Chiesa cattolica e leggi razziali in Italia

di Gabriele Boccaccini

strisce.jpgAncora una volta tocca a Fini (!) dire una verità tanto scomoda quanto ovvia: la Chiesa cattolica non si oppose (anzi guardò con favore) all’introduzione delle leggi razziali in Italia. Ed ancora una volta ci tocca sentire una levata di scudi (perfino – che vergogna! – dall’interno del Partito Democratico) in difesa dell’intoccabilità della Chiesa. Di fronte all’evidenza di un silenzio colpevole (se non di una complicità) della Chiesa cattolica del tempo si reagisce ricordando i molti – ed altrettanto veri – eroici episodi di soccorso ai perseguitati nel periodo dell’Olocausto. Il problema è che le due verità non sono – come si vorrebbe far pensare – in contraddizione l’una con l’altra. La posizione ufficiale della Chiesa cattolica del tempo era che gli ebrei dovessero essere discriminati e privati dei diritti civili ma non uccisi o sottoposti a violenza eccessiva.

Il Manifesto della Razza fu sottoscritto dai principali intellettuali cattolici del tempo, da padre Agostino Gemelli, a Luigi Gedda, a Amintore Fanfani, a Giovanni Papini, a Piero Bargellini…, senza che dal Vaticano li levasse la benché minima obiezione. Le critiche che la Chiesa mosse alla legislazione fascista riguardarono poi principalmente lo status degli ebrei convertiti (che la Chiesa avrebbe voluti esenti dalla legislazione discriminatoria in virtù del loro battesimo), ma non il principio che gli ebrei dovessero essere legittimanmente considerati cittadini di serie B come lo erano stati nei ghetti che la Chiesa aveva istituiti e gestiti per secoli.

Al tempo stesso il Vaticano si oppose agli “eccessi” della violenza nazista (e non mancarono tensioni su questo terreno e quindi l’impegno eroico di molti cattolici e degli stessi vertici ecclesiastici in difesa dei perseguitati al tempo dell’Olocausto). Le due cose non vanno confuse, come fanno tanti di coloro che oggi si scandalizzano delle affermazioni di Fini. Il fatto che la Chiesa cattolica si oppose allo sterminio degli ebrei non diminuisce le sue gravissime responsabilità di fronte all’introduzione (non solo in Italia) delle leggi razziali e di discriminazione civile degli ebrei.

Se alcuni si domandano come tale “schizofrenia” sia stata possibile, basta guardarsi oggi intorno e domandarsi come coloro che oggi in Italia invocano a gran voce leggi discriminatorie nei confronti dei rom o dei musulmani (proibizione delle moschee, divieto di soggiorno, creazione di classi separate, ecc.) reagirebbero se vedessero a un certo punto la polizia raccogliere famiglie intere (uomini, donne, bambini), caricarli su treni speciali e spedirli oltre frontiera per una destinazione dalla quale nessuno facesse ritorno. Molti di sicuro se ne fregherebbero e farebbero finta di non capire; molti forse sarebbero i primi a nascondere un bambino rom o una famiglia musulmani in casa proprio per salvarli dallo sterminio. E’ già successo: accettare come normale una realtà di discriminazione significa allentare le difese ed entrare in una logica di cui non si conoscono gli esiti ultimi. Per questo è importante riconoscere fino in fondo la realtà scomoda delle Leggi Razziali (e la colpa collettiva di cui l’Italia intera, inclusa la Chiesa cattolica, si sono macchiate). E’ troppo facile autoassolversi per il coraggio e il pentimento poi dimostrato da molti (non da tutti) durante l’Olocausto.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

2 Commenti

  1. Ottimo articolo. Vorrei aggiungere che c’è sempre un bisticcio lessicale tra “la Chiesa” e “i cristiani”. Certo, vi furono molti cristiani che dimostrarono, anche eroicamente, di non condividere le discriminazioni raziali, ma questi non rappresentavano la posizione ufficiale della Chiesa, come oggi molti cristiani si ribellano alla presa di posizione del Vaticano contro la mozione di depenalizzazione del reato di omosessualità proposta all’ONU.

  2. giovanna

    Ieri sera, anzi la notte scorsa ho sentito attentamente parlare Minniti a youdem dell’intervento di Fini sulle responsabilità della Chiesa cattolica, della gerarchia ecclesiastica sulle leggi razziali.
    Minniti ha espresso non solo solidarietà al presidente della camera, ma anche apprezzamento per il coraggio delle sue dichiarazioni e per la diversità della sua politica rispetto alla destra nei confronti dei nostri padroni di oltretevere.
    Sì, ormai sono padroni delle nostre vite, persino delle agonie delle persone, che devono protrarsi all’infinito se Sacconi, Rocella e compagnia impediscono alle cliniche private e agli ospedali di ricevere la cara e sventurata Eluana, tanto per fare un esempio.
    Vi mando il codice del banner liberidiscegliere, perché lo inseriate nel vostro sito, famoso per le battaglie per i diritti civili

    Un caro saluto Giovanna Pettenello

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