Eppur si muove

Iniziamo dalla fine: è andata bene. Il Teatro Due – concessoci gratuitamente: grazie – era pieno pieno, con un centinaio di persone sedute e almeno altre sessanta in piedi, dall’inizio alla fine. Hanno preso la parola 35 persone tra iscritti, non iscritti, parlamentari, presidenti di municipio, volti noti e meno noti. Pur senza amplificazione e microfoni, mai una volta Valter Gallo, moderatore dell’assemblea, ha dovuto aprire bocca per ottenere silenzio. La registrazione dell’assemblea è qui, grazie a Radio Radicale. La lista delle associazioni organizzatrici, dei partecipanti e degli aderenti potete scorrerla sui giornali, che una volta tanto hanno dedicato attenzione all’evento descrivendolo senza le solite semplificazioni: La Stampa, L’Unità, Libero, Europa, Il Messaggero, Repubblica, Il Tempo.

Che è successo, dopo? E’ successo che il gruppo consiliare del Pd al comune ha firmato al gran completo un appello che sostiene Riccardo Milana alla segreteria romana. Per inciso e per i non romani: Riccardo Milana è il coordinatore romano che ha convocato l’ultima riunione dell’esecutivo prima del ballottaggio Rutelli – Alemanno, ed è stato eletto da una assemblea illegale, perché priva dei requisiti previsti dallo statuto. E’ successo che Roberto Giachetti ha incontrato Veltroni, ed è andata a finire così. E’ successo che si rivedranno, gli autoconvocati, e che vedranno Veltroni, nei prossimi giorni. Vi teniamo informati: qualcosa si sta muovendo.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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8 Commenti

  1. Ma per piacere. Aldila’ del merito della cosa, che magari puo’ anche essere giusta (vorrei pero’ trovare da qualche parte anche la versione di Milana), e’ mai possibile che da noi ogni dibattito politico, anche quello sul tema piu’ ombelicale ed autoreferenziale (lo ripeto per comodita’: le regole per l’ elezione del coordinatore del circolo di Roma: quanti di voi saprebbero dire come si chiama per esempio il coordinatore di Milano, milanesi compresi?) debba sempre risolversi in una sceneggiata melodrammatica? Scioperi della fame (interrotti), declamazioni strappacore, dimissioni irrevocabili (ma no, non certo da parlamentare, ci mancherebbe), lettere scritte cor sangue e le lagrime, occupazione (pacifica, eh) della direzione di roma, anzi della direzione nazionale, anzi magari di san pietro.
    Siamo proprio un popolo di cantanti d’ opera. Non siamo capaci di gestire una federazione e vogliamo far credere di poter governare l’ Italia. Ce lo meritiamo Mario Merola.
    Anzi, ve lo meritate voi, io me ne sto in Svizzera. Ci si diverte magari meno, ma ci sono persone serie.

  2. @ Gianni
    non ti viene il dubbio che forse, proprio nel tuo finale “… io me ne sto in Svizzera” c’è la chiave del tuo commento?
    Stare fuori dall’Italia, da Roma e dalle beghe della politica concreta permette di avere da un lato un osservatorio privilegiato e sicuramente obiettivo, ma dall’altro impedisce di provare le difficoltà quotidiane che si vivono quando si prova ad allineare la nostra Italia a Paesi più avanzati (dal punto di vista politico) come ad esempio la Svizzera.
    Mi piacerebbe che tu provassi per cinque o sei mesi a fare il militante qui da noi (non importa in quale partito), poi mi aggiorni sulle “sceneggiate melodrammatiche…Scioperi della fame (interrotti), declamazioni strappacore”.
    Buone cose

  3. Ma dai, Carlo, cosa pensi, che non si faccia politica qua? Sono nel coordinamento di un circolo di 600 iscritti, ogni giorno ci combattiamo spazi e posizioni con i patronati, che sono tanto potenti da eleggersi da soli parlamentari targati PD senza neanche bisogno del partito, altro che primarie. Anche qui c’erano DS e margherita e le stesse dinamiche che avete voi.
    Sono anche attivo nel PS svizzero e fronteggiamo un partito di maggioranza relativa xenofobo e di estrema destra, come se da voi la lega fosse al 27% a livello nazionale, e siamo in campagna elettorale ogni tre mesi con i referendum.

