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	<title>Comments on: Sull&#8217;energia, in breve</title>
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	<description>Le cose cambiano - Rivista per il rinnovamento dell&#039;Italia.</description>
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		<title>By: Omino Giallo</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/02/campagna-per-lenergia-in-pillole/comment-page-1/#comment-8528</link>
		<dc:creator>Omino Giallo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 15:15:00 +0000</pubDate>
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		<description>Direi che sono d&#039;accordo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Direi che sono d&#8217;accordo.</p>
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		<title>By: Corrado Truffi</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/02/campagna-per-lenergia-in-pillole/comment-page-1/#comment-8262</link>
		<dc:creator>Corrado Truffi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 08:37:08 +0000</pubDate>
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		<description>In effetti, mi sembra che le argomentazioni di Gianluca siano molto interessanti (includendo le osservazioni di Leo). In sostanza ci dicono che l&#039;accordo Berlusconi - Sarkozy (che poi è un blando protocollo di intenti fra Enel ed EDF) non ha le &quot;gambe&quot; per arrivare molto lontano. Ancora prima delle considerazioni sulle scorie, sull&#039;uranio, ecc., è questa mancanza di strategia, questa piccineria basata sull&#039;idea di far credere che basti l&#039;investimento privato, a rendere questa soluzione nucleare italiana decisamente asfittica e da combattere.

Segnalo anche un dibattito &quot;parallelo&quot; che si è sviluppato a seguito di un post di Francesco, nel quale si dibatte in dettaglio delle valutazioni pro e contro:http://www.francescocosta.net/2009/02/25/i-motivi-giusti/#comment-3906</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti, mi sembra che le argomentazioni di Gianluca siano molto interessanti (includendo le osservazioni di Leo). In sostanza ci dicono che l&#8217;accordo Berlusconi &#8211; Sarkozy (che poi è un blando protocollo di intenti fra Enel ed EDF) non ha le &#8220;gambe&#8221; per arrivare molto lontano. Ancora prima delle considerazioni sulle scorie, sull&#8217;uranio, ecc., è questa mancanza di strategia, questa piccineria basata sull&#8217;idea di far credere che basti l&#8217;investimento privato, a rendere questa soluzione nucleare italiana decisamente asfittica e da combattere.</p>
<p>Segnalo anche un dibattito &#8220;parallelo&#8221; che si è sviluppato a seguito di un post di Francesco, nel quale si dibatte in dettaglio delle valutazioni pro e contro:<a href="http://www.francescocosta.net/2009/02/25/i-motivi-giusti/#comment-3906" rel="nofollow">http://www.francescocosta.net/2009/02/25/i-motivi-giusti/#comment-3906</a></p>
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		<title>By: Paolo Piccolo</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/02/campagna-per-lenergia-in-pillole/comment-page-1/#comment-8243</link>
		<dc:creator>Paolo Piccolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 08:23:05 +0000</pubDate>
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		<description>Segnalo questo bel post sul tema della scelta nucleare in Italia. Di Mirco Rossi, divulgatore veneto sui temi dell&#039;energia http://www.artoong.net/2009/02/26/la-prospettiva-nucleare-in-italia/553/opinatamente
Paolo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo questo bel post sul tema della scelta nucleare in Italia. Di Mirco Rossi, divulgatore veneto sui temi dell&#8217;energia <a href="http://www.artoong.net/2009/02/26/la-prospettiva-nucleare-in-italia/553/opinatamente" rel="nofollow">http://www.artoong.net/2009/02/26/la-prospettiva-nucleare-in-italia/553/opinatamente</a><br />
Paolo</p>
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		<title>By: Leo Perutz</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/02/campagna-per-lenergia-in-pillole/comment-page-1/#comment-8241</link>
		<dc:creator>Leo Perutz</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 08:14:01 +0000</pubDate>
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		<description>Baccarini ha risposto indirettamente al quesito &quot;storico&quot; posto da Kerub sulla apparente lungimiranza con la quale alcuni paesi europei si impegnarono consistemente nel nucleare qualche decina di anni fa:
il nucleare e&#039; sostenibile solo se pubblico!
E&#039; stato infatti solo grazie al ruolo assunto dallo stato nella gestione e nella pianficazione che Francia, Germania e Inghilterra hanno potuto avviarsi con decisione lungo il percorso nucleare.  Uno stato che non solo sosteneva alcuni dei pesanti costi &quot;morti&quot; relativi ad un impianto nucleare, quali ad esempio la sicurezza e l&#039;addestramento del personale della sicurezza, il trasporto e lo stoccaggio delle scorie, la gestione dei siti ma in qualche maniera entrava con alcuni piani strategici-militari in diversi progetti nucleari ( si veda ad esempio la Francia).
