori il vecchio e dentro il nuovo (non anagrafico, ma politico, vento fresc, aria nuova. Gocce e non secchi!

  3. G.Adams

    Quasi mi commuovo. Applausi.

  4. Avremo bisogno di aiuto. Tenetevi pronti.

  5. Ciao, non ho votato PD proprio perchè concentrato nella teoria dei secchi.
    Non credo in un partitone mischiatutto.
    Le cose più di sinistra ultimamente le sta dicendo Di Pietro!!
    Mi fa, invece, molto piacere leggere le tue parole, quelle di Cristiana e di Giuseppe Civati.
    Ragazze/i continuate… io vi seguo…
    Grazie
    Bepp1

  6. Più che seguirci dovresti lavorare con noi!

  7. enrico

    “Valorizzare l’esperienza di partito e non quella professionale”

    facile a dirsi difficile a farsi, almeno visti i curriculum dei “giovani” cooptati per la nuova segreteria: martina, mogherini & c. hanno il comun denominatore di non aver mai lavorato un giorno in vita loro.

  8. MarcoB

    Io anche questa sera vado al circolo del mio comune per lavorare insieme alle altre gocce. Noi non ci arrendiamo; la rivoluzione del partito la vogliamo dal basso, la spingiamo dal basso. Prima di tutto non perdiamo la speranza nel cambiamento e lavoriamo perché il PD abbia più a cuore le gocce e meno i secchi.

  9. Cristiana, stavo scrivendo questa stessa cosa: si vede che il sentire è comune.
    Io sono d’accordo che occorre ORA scegliere chi di voi (noi) sarà il candidato alla segreteria. NON è presto, è il momento giusto!
    Chi si candida? Come facciamo a decidere tra tutti quelli che avranno voglia (incoscienza) di candidarsi chi sarà il nostro rappresentante? Decidiamo! Ora, subito!

  10. fabio verderese

    bene,hai descritto bene la situazione ,nella tua analisi hai mancato la Campania Regione dalle mille difficolta”’………………..

  11. Sulla Campania una sola cosa: dimissioni di Bassolino. Ed ovviamente nel frattempo non è cresciuto nessuno…come a Roma.

    Quanto alla candidatura secondo me prima la tiriamo fuori meglio è.

  12. Marco

    La tua analisi è perfetta c’è però una cosa che nessuno di noi sarà mai capace di fare e di dare al popolo Italiano, il senso di furbizia, lo spregio della legalità, la volgarità ed il pressapochismo che putroppo si rispecchia in una grossa percentuale dei nostri connazionali, in questo Berlusconi è imbattibile!

  13. marco

    Bello scritto e belle metafore. Sono tra quelli che sta spingendo affinchè anche voi giovani vi rendiate conto che sarebbe ora di uscire dal web e confrontarsi con la piramide del partito. Vorrei poter votare una persona che abbia idee proiettate al futuro e non ha quello che è stato. Ma bada bene che il consenso al PDL non è la vicinanza ma il mantenimento degli assetti di potere esistenti. Berlusconi ha aroccato tutto il mondo inustriale del commercio delle professioni garantendone i privilegi (Fiscali) e promettendogli lo smantellamento dei vincoli delle controparti. (sindacati). La vicinanza è solo convenienza e il prezzo è l’appoggio incodizionato di Corriere, stampa e sole 24 ore controllato da industriali e banchieri. L’incredibile è che non ho mai sentito un big del partito dirlo chiaramente. Non c’e coraggio il coraggio di dire le cose con il loro nome, costi quel che costi perdere alcune gocce e accoglierne altre.

  14. Vittorio Tresoldi

    Bello il tuo intervento che condivido in toto,e sono anche daccordo con l’ultimo intervento di Marco, per cercare di cambiare non è possibile farlo “stornando”" l’attuale casta dal partito, ma forzandola con le idee a prendere decisioni coerenti e nette. Per esempio i teodem e co – per non dire Rutelli e Letta – non c’entrano col progetto PD di Veltroni e credo neanche nell’attuale di Franceschini, che vadano nell’Udc anche a costo di perdere elettori ( gocce) per strada, e si delinei una volta per tutte chi siamo e quali sono le nostre linee guida,poi ci si confronta e si polemizza ma avendo sempre ben chiaro il percorso che ci deve portare a essere pronti per le prossime elezioni politiche. A me pare che Franceschini – che non ha il carisma di Walter, e questo è un fatto, sia partito bene, magari ci riserva qualche piacevole sorpresa. Speriamo. Aspetterei a sparare nomi di possibili candidati, vediamo cosa succede nelle prossime settimane nel partito.

Trackbacks / Pings

Lascia un commento

Subscribe without commenting