    Ma uno che facesse lo sciopero della fame per cambiare il regolamento di una federazione del partito qui lo metterebbero in manicomio, te lo garantisco.
    Non e’ solo un fatto di misura, di pacatezza nordica contro espansivita’ mediterranea: e’ proprio un fatto di educazione alla democrazia, di capacita’ di confronto, di creazione del consenso, di capacita’ di fare politica, insomma.

    Che diventa anche un fatto di credibilita’, tra l’ altro. Io non so se sarei tranquillo ad avere un ministro degli esteri come Giachetti, per dire. Una domanda sulla sua capacita’ di definire priorita’ me la porrei. O un assessore alla sanita’ che si dimette ogni cinque minuti per cose che a un cittadino normale come me sembrano del tutto marginali.

    Un partito nuovo passa anche attraverso comportamenti nuovi. E in quello descritto in questo post, aldila’ del merito che, ripeto, posso anche condividere, c’e’ una prassi e una cultura politica vecchia, antica, superata. C’e’ tutta la sinistra piagnona e caciarona che non sa governare, che trova piu’ divertente stare all’ opposizione. Una sinistra che non si merita di vincere, e alla quale forse non interessa nemmeno. Ecco, magari vivere in un paese dove invece la sinistra governa da mezzo secolo, questo mi ha aiutato a capirlo.

  4. Scusate, a me dagli articoli pare chiaro che si sta realizzando quello che vi dissi un paio d’anni fa: il PD è un fallimento politico, e sta implodendo.

    Fate benissimo a riunirvi e protestare, perché tra di voi ci sono diversi testardi illusi che ci credono davvero al PD (e massimo rispetto per questi, ma se solo la piantaste di vivere la politica usando l’alfabeto dell’amore romantico, e usaste quello del raziocinio, fareste un favore a voi stessi e a noi tutti). Però, quando anche queste belle iniziative non saranno riuscite a cambiare niente – e quindi continuerete ad avere nel partito in posizioni dominanti belle persone della qualità di Paola Binetti, Francesco Rutelli, Riccardo Villari, La Torre ecc. – io spererei che diversi di voi finiscano nell’IDV, partito tutt’altro che perfetto, ma molto più perfettibile dal vostro impegno di quanto lo sia il PD.

    Se io abitassi a Roma, a quest’ora sarei militante dell’IDV e vi accoglierei a braccia aperte. Sono certo che lo farà qualcun altro e la cosa magari vi renderà pure meno indigesto il “grande” passo.

  5. estella

    ma perché non discutete mai nel merito dell’inziativa (se non in modo residuale) ma state sempre a dare giudizi su chi fa le iniziative attribuendogli ogni volta questo o quell’aggettivo… appiattendo sempre tutto sul personaggio del momento (in questo caso Giachetti), banalizzando completamente il complesso di forze, persone, istanze che hanno prodotto quell’iniziativa (gianni tanto lo so che non sei così come ti disegnano.. ;o))
    .. a parlare so’ sempre bravi tutti…
    ciao

  6. Estella, io parlerei volentieri del merito dell’ iniziativa, ma di questo merito non ho trovato traccia nel post iniziale: ho parlato solo di quel che ho letto.
    D’ altra parte, va detto che quando si utilizza solo la visibilita’ mediatica come misura di successo di una iniziativa, il merito dell’ iniziativa diventa piuttosto irrilevante: e il lavoro (di merito) di molte persone viene sprecato a scalpellare il piedistallo della statua all’ eroe del giorno.

  7. antonio g.

    Del merito si parla nella rassegna stampa.Bastava leggerla nel tempo di cinque minuti.

    O andare sul link per vedere almeno alcuni interventi.Selezionando o facendo zapping sarebbero bastati una quindicina di minuti.

    Evidentemente è più divertente prendere una tastiera e mitragliare alzo zero.Due minuti e si liquida un fatto.

    Io ero presente a quell’incontro,da cittadino elettore.
    E devo dire che non erano presenti in sala persone velleitarie o stravaganti e scalmanate.

    Dal tenore delle parole dette mi è sembrata gente che cercava di trovare una modalità per segnalare l’assenza di democrazia nel partito nuovo,e di farlo sapere e provare così a suscitare un cambiamento.

    Certo,di iniziative se ne possono fare varie e diverse.
    Trovo molto stupida però la critica per la critica.Meglio un suggerimento su come fare di più e con successo la prossima volta.

    Un saluto

  8. Antonio ha ragione: del merito della iniziativa si parla altrove, non in questo post. Immagino sia il motivo per il quale non ne parla nemmeno lui: d’ altronde e’ buona regola di netiquette evitare gli OT.

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