Mak è un italiano come me. Mak vive in Italia dalla fine degli anni 70. Proprio come me. Io ci sono nato, in Italia, lui no. Mak ha una attività in proprio, come me. Mak paga le tasse, come me. E’ uno di quei commercianti al quale non ho mai dovuto chiedere lo scontrino. Mak è integrato, è uno che lavora sodo. Quando gli ho chiesto se sarebbe andato in vacanza mi ha detto che il periodo di lavoro era buono e non voleva perdere clienti. Mak fa un Kebab buono e che costa poco, una alternativa economica allo stare a casa, insomma.
Il Kebab di Mak si trova in una delle zone di Pistoia che in questo periodo sta facendo parlare di sé: il centro, intorno a Piazza San Francesco. E già di questa Piazza si è parlato nei giorni scorsi, perché è uno dei pochi centri vitali della città, è un posto dove la sera ci si ritrova. E i residenti devono rinunciare a qualcosa per vivere in un posto così, nel bene e nel male. Chi scrive tante volte ha parcheggiato lontano da casa, perché i posti dei residenti erano occupati, per esempio, o è stato svegliato da ragazzi che alle due avevano ancora voglia di far baldoria.
Sicuramente ci sono delle cose che in questa zona si devono fare e il nostro Sindaco ha già avviato un programma per regolamentare, quanto è possibile, la vita notturna di questo quartiere. Presto ci sarà una pattuglia di Polizia Municipale fin dalla prima serata, che terrà sotto controllo la situazione, ci sarà un parcheggio con una navetta, in modo che tutti possano parcheggiare civilmente e che i residenti possano stare un po’ più tranquilli.
La richiesta di maggiore tranquillità è una esigenza sacrosanta. Ma quello che non deve succedere è che questa richiesta sia una scusa per invidie razziste. Il proprietario del locale dove Mak fa il Kebab, si è trovato fra le mani una lettera qualche giorno fa, firmata con uno scarabocchio illeggibile. La lettera è scritta dietro la fotocopia di un articolo che parla di una petizione dei residenti di Porta al Borgo e del caos che c’è fra il bar Buccino e il Kebab di Mac. A penna è stato cancellato il riferimento al bar Buccino e la lettera recita:
Come può notare, la persona a cui ha dato in affitto il locale di sua proprietà sta dando non pochi problemi agli abitanti la zona di via Dalmazia, compresa fra via gora e via dello specchio. Quindi la invitiamo a prendere i necessari provvedimenti.
Mak non ha paura, anche se l’anno scorso di questo periodo una lettera ben più minacciosa accompagnava la foratura delle gomme della sua auto. Mak non ha paura perché è abituato anche a cose peggiori. Nel Paese in cui è nato volevano ucciderlo.
La tranquillità è un diritto di tutti e l’amministrazione comunale, come il Sindaco ha avuto modo di illustrare, ha tutte le intenzioni di garantirla anche nel quartiere in cui vivo. Pistoia è una città che ha sempre dimostrato ospitalità e capacità di integrazione e gli schiamazzi di questa zona non hanno un particolare colore della pelle. Nell’affrontare i problemi di sicurezza del quartiere non dobbiamo mai dimenticare i principi di integrazione e accoglienza: Mak rispetta le nostre regole, se lo trattiamo diversamente rispetto a chi è nato nel nostro Paese non abbiamo nessuna scusa: ci stiamo comportando da razzisti.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Buongiorno, apprendo di questo tuo post dalle news letter de ” I mille “.
Insieme ad Elvira Santaniello curo anche il Blog :
http://ilpresenteelamemoria.go.ilcannocchiale.it/
Mi piacerebbe potere ospitare in questo nostro spazio questo tuo bel post .
Se ti interessano i temi della cooperazione internazionale puoi anche visitarci su Face Book e partecipoare all’evento “Un clic per la cooperazione”.
Vedo poi che stai a Pistoia. terra natale di mio marito.
Là – esattamente a Vignole abbiamo anche una seconda residenza in via di ristrutturazione.
Mi farà piacere se ci teniano in contatto.
Grazie.
Chiara