Tornando dall’assemblea

di Marta D’Agostino Tortorella
29 novembre 2008, tornando dall’Assemblea provinciale del Pd di Venezia

coordinatore.jpgUna ratifica, non una vera discussione, solo una ratifica. Un coordinatore provinciale, Gabriele Scaramuzza, eletto un anno fa a furor di popolo come espressione del nuovo, a fare da famulus ad accordi presi nelle segrete stanze, per la scelta dell’attuale Presidente della Provincia di Venezia, Davide Zoggia, a candidato presidente alle provinciali della prossima primavera.


Accordi già ufficilizzati in alcune riunioni estive da un  pubblico
scelto di militanti, o meglio di addetti ai lavori, nei quali c’era
così corto respiro da sconsigliare a chiunque non facesse parte degli
apparati di intervenire a favore delle primarie che pure molti nella
base auspicavano.

Ora l’Assemblea ha votato, pur tra i mugugni, all’unanimità, questo
candidato che è intervenuto per presentare il suo programma, partendo
da quanto già fatto dall’amministrazione il cui operato non è qui in
discussione. Il programma, distribuito in sala per i delegati più
indisciplinati che spesso approfittano di queste kermesse per
scambiarsi idee nei corridoi; è incardinato sulle “primarie delle
idee”(sic!), iniziative di ascolto di un tavolo di lavoro programmatico
itinerante nel territorio, il programma sarà quindi in progress e
redigerà dei progetti personalizzati per area geografica.

Ma non è stato il programma il protagonista del pomeriggio mestrino,
bensì le alleanze (aprire o no all’Udc) e le candidature nei collegi.
Durante il dibatitto si è sentito di tutto: intanto è subito emerso che
di primarie per la scelta dei candidati non si parla, di criteri per
l’individuazione dei candidati elaborate dai circoli nemmeno (ci
penserà il direttivo provinciale e i circoli dovranno fare da cinghia
di trasmissione con i territori), che ci potranno essere candidature
“doppie”, candidati “vincenti” per più collegi, candidati “perdenti”
per i collegi vincenti, liste “del Presidente”.

La dirigenza del partito ha teso a minimizzare i sondaggi apparsi sulla
stampa locale che danno vincente la destra (63%) sul centro sinistra e
in forte calo il dato del Partito democratico nelle roccaforti di
Venezia e di Mestre (29%). Ma per battere questi sondaggi , come ha
ricordato Valter Vanni in un lucido intervento, molto applaudito, ci
vuole un partito in salute, cosa che non è per il Pd attualmente: ci
vorrebbe un congresso per temi che dia risposte alla crisi economica.

Per cambiare ci vuole forse una forte spinta dal basso e la fine di
queste operazioni di potere fatte sulle spalle dei militanti.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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9 Commenti

  1. Come sarebbe “all’unanimita’”?

  2. @Gianni: hanno alzato la manina (mancava tra l’altro il nuemro legale) e nessuno si è astenuto o ha votato contro
    Un caro saluto
    Marta

  3. E tu cosa hai votato?

  4. Io facevo parte del pubblico, non sono delegata.
    Mi sarei astenuta come minimo.
    Buona domenica
    M.

  5. marzio

    Queste situazioni si ripetono ogni giorno in ogni assemblea, riunione, iniziativa del PD in ogni parte d’Italia.
    Osservazioni:
    Il PD ha sbagliato nome.
    Gli enunciati, soprattutto quelli relativi all’etica, sono ipocriti.
    Le correnti sono strutturate, compatte, verticali e non tollerano spiriti liberi.
    La “mobilità” intellettuale non è apprezzata anzi considerata piuttosto fastidiosa.
    La partecipazione politica frenata verso il basso.
    Si tutela la nicchia minoritaria, si accetta a priori la sconfitta piuttosto che aprirsi alla società
    ed al rinnovamento.
    Soluzioni:
    Nessuna forma di legittimazione ai gruppi dirigenti autoreferenziali.
    Considerazione delle ipotesi del PD ma no tesseramento “alla cieca”.
    Attenzione politica ma “separata” ed “esterna”.
    Sviluppo della rete, comunicazione diffusa dei vissuti locali e personali.
    Spostamento dell’asse del discorso sul mezzo e sulle prassi.

  6. marzio

    Queste situazioni si ripetono ogni giorno in ogni assemblea, riunione, iniziativa del PD in ogni parte d’Italia.
    Osservazioni:
    Il PD ha sbagliato nome.
    Gli enunciati, soprattutto quelli relativi all’etica, sono ipocriti.
    Le correnti sono strutturate, compatte, verticali e non tollerano spiriti liberi.
    La “mobilità” intellettuale non è apprezzata anzi considerata piuttosto fastidiosa.
    La partecipazione politica frenata verso il basso.
    Si tutela la nicchia minoritaria, si accetta a priori la sconfitta piuttosto che aprirsi alla società
    ed al rinnovamento.
    Soluzioni:
    Nessuna forma di legittimazione ai gruppi dirigenti autoreferenziali.
    Considerazione delle ipotesi del PD ma no tesseramento “alla cieca”.
    Attenzione politica ma “separata” ed “esterna”.
    Sviluppo della rete, comunicazione diffusa dei vissuti locali e personali.
    Spostamento dell’asse del discorso sul mezzo e sulle prassi.

  7. marzio

    Queste situazioni si ripetono ogni giorno in ogni assemblea, riunione, iniziativa del PD in ogni parte d’Italia.
    Osservazioni:
    Il PD ha sbagliato nome.
    Gli enunciati, soprattutto quelli relativi all’etica, sono ipocriti.
    Le correnti sono strutturate, compatte, verticali e non tollerano spiriti liberi.
    La “mobilità” intellettuale non è apprezzata anzi considerata piuttosto fastidiosa.
    La partecipazione politica frenata verso il basso.
    Si tutela la nicchia minoritaria, si accetta a priori la sconfitta piuttosto che aprirsi alla società
    ed al rinnovamento.
    Soluzioni:
    Nessuna forma di legittimazione ai gruppi dirigenti autoreferenziali.
    Considerazione delle ipotesi del PD ma no tesseramento “alla cieca”.
    Attenzione politica ma “separata” ed “esterna”.
    Sviluppo della rete, comunicazione diffusa dei vissuti locali e personali.
    Spostamento dell’asse del discorso sul mezzo e sulle prassi.

  8. marzio

    Queste situazioni si ripetono ogni giorno in ogni assemblea, riunione, iniziativa del PD in ogni parte d’Italia.
    Osservazioni:
    Il PD ha sbagliato nome.

  9. Caro Marzio,
    io penso che sia necessario adoperarsi per riportare il Pd al suo carattere originario, quello declinato negli interventi al seminario di Orvieto, al Lingotto a Torino da Veltroni. Di quelle idee è rimasto poco. Bisogna farsi umili e lavorare dall’interno per cambiare, con determinazione e convinzione. In questo quadro io colloco il mio impegno personale in politica, ma ci vuole tanta pazienza….
    Buona giornata
    Marta

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