Nel momento in cui il nucleare diviene un fatto esclusivamente privato la profittabilita&#039; di una centrale nell&#039;arco del suo servizio diviene assai discutibile. 
Ecco cosa e&#039; cambiato in Europa negli ultimi 20 anni: la privatizzazione della produzione di energia elettrica e della sua distribuizione!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Baccarini ha risposto indirettamente al quesito &#8220;storico&#8221; posto da Kerub sulla apparente lungimiranza con la quale alcuni paesi europei si impegnarono consistemente nel nucleare qualche decina di anni fa:<br />
il nucleare e&#8217; sostenibile solo se pubblico!<br />
E&#8217; stato infatti solo grazie al ruolo assunto dallo stato nella gestione e nella pianficazione che Francia, Germania e Inghilterra hanno potuto avviarsi con decisione lungo il percorso nucleare.  Uno stato che non solo sosteneva alcuni dei pesanti costi &#8220;morti&#8221; relativi ad un impianto nucleare, quali ad esempio la sicurezza e l&#8217;addestramento del personale della sicurezza, il trasporto e lo stoccaggio delle scorie, la gestione dei siti ma in qualche maniera entrava con alcuni piani strategici-militari in diversi progetti nucleari ( si veda ad esempio la Francia).<br />
Nel momento in cui il nucleare diviene un fatto esclusivamente privato la profittabilita&#8217; di una centrale nell&#8217;arco del suo servizio diviene assai discutibile.<br />
Ecco cosa e&#8217; cambiato in Europa negli ultimi 20 anni: la privatizzazione della produzione di energia elettrica e della sua distribuizione!</p>
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	<item>
		<title>By: Stefano</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/02/campagna-per-lenergia-in-pillole/comment-page-1/#comment-8238</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 18:26:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.imille.org/?p=1341#comment-8238</guid>
		<description>&quot;Credo quindi che la creazione di un Ente Europeo per l’Energia Nucleare sarebbe una soluzione piú appropriata&quot;.
Esiste gia` ed e` la parte della Direzione Generale per i Trasporti e l&#039;Energia (DG TREN)che ha sede in Lussemburgo cui tutti i piani e le strategie dei Paesi Membri vengono gia` ora sottoposti e che gia` oggi (ad esempio) finanzia piu` o meno direttamente lo smantellamento dei reattori nei paesi ex-Est (smantellamento spesso negoziato in fase di accesso alla UE, proprio per ragioni di sicurezza). In fondo il quadro legale dell&#039;industria nucleare europea e` ancora il trattato Euratom del 1957 (http://eur-lex.europa.eu/en/treaties/dat/11957K/tif/TRAITES_1957_EURATOM_1_EN_0001.tif)che e` ancora uno dei trattati fondativi dell&#039;Unione Europea. Su questi temi si puo` trovare molto sul sito della Commissione (http://ec.europa.eu/energy/nuclear/euratom/euratom_en.htm), inclusa la documentazione riguardante il ruolo del nucleare nel &quot;Second Strategic Energy Review&quot;, del Novembre 2008.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Credo quindi che la creazione di un Ente Europeo per l’Energia Nucleare sarebbe una soluzione piú appropriata&#8221;.<br />
Esiste gia` ed e` la parte della Direzione Generale per i Trasporti e l&#8217;Energia (DG TREN)che ha sede in Lussemburgo cui tutti i piani e le strategie dei Paesi Membri vengono gia` ora sottoposti e che gia` oggi (ad esempio) finanzia piu` o meno direttamente lo smantellamento dei reattori nei paesi ex-Est (smantellamento spesso negoziato in fase di accesso alla UE, proprio per ragioni di sicurezza). In fondo il quadro legale dell&#8217;industria nucleare europea e` ancora il trattato Euratom del 1957 (<a href="http://eur-lex.europa.eu/en/treaties/dat/11957K/tif/TRAITES_1957_EURATOM_1_EN_0001.tif" rel="nofollow">http://eur-lex.europa.eu/en/treaties/dat/11957K/tif/TRAITES_1957_EURATOM_1_EN_0001.tif</a>)che e` ancora uno dei trattati fondativi dell&#8217;Unione Europea. Su questi temi si puo` trovare molto sul sito della Commissione (<a href="http://ec.europa.eu/energy/nuclear/euratom/euratom_en.htm" rel="nofollow">http://ec.europa.eu/energy/nuclear/euratom/euratom_en.htm</a>), inclusa la documentazione riguardante il ruolo del nucleare nel &#8220;Second Strategic Energy Review&#8221;, del Novembre 2008.</p>
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	<item>
		<title>By: Gianluca Baccarini</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/02/campagna-per-lenergia-in-pillole/comment-page-1/#comment-8237</link>
		<dc:creator>Gianluca Baccarini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 17:49:12 +0000</pubDate>
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		<description>Qualche mese fa ho avuto l’opportunitá di esprimere il mio punto di vista nell’intervento “Un futuro nucleare? Solo se pubblico”.

Continuo a pensare che – al di lá delle discussioni di campanile – la problematica é globale. Il prezzo dell’energia é mondiale e cosí il cambio climatico. Lo sviluppo mondiale non si puó nutrire solo di risparmio energetico ed energie rinnovabili. E ripeto “solo”.  Risparmio energetico ed energie rinnovabili sono fondamentali ma non sufficenti. Uno sviluppo del nucleare soprattutto in Cina ed India é necessario. Ed é auspicabile anche per l’Europa e l’Italia.

Come cercai  di spiegare, la natura dell’industria nucleare é tale che non puó reggersi senza garanzie pubbliche. Credo quindi che, piuttosto che lasciare lo sviluppo delle centrali a societá prívate, gli Stati – o piuttosto l’Unione Europea nel suo insieme – dovrebbero farsi carico delle nuove centrali nucleari.  Imprese quotate quali EDF ed Enel (che sono in parte pubbliche, ma che non esitano – giustamente -  a perseguire logiche puramente prívate, vedi Enel su Endesa) potrebbero fare progetti nucleari solo a condizione di ricevere vantaggi di natura diversa da parte dei governi, in particolare sui costi di smantellamento (secondo il famoso principio di privatizzare i profitti e socializzare le perdite!).   Credo quindi che la creazione di un Ente Europeo per l&#039;Energia Nucleare sarebbe una soluzione piú appropriata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche mese fa ho avuto l’opportunitá di esprimere il mio punto di vista nell’intervento “Un futuro nucleare? Solo se pubblico”.</p>
<p>Continuo a pensare che – al di lá delle discussioni di campanile – la problematica é globale. Il prezzo dell’energia é mondiale e cosí il cambio climatico. Lo sviluppo mondiale non si puó nutrire solo di risparmio energetico ed energie rinnovabili. E ripeto “solo”.  Risparmio energetico ed energie rinnovabili sono fondamentali ma non sufficenti. Uno sviluppo del nucleare soprattutto in Cina ed India é necessario. Ed é auspicabile anche per l’Europa e l’Italia.</p>
<p>Come cercai  di spiegare, la natura dell’industria nucleare é tale che non puó reggersi senza garanzie pubbliche. Credo quindi che, piuttosto che lasciare lo sviluppo delle centrali a societá prívate, gli Stati – o piuttosto l’Unione Europea nel suo insieme – dovrebbero farsi carico delle nuove centrali nucleari.  Imprese quotate quali EDF ed Enel (che sono in parte pubbliche, ma che non esitano – giustamente &#8211;  a perseguire logiche puramente prívate, vedi Enel su Endesa) potrebbero fare progetti nucleari solo a condizione di ricevere vantaggi di natura diversa da parte dei governi, in particolare sui costi di smantellamento (secondo il famoso principio di privatizzare i profitti e socializzare le perdite!).   Credo quindi che la creazione di un Ente Europeo per l&#8217;Energia Nucleare sarebbe una soluzione piú appropriata.</p>
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	<item>
		<title>By: Stefano</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/02/campagna-per-lenergia-in-pillole/comment-page-1/#comment-8236</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 16:42:45 +0000</pubDate>
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		<description>Ripropongo un interessante (e molto ben argomentato) dibattito in proposito che prosegue oltreoceano sul GNEP (Global Nuclear Energy Partnership). Vorrei che anche da noi si potesse discutere con altrettanta serieta` di questi temi...

http://www.thebulletin.org/web-edition/roundtables/managing-the-global-growth-of-nuclear-energy</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ripropongo un interessante (e molto ben argomentato) dibattito in proposito che prosegue oltreoceano sul GNEP (Global Nuclear Energy Partnership). Vorrei che anche da noi si potesse discutere con altrettanta serieta` di questi temi&#8230;</p>
<p><a href="http://www.thebulletin.org/web-edition/roundtables/managing-the-global-growth-of-nuclear-energy" rel="nofollow">http://www.thebulletin.org/web-edition/roundtables/managing-the-global-growth-of-nuclear-energy</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Kerub</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/02/campagna-per-lenergia-in-pillole/comment-page-1/#comment-8230</link>
		<dc:creator>Kerub</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 19:51:07 +0000</pubDate>
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		<description>ho paura che o scopriremo solo tra 50 anni se il nucleare è convenuto a Francia &amp; company.
vedremo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho paura che o scopriremo solo tra 50 anni se il nucleare è convenuto a Francia &amp; company.<br />
vedremo.</p>
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	<item>
		<title>By: Valter Ballantini</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/02/campagna-per-lenergia-in-pillole/comment-page-1/#comment-8228</link>
		<dc:creator>Valter Ballantini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 18:24:36 +0000</pubDate>
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		<description>Oggi avevo scritto questo http://valterb.wordpress.com/2009/02/25/no-nuke/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi avevo scritto questo <a href="http://valterb.wordpress.com/2009/02/25/no-nuke/" rel="nofollow">http://valterb.wordpress.com/2009/02/25/no-nuke/</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Corrado Truffi</title>
		<link>http://www.imille.org/2009/02/campagna-per-lenergia-in-pillole/comment-page-1/#comment-8227</link>
		<dc:creator>Corrado Truffi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 17:29:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.imille.org/?p=1341#comment-8227</guid>
		<description>@Kerub: in parte ti ha risposto Alexiej. Tuttavia, non direi come fa lui che le nostre classi dirigenti siano state più lungimiranti. Credo che ci sia un po&#039; di casualità in ciò che è successo con il referedum e, comunque, come ho scritto a suo tempo, la decisione presa allora di rinunciare al nucleare è stata dettata più dal pregiudizio antiscientifico che da una scelta razionale. Una scelta razionale avrebbe comportato la sostituzione della fonte nucleare con strategie di risparmio e con l&#039;investimento nelle fonti alternative, che già allora cominciavano ad avere un certo sviluppo altrove. Invece ci si è allegramente buttati sul petrolio e, al più, sul gas naturale...

@Stefano: in effetti è probabile che tu abbia in parte ragione. Sono stato troppo tranchant. Tuttavia ho l&#039;impressione che la violenza della crisi economica globale porterà ad una siginificativa revisione verso il basso di certi piani di investimento sul nucleare. Credo anche che l&#039;effetto di trascinamento delle scelte di Obama farà la sua parte. In tale contesto, è del tutto logico che Sarkozy ed Edf cerchino di &quot;diversificare il rischio&quot; cercando nuovi clienti, probabilmente potenzialmente più di &quot;bocca buona&quot;.

Aggiungerei che concordo con le osservazioni di Filippo Zuliani nel post precedente sul fatto che il contenuto reale dell&#039;accordo è molto meno chiaro e reale di quanto dicano i media. In proposito, segnalo la disamina di Ugo Bardi sul blog di Aspo, dove chi è curioso può anche leggere il comunicato integrale di Enel e Edf: http://aspoitalia.blogspot.com/2009/02/italia-francia-e-il-nucleare.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Kerub: in parte ti ha risposto Alexiej. Tuttavia, non direi come fa lui che le nostre classi dirigenti siano state più lungimiranti. Credo che ci sia un po&#8217; di casualità in ciò che è successo con il referedum e, comunque, come ho scritto a suo tempo, la decisione presa allora di rinunciare al nucleare è stata dettata più dal pregiudizio antiscientifico che da una scelta razionale. Una scelta razionale avrebbe comportato la sostituzione della fonte nucleare con strategie di risparmio e con l&#8217;investimento nelle fonti alternative, che già allora cominciavano ad avere un certo sviluppo altrove. Invece ci si è allegramente buttati sul petrolio e, al più, sul gas naturale&#8230;</p>
<p>@Stefano: in effetti è probabile che tu abbia in parte ragione. Sono stato troppo tranchant. Tuttavia ho l&#8217;impressione che la violenza della crisi economica globale porterà ad una siginificativa revisione verso il basso di certi piani di investimento sul nucleare. Credo anche che l&#8217;effetto di trascinamento delle scelte di Obama farà la sua parte. In tale contesto, è del tutto logico che Sarkozy ed Edf cerchino di &#8220;diversificare il rischio&#8221; cercando nuovi clienti, probabilmente potenzialmente più di &#8220;bocca buona&#8221;.</p>
<p>Aggiungerei che concordo con le osservazioni di Filippo Zuliani nel post precedente sul fatto che il contenuto reale dell&#8217;accordo è molto meno chiaro e reale di quanto dicano i media. In proposito, segnalo la disamina di Ugo Bardi sul blog di Aspo, dove chi è curioso può anche leggere il comunicato integrale di Enel e Edf: <a href="http://aspoitalia.blogspot.com/2009/02/italia-francia-e-il-nucleare.html" rel="nofollow">http://aspoitalia.blogspot.com/2009/02/italia-francia-e-il-nucleare.html</a></p>
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