Sabato scorso, dalle 14 alle 19, alcuni ricercatori, studenti e professori italiani residenti in Francia hanno passato il pomeriggio insieme per lavorare e discutere su progetti di riforma e rinnovamento necessari per una ricerca italiana efficiente, equa e competitiva.
Non è stata una tavola rotonda, né un dibattito, né un pomeriggio passato ad ascoltare programmi presentati da questo o da quello, ma un vero momento di lavoro, patrocinato dall’Associazione Democratici Parigi – in pratica il circolo PD di Parigi – e dalla Mairie del XIII arrondissement di Parigi. Lo scopo era quello di costituire un questionario composto da trenta proposte di riforma del sistema italiano, divise secondo quattro tematiche principali – finanziamenti, assunzioni, avanzamenti di carriera/valutazioni e didattica – da sottoporre agli attori della ricerca, a diverso livello dagli studenti di dottorato ai professori emeriti, che vivono e lavorano sia in Italia sia all’estero. Il gruppo di Parigi, diretto da Roberto Casati (direttore di ricerca CNRS a Parigi), composto da ricercatori italiani in Francia che lavorano in diversi campi (chimica, fisica, filosofia, etc …), aveva lavorato preventivamente alla stesura di una cinquantina di proposte che sono state la base di partenza del lavoro, disponibile online a tutti i partecipanti prima del giorno del Camp. Ogni proposta, oltre ad una sua formulazione breve da inserire nel questionario online che sarà proposto poi alla comunità dei ricercatori italiani, è stata corredata da una breve spiegazione di una pagina in cui si descrivono le modalità di attuazione e i vantaggi (e svantaggi) che possono derivare dall’attuazione di ogni singolo progetto. Così da costituire un piccolo libretto ottenuto “operativo” da diffondere a tutti i soggetti interessati. I partecipanti sono stati divisi in piccoli gruppi di tre persone, e ogni gruppo ha lavorato alla formulazione/riformulazione della domanda e alla pagina esplicativa, seguendo i ritmi dettati dai coordinatori (Roberto Casati e il sottoscritto) che ogni mezz’ora chiedevano il prodotto finito da centralizzare per lavorare poi alla costituzione del dossier completo. Il risultato provvisorio è ora disponibile online.
Quello che si è voluto fare è stato trattare il problema della ricerca a partire dai suoi attori, da chi ci lavora e conosce gli ostacoli e i bisogni, con lo scopo di proporre a tutti i ricercatori una serie di proposte così da individuarne, a partire dalle risposte che si otterranno, le più condivise e prioritarie. Un metodo quindi non solo partecipato nei modi ma che vuole anche creare uno strumento (e un modo di costituzione di questo strumento) basato sul principio della necessità dell’ascolto di chi vive e conosce il settore che si vuole riformare.
Come in tutte le riunioni, erano presenti “tre invitati”, come esperti di ricerca e università (Irene Tinagli e Matteo Ferraris) e Ivan Scalfarotto come costituente del PD e interessato alle forme di politica partecipata. Gli ospiti, contrariamente alle solite riunioni e incontri dove si ascolta quello che viene proposto “dall’alto”, non sono stati il centro della giornata, erano piuttosto osservatori, che hanno fatto notare, tra le altre cose, tre aspetti interessanti e innovatori dell’evento:
1) si parla di Università, come raramente si fa, in termini di ricerca e non di didattica;
2) parlano e discutono i ricercatori, e non deputati o ministri che non sanno minimamente di che si tratta e che quindi non hanno gli strumenti né per individuare i problemi né tantomeno per trovare le soluzioni;
3) questo tipo di modo di fare politica è il partito democratico, o quello che dovrebbe e potrebbe essere;
Così la giornata è finita con l’impegno di continuare, grazie agli strumenti della rete, a lavorare su queste proposte, mostrando come i ricercatori siano i primi a desiderare riforme, meritocrazia e democrazia nelle Università. Ma questo non può non passare per la democrazia dell’ascolto di chi conosce e vive il problema.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